Google sta preparando un cambiamento epocale: l’AI Mode potrebbe presto diventare la modalità predefinita, relegando le classiche SERP a un ruolo marginale. L’indiscrezione, rilanciata da Logan Kilpatrick, volto di BigG nell’AI, ha alimentato un acceso dibattito sul futuro della ricerca online.
Secondo Kilpatrick, il passaggio è solo questione di tempo: «Presto», ha risposto a un utente che sollecitava l’impostazione di default. L’AI Mode, accessibile su google.com/ai, promette di trasformare la ricerca da elenco di link a strumento interattivo capace di generare sintesi, grafici, codice, e persino supportare acquisti e prenotazioni. Una modalità che anticipa la fine di un’epoca, dopo quasi trent’anni di ricerca basata su collegamenti ipertestuali.
Tuttavia, Robby Stein, VP di Google Search, ha ridimensionato le aspettative, chiarendo che l’obiettivo attuale è “facilitare l’accesso all’AI Mode per chi lo desidera”. Non si tratterebbe dunque di una sostituzione immediata, ma di un’evoluzione graduale.
La svolta potrebbe avvenire nel 2026, secondo osservatori vicini a Mountain View. L’impatto sarebbe enorme: editori e siti web rischiano un calo di traffico, mentre per gli utenti l’esperienza di ricerca diventerebbe più rapida e interattiva, ma mediata dall’intelligenza artificiale.
Breve cronologia
- 2023 – Lancio sperimentale di AI Overviews negli Stati Uniti.
- 2024 – Estensione ad altri mercati con prime polemiche sul traffico ai siti.
- 2025 – Attivazione del dominio google.com/ai, primo passo verso AI Mode.
- 2026 (previsto) – Possibile sostituzione di default della ricerca tradizionale.
Fonti: Google, Common Sense Media (per analisi rischi digitali), The Verge (aggiornamenti tech).
Consigli di approfondimento
- AI e futuro dei motori di ricerca – OECD
- Impatti dell’IA sull’informazione – UNESCO
- Google AI Overview: pro e contro – MIT Technology Review
Abstract
L’introduzione della Google AI Mode come default potrebbe rivoluzionare il modo di accedere alle informazioni online. Pro: maggiore efficienza, risposte contestuali, semplificazione di compiti complessi. Rischi: perdita di trasparenza, calo del traffico per i siti, concentrazione del potere informativo nelle mani di Google. A livello etico e sociale, l’evoluzione segna una transizione da internet come spazio aperto a un ambiente mediato dall’IA, con conseguenze sulla pluralità delle fonti e sulla libertà di scelta degli utenti.







