La piattaforma Grammarly disattiva la funzione “Recensione degli esperti” dopo forti critiche da giornalisti e autori per uso non autorizzato delle identità. Il caso riaccende il dibattito su etica, copyright e rappresentazione nell’intelligenza artificiale.
Grammarly ha annunciato la rimozione di una delle sue funzionalità più controverse, accusata di impersonare scrittori reali senza consenso. La decisione arriva dopo una reazione negativa diffusa tra giornalisti, accademici e autori, che hanno denunciato un uso improprio delle proprie identità professionali.
La funzione, denominata “Recensione degli esperti”, prometteva di migliorare la scrittura degli utenti fornendo suggerimenti ispirati a figure autorevoli del settore. Tuttavia, secondo numerose testimonianze, il sistema generava contenuti attribuiti a personalità reali — anche decedute — senza alcuna autorizzazione esplicita.
Il CEO Shishir Mehrotra ha dichiarato che l’azienda “disabiliterà temporaneamente” la funzione, riconoscendo che il prodotto “non è stato all’altezza” delle aspettative etiche. In un post pubblico, ha inoltre sottolineato la necessità di ripensare il sistema per garantire maggiore controllo agli esperti su come vengono rappresentati.
Tra le critiche più dure, quella della giornalista Kara Swisher, che ha accusato l’azienda di appropriazione indebita dell’identità. Anche altri osservatori, come il giornalista Casey Newton, hanno evidenziato come la piattaforma cercasse di beneficiare della reputazione di autori noti, pur inserendo disclaimer legali per evitare responsabilità dirette.
Il caso mette in luce limiti strutturali dei modelli linguistici, che possono generare contenuti plausibili ma non verificabili, creando confusione tra ispirazione e imitazione. Episodi come quello segnalato dall’editor Benjamin Dreyer — in cui testi casuali ricevevano suggerimenti attribuiti a Stephen King — rafforzano i dubbi sulla affidabilità del sistema.
Approfondimento e cronologia
- 2023–2025: Crescita esponenziale degli strumenti di scrittura AI (fonte: OECD AI Policy Observatory)
- 2024: Prime cause legali su uso non autorizzato di contenuti e stili (fonte: U.S. Copyright Office)
- Marzo 2026: Grammarly ritira la funzione dopo critiche pubbliche
Fonti:
- https://www.oecd.org/ai/
- https://www.copyright.gov/ai/
- https://www.platformer.news/
Consigli di approfondimento
- OECD – AI Policy Observatory: https://oecd.ai
- U.S. Copyright Office – AI e diritto: https://copyright.gov/ai
- Stanford HAI – AI Index Report: https://aiindex.stanford.edu
Abstract: impatti etici e sociali
La vicenda evidenzia un nodo critico nell’evoluzione dell’AI generativa: il confine tra ispirazione e appropriazione.
Pro: democratizzazione della scrittura, accesso a modelli stilistici avanzati.
Rischi: violazione dell’identità, perdita di fiducia, disinformazione.
Nel lungo periodo, la mancanza di governance chiara potrebbe portare a nuove regolamentazioni più restrittive, ridefinendo il rapporto tra creatività umana e intelligenza artificiale.







