Copilot evolve con nuove funzionalità basate su memoria, visione e azioni autonome: un salto nell’AI personalizzata.
In occasione dei 50 anni dalla sua fondazione, Microsoft ha annunciato il 4 aprile 2025 il rilascio di nuove funzionalità per Copilot, il suo assistente AI, rafforzando il ruolo strategico dell’intelligenza artificiale nell’ecosistema digitale. Basato su Azure AI Foundry, Copilot ora si propone come compagno digitale personalizzato, capace di memorizzare preferenze, agire autonomamente e offrire interazioni visive in tempo reale.
Le novità includono la funzione Memory, che consente a Copilot di conservare e utilizzare dati personali per suggerimenti su misura, sempre nel rispetto della privacy, controllabile tramite dashboard. La funzione Actions introduce la possibilità di svolgere compiti autonomamente su siti partner (es. Booking, OpenTable), mentre Vision abilita l’analisi visiva tramite fotocamera, già attiva su iOS, Android e in rollout su Windows.
Altre novità sono Pages, per organizzare contenuti e idee, Deep Research per ricerche avanzate, Podcast generati da AI, e Copilot Search, che unisce ricerca tradizionale e generativa con fonti attendibili. Per gli sviluppatori, Microsoft ha presentato nuovi strumenti di sicurezza e valutazione tramite Azure AI Foundry.
Con queste funzionalità, Copilot rafforza il suo posizionamento come alleato quotidiano nell’organizzazione del lavoro, della vita personale e del tempo libero, elevando il concetto di assistenza digitale personalizzata e sicura.
Fonti:
- Microsoft Official Blog
- Copilot Microsoft
- Azure AI Foundry
Per approfondire:
- Cos’è Azure AI Foundry
- Copilot per Windows: guida e funzionalità
- Intelligenza artificiale e privacy secondo Microsoft
Abstract etico-sociale:
L’evoluzione di Copilot verso una forma più autonoma e personalizzata offre benefici concreti in termini di produttività, accessibilità e supporto decisionale. Tuttavia, i rischi etici legati alla memorizzazione di dati sensibili, all’automazione delle scelte e all’affidabilità dell’interazione AI richiedono una vigile supervisione. Il controllo da parte dell’utente e la trasparenza sulle fonti sono passi nella giusta direzione, ma sarà cruciale monitorare gli effetti sociali dell’affidamento crescente a un’intelligenza artificiale che conosce, decide e agisce in nostro nome.







