Link documento: https://arxiv.org/pdf/2606.12415
Tipo documento: paper scientifico / preprint arXiv
La regolazione dell’intelligenza artificiale apre un nuovo spazio professionale: l’AI Legal Specialist. Il paper di Nicola Fabiano sostiene che le competenze richieste dall’AI Act non possano essere assorbite integralmente da DPO, privacy lawyer o compliance officer.
Una nuova figura per la governance dell’IA
La crescita delle norme sull’intelligenza artificiale sta trasformando il mercato delle competenze giuridiche. Nel paper “The AI Legal Specialist: A Juridically Autonomous Professional Profile for AI Governance”, pubblicato su arXiv, Nicola Fabiano propone una figura autonoma: un giurista specializzato nella governance dell’IA, capace di interpretare norme, obblighi degli operatori e architetture organizzative di conformità.
Il punto centrale è che l’AI Legal Specialist non coincide con il Data Protection Officer. Il DPO opera sul trattamento dei dati personali; il nuovo profilo, invece, avrebbe come oggetto i sistemi di IA, anche quando non trattano dati personali. Secondo il paper, la figura dovrebbe distinguersi anche dal privacy lawyer, dal compliance officer e dai profili generici di AI governance.
AI Act e nuove responsabilità
Il contesto normativo rafforza questa tesi. Il Regolamento UE 2024/1689, noto come AI Act, è entrato in vigore il 1° agosto 2024 e sarà applicabile progressivamente fino al pieno dispiegamento degli obblighi. Le prime disposizioni su pratiche vietate e alfabetizzazione IA si applicano dal 2 febbraio 2025, mentre molte regole entreranno pienamente in vigore dal 2026.
La proposta di Fabiano si inserisce anche nel quadro internazionale: la Convenzione del Consiglio d’Europa sull’IA, aperta alla firma nel 2024, mira a garantire coerenza tra sistemi di IA, diritti umani, democrazia e Stato di diritto. Negli Stati Uniti, il NIST AI Risk Management Framework resta invece un riferimento volontario per la gestione dei rischi.
Etica, competenze e rischi sociali
Il vantaggio della nuova figura sarebbe la specializzazione giuridica: meno improvvisazione, maggiore accountability, migliore dialogo tra tecnici, imprese e autorità. Il rischio è creare un mercato certificativo frammentato, con titoli non uniformi e competenze difficili da verificare.
La sfida futura sarà evitare che l’AI Legal Specialist diventi solo un’etichetta commerciale. Se standardizzato con criteri chiari, potrebbe contribuire a rendere l’IA più sicura, trasparente e socialmente responsabile.
Breve approfondimento: cronologia essenziale
- 2023 – Il NIST pubblica l’AI Risk Management Framework 1.0, modello volontario per gestire rischi dell’IA: https://www.nist.gov/itl/ai-risk-management-framework
- 13 giugno 2024 – L’UE adotta il Regolamento 2024/1689 sull’intelligenza artificiale: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1689/oj/eng
- 1 agosto 2024 – L’AI Act entra in vigore: https://commission.europa.eu/news-and-media/news/ai-act-enters-force-2024-08-01_en
- 5 settembre 2024 – La Convenzione del Consiglio d’Europa sull’IA viene aperta alla firma: https://www.coe.int/en/web/artificial-intelligence/the-framework-convention-on-artificial-intelligence
- 2 febbraio 2025 – Si applicano divieti e obblighi di AI literacy: https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/faqs/navigating-ai-act
- 7 maggio 2026 – Il paper di Nicola Fabiano viene reso disponibile su arXiv: https://arxiv.org/pdf/2606.12415
Consigli di approfondimento
- AI Act, testo ufficiale EUR-Lex: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1689/oj/eng
- Commissione europea, timeline AI Act: https://ai-act-service-desk.ec.europa.eu/en/ai-act/timeline/timeline-implementation-eu-ai-act
- Consiglio d’Europa, Convenzione IA: https://www.coe.int/en/web/artificial-intelligence/the-framework-convention-on-artificial-intelligence
- NIST AI RMF: https://www.nist.gov/itl/ai-risk-management-framework
Abstract: pro, rischi e conseguenze future
Il paper propone l’AI Legal Specialist come figura giuridica autonoma per la governance dell’intelligenza artificiale. Il principale beneficio è la possibilità di rafforzare conformità, trasparenza e responsabilità nelle organizzazioni che sviluppano o usano sistemi di IA. Il rischio etico e sociale è la proliferazione di certificazioni deboli, con nuove asimmetrie tra grandi imprese e soggetti minori. In futuro, la figura potrebbe diventare decisiva per mediare tra innovazione, diritti fondamentali e responsabilità professionale.







