Sony sviluppa una “IA protettiva” per bloccare contenuti generati che violano il copyright, partendo dai film dello Studio Ghibli. Il sistema mira anche a introdurre meccanismi di compensazione per i creatori originali, in un contesto di crescente pressione normativa e industriale sull’uso dell’intelligenza artificiale.
Sony accelera sulla governance dell’intelligenza artificiale con un progetto innovativo: una “Protective AI” progettata per impedire la generazione di contenuti che imitano opere protette da copyright. Secondo quanto riportato da Nikkei Asia (2026), il sistema è in fase di sviluppo presso Sony AI e utilizza materiali originali — tra cui i film dello Studio Ghibli — per “insegnare” al modello cosa evitare di replicare.
L’approccio rappresenta un cambio di paradigma rispetto ai modelli generativi tradizionali, spesso criticati per l’uso non autorizzato di dati protetti. L’obiettivo non è creare contenuti, ma limitarne la produzione quando questa viola diritti esistenti, anche in risposta a prompt indiretti. Il tema è particolarmente rilevante: strumenti di generazione visiva sono oggi in grado di replicare stili iconici, come quello di opere quali La città incantata o Principessa Mononoke, alimentando un dibattito globale su proprietà intellettuale e creatività.
Un elemento chiave del progetto è l’introduzione di sistemi di compensazione economica per gli autori. Sony AI ha dichiarato che intende sviluppare strumenti in grado di tracciare quando e come opere protette contribuiscono a contenuti generati, aprendo la strada a modelli di remunerazione automatizzata.
Il contesto industriale rafforza la rilevanza dell’iniziativa: Sony possiede un vasto ecosistema di contenuti — musica, cinema, videogiochi e anime — e ha recentemente ampliato la propria presenza nel settore attraverso partnership strategiche, come quella con Kadokawa. Parallelamente, l’azienda ha depositato brevetti per altre applicazioni AI, tra cui assistenti per videogiochi e sistemi di generazione vocale.
Il progetto si inserisce nel quadro più ampio delle linee guida etiche sull’AI promosse da istituzioni come l’Unione Europea (AI Act) e UNESCO, che richiedono trasparenza, responsabilità e tutela dei diritti fondamentali.
Approfondimento: cronologia e contesto normativo
- 2020 – UNESCO pubblica le linee guida sull’etica dell’AI
https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000381137 - 2023–2025 – Crescono le cause legali contro modelli generativi (Getty Images, artisti digitali)
https://www.gettyimages.com - 2024 – Approvazione dell’AI Act dell’UE
https://artificialintelligenceact.eu - 2026 – Sony avvia sviluppo “Protective AI” (Nikkei Asia)
https://asia.nikkei.com
Consigli di approfondimento
- OECD AI Principles
https://oecd.ai/en/ai-principles - WIPO – AI e proprietà intellettuale
https://www.wipo.int/about-ip/en/artificial_intelligence/
Abstract: opportunità e rischi
Pro
- Rafforza la tutela del copyright
- Introduce modelli di compensazione per creatori
- Allinea l’industria AI a standard etici e normativi
Rischi
- Possibile limitazione della creatività generativa
- Complessità tecnica nel tracciare contributi artistici
- Rischio di concentrazione del potere nei grandi detentori di contenuti
Prospettive
La “Protective AI” potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase regolata dell’intelligenza artificiale, in cui innovazione e diritti si evolvono in equilibrio, ridefinendo il rapporto tra creatività umana e sistemi generativi.







