La più grande rete elettrica degli Stati Uniti, PJM Interconnection, sta valutando blackout a rotazione per far fronte al crescente consumo energetico dei data center. Il monitor indipendente del mercato chiede alla FERC nuove regole: niente nuovi allacciamenti ai centri dati senza garanzie di capacità affidabile. La pressione della domanda energetica rischia di alterare stabilità, costi e sicurezza della rete.
La crescente espansione dei data center negli Stati Uniti – alimentata dall’adozione massiva di intelligenza artificiale, servizi cloud e infrastrutture digitali – sta mettendo in seria difficoltà PJM, la più grande rete elettrica del Paese che serve 65 milioni di utenti in 13 stati. Secondo le analisi diffuse dal monitor indipendente del mercato dell’interconnessione, la richiesta energetica dei data center sta aumentando a un ritmo senza precedenti, superando in alcune aree la crescita prevista della capacità di generazione.
Il monitor ha chiesto alla Federal Energy Regulatory Commission (FERC) di introdurre un requisito stringente: consentire ai nuovi data center di collegarsi alla rete solo se esiste capacità sufficiente a garantirne il funzionamento continuo e sicuro. La proposta arriva mentre PJM fatica a finalizzare un piano di adeguamento per rispondere alla domanda crescente, con alcuni stati dell’area medio-atlantica dove il numero di progetti di data center è quadruplicato negli ultimi tre anni.
Gli analisti avvertono che, senza interventi urgenti, la combinazione tra infrastrutture digitali energivore, reti non potenziate e ritardi nei nuovi impianti rischia di portare a blackout a rotazione nei periodi di picco. Alcuni stati avevano già segnalato criticità legate allo sviluppo dei campus dedicati all’AI, dove il consumo può superare centinaia di megawatt per singola installazione.
Il tema si intreccia con sicurezza energetica, sostenibilità e pianificazione industriale. Il monitor PJM sottolinea che la crescita dei data center non può avvenire senza coordinamento tra utilities, regolatori e governi statali, per evitare rischi sistemici e impatti economici significativi su imprese e cittadini.
Approfondimento — Cronologia essenziale
- 2022–2024 – Boom dei data center negli USA, spinto da cloud e AI (Dipartimento dell’Energia USA).
- 2024 – Prime segnalazioni di stress sulla rete in Virginia e Pennsylvania (Virginia SCC).
- 2025 – Aggiornamento del monitor PJM e richiesta formale alla FERC su criteri di allacciamento (FERC.gov).
- 2025 – PJM avvia revisione completa del piano di capacità (PJM.com).
Fonti:
- FERC: https://www.ferc.gov
- PJM Interconnection: https://www.pjm.com
- U.S. Department of Energy: https://www.energy.gov
Consigli di approfondimento
- Analisi DOE sul consumo energetico dei data center: https://www.energy.gov/science-innovation
- Studio NREL sulla sostenibilità delle infrastrutture digitali: https://www.nrel.gov
- Policy FERC su affidabilità della rete: https://www.ferc.gov/industries-data/electric
Abstract – Pro e rischi etico-sociali
L’espansione dei data center rappresenta un motore di crescita tecnologica, innovazione e competitività industriale. Tuttavia, l’aumento della domanda energetica senza coordinamento adeguato può generare blackout, aumenti dei costi per i consumatori, squilibri regionali e ritardi nella transizione energetica. Sul piano etico e sociale, l’allocazione dell’energia a infrastrutture digitali energivore solleva interrogativi su priorità pubbliche, sostenibilità e impatto sulle comunità locali. In assenza di governance condivisa, il rischio è una crescente tensione tra sviluppo dell’AI e resilienza delle reti elettriche, con possibili effetti a catena sull’economia e sui servizi essenziali.







