Cortical Labs sviluppa data center basati su neuroni umani, promettendo minori consumi energetici rispetto alle GPU tradizionali. Ma restano dubbi su efficienza, scalabilità ed etica.
La startup australiana Cortical Labs ha annunciato lo sviluppo di una nuova generazione di infrastrutture per l’intelligenza artificiale: i cosiddetti “data center biologici”. Il progetto prevede l’uso di computer basati su cellule cerebrali umane, una tecnologia definita “wetware”, che rappresenta un cambio di paradigma rispetto ai tradizionali sistemi hardware basati su silicio.
Il cuore di questa innovazione è il sistema CL1, un computer biologico programmabile composto da circa 200.000 neuroni umani coltivati in laboratorio. Questi neuroni, derivati da cellule staminali, vengono stimolati tramite segnali elettrici e rispondono generando output computazionali, registrati da chip integrati.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’azienda sta collaborando con DayOne Data Centers per costruire due strutture pilota a Melbourne e Singapore. Il centro australiano ospiterà circa 120 unità CL1, mentre quello asiatico potrebbe arrivare a 1.000 unità.
Uno dei principali vantaggi dichiarati riguarda il consumo energetico: ogni nodo CL1 richiederebbe meno energia di una calcolatrice, contro l’elevato fabbisogno delle GPU utilizzate nei data center AI. Questo aspetto potrebbe rappresentare una risposta concreta alle crescenti preoccupazioni ambientali legate all’espansione delle infrastrutture digitali.
Tuttavia, permangono forti incertezze. Non è ancora dimostrato che questi sistemi possano competere con le prestazioni dei chip avanzati prodotti da aziende come NVIDIA. Inoltre, la scalabilità e l’affidabilità nel lungo periodo restano questioni aperte.
Approfondimento: cronologia e contesto
- 2022: primi esperimenti di neuroni che giocano a Pong (Cortical Labs)
- 2024: presentazione del CL1, primo computer biologico programmabile
- 2025–2026: test avanzati (es. Doom) e sviluppo data center biologici
- Fonte: Cortical Labs, Bloomberg
- https://www.bloomberg.com
- https://corticallabs.com
Consigli di approfondimento:
- Commissione Europea – impatto ambientale dei data center
https://energy.ec.europa.eu - International Energy Agency – digital infrastructure energy use
https://www.iea.org
Abstract: opportunità e rischi
Pro:
- Riduzione drastica dei consumi energetici
- Nuovi modelli computazionali bio-ispirati
- Potenziale innovazione radicale nel settore AI
Rischi:
- Questioni etiche sull’uso di cellule umane
- Mancanza di standard normativi e governance
- Incertezza su prestazioni e scalabilità
Nel medio termine, il “wetware” potrebbe ridefinire il concetto stesso di computing. Tuttavia, senza un quadro etico e regolatorio chiaro, il rischio è quello di aprire una nuova frontiera tecnologica difficile da controllare, con implicazioni profonde per società, ambiente e diritti umani.







