Un’indagine indipendente rivela che Instacart ha utilizzato algoritmi di intelligenza artificiale per applicare prezzi diversi agli stessi prodotti, nello stesso negozio e nello stesso momento. Una pratica che solleva interrogativi su trasparenza, equità e tutela dei consumatori.
Un nuovo studio condotto da Groundwork Collaborative, Consumer Reports e More Perfect Union ha portato alla luce un esperimento su larga scala di prezzi dinamici applicati da Instacart, la principale piattaforma di consegna di generi alimentari in Nord America. Secondo i ricercatori, alcuni utenti hanno pagato fino al 23% in più per identici prodotti rispetto ad altri clienti, senza alcuna informazione preventiva.
L’analisi si basa sui dati di 437 acquirenti in diverse città statunitensi. In media, il prezzo dello stesso articolo variava del 7% nello stesso punto vendita e nello stesso momento. A Seattle, presso supermercati Safeway, un carrello identico è costato fino a 123,93 dollari ad alcuni utenti, contro i 114,34 dollari pagati da altri. In un Target del Minnesota, i clienti sono stati suddivisi in sette fasce di prezzo, con differenze superiori ai cinque dollari per lo stesso paniere.
Secondo le stime dello studio, una famiglia di quattro persone potrebbe spendere circa 1.200 dollari in più all’anno se esposta stabilmente a queste fluttuazioni. La svolta risalirebbe al 2022, quando Instacart ha acquisito Eversight, azienda specializzata in pricing algoritmico, avviando test per incrementare i margini dal 2 al 5% per transazione.
Nel 2024, il CEO di Instacart ha confermato agli investitori l’uso di algoritmi IA per misurare la “sensibilità al prezzo” dei clienti. Preoccupante, però, il fatto che catene come Target abbiano dichiarato di non essere a conoscenza dei test. Instacart ha replicato sostenendo che si trattava di sperimentazioni temporanee ormai concluse.
Il caso si inserisce in un trend più ampio: anche Walmart, Kroger e Whole Foods stanno introducendo sistemi di pricing dinamico, online e nei negozi fisici, con implicazioni dirette sul costo della vita e sulla fiducia dei consumatori.
— Approfondimento: cronologia e contesto
- 2018 – Kroger avvia i primi test di prezzi dinamici (Forbes): https://www.forbes.com
- 2022 – Instacart acquisisce Eversight: https://www.instacart.com/company
- 2024 – Dichiarazioni del CEO su IA e pricing agli investitori
- 2025 – Pubblicazione dello studio congiunto
- Consumer Reports: https://www.consumerreports.org
- Groundwork Collaborative: https://groundworkcollaborative.org
Consigli di approfondimento
- Federal Trade Commission – Dynamic Pricing & Consumer Protection: https://www.ftc.gov
- OCSE – AI, prezzi e concorrenza: https://www.oecd.org
Abstract – Pro e rischi etici e sociali
L’uso dell’IA nel pricing consente alle aziende di ottimizzare margini e ridurre sprechi, ma introduce rischi elevati di discriminazione economica, opacità algoritmica e perdita di fiducia. Senza regole chiare e obblighi di trasparenza, i prezzi personalizzati possono accentuare disuguaglianze sociali e alimentare tensioni inflazionistiche. In prospettiva, la regolazione dell’IA nei mercati di consumo sarà decisiva per evitare derive sistemiche e garantire equità nell’economia digitale.







