Intelligenza artificiale e lavoro: più assunzioni o licenziamenti? – 15daynewsAI

L’intelligenza artificiale sta trasformando il mercato del lavoro, ma i dati disponibili non confermano ancora né la distruzione generalizzata dell’occupazione né una crescita uniforme. Le aziende che investono maggiormente nell’IA assumono, mentre giovani, lavoratori anziani e professioni amministrative affrontano rischi crescenti.

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro resta difficile da misurare. Licenziamenti, nuove assunzioni e trasformazione delle mansioni avvengono contemporaneamente, rendendo insufficiente qualsiasi lettura fondata su un unico indicatore.

Uno studio di Ramp Economics Lab e Revelio Labs, basato sui dati di 21.559 imprese statunitensi, ha rilevato che le aziende con investimenti più intensi nell’IA hanno aumentato l’organico di circa il 10% nei due anni successivi all’adozione. I posti iniziali sono cresciuti del 12%. Gli stessi risultati non emergono però nelle imprese che utilizzano l’IA in modo limitato. Gli autori riconoscono inoltre che le aziende più innovative erano già generalmente più grandi, tecnologiche e orientate alla crescita.

Il quadro opposto emerge da singole ristrutturazioni aziendali. Oracle ha dichiarato di aver ridotto circa 21.000 posizioni in un anno, collegando la trasformazione organizzativa anche agli investimenti nell’IA. Altre imprese, dopo aver automatizzato alcune funzioni, starebbero invece tornando ad assumere personale perché i sistemi artificiali non hanno garantito qualità e autonomia sufficienti.

Le fasce più vulnerabili potrebbero essere quelle poste ai due estremi della carriera. Il World Economic Forum avverte che l’eliminazione dei ruoli junior rischia di interrompere i percorsi attraverso cui si formano competenze, esperienza e futuri dirigenti. Una ricerca del Center for Retirement Research del Boston College registra invece un aumento delle uscite dal lavoro tra gli ultracinquantacinquenni occupati in professioni molto esposte all’IA, come programmatori e contabili.

Anche i mestieri tecnici e le scuole professionali stanno acquisendo maggiore attrattiva, perché attività manuali qualificate risultano oggi meno facilmente automatizzabili. Nel frattempo, il lavoro sulle piattaforme digitali continua a riflettere disuguaglianze territoriali e contrattuali: uno studio PLOS ONE sull’Italia descrive un mercato frammentato, stratificato e legato a disparità preesistenti.

La risposta non può quindi limitarsi alla previsione del numero di posti eliminati. Servono formazione continua, protezione delle transizioni e una nuova organizzazione del rapporto tra persone e sistemi artificiali. Il World Economic Forum individua già figure come l’“AI work architect”, che progetta i processi, e l’“AI steward”, responsabile di controllarne risultati e conseguenze.

Negli Stati Uniti, l’iniziativa bipartisan RAISE US ha raccolto oltre 500 milioni di dollari per sperimentare programmi di formazione e collegare scuole, imprese e amministrazioni locali. Il progetto segnala che il principale rischio non è soltanto perdere posti di lavoro, ma lasciare milioni di persone senza strumenti per accedere alle nuove opportunità.


Cronologia e approfondimento

Novembre 2022: il lancio pubblico di ChatGPT accelera l’adozione dell’IA generativa nei luoghi di lavoro.

2025: il Future of Jobs Report del World Economic Forum stima entro il 2030 la creazione di 170 milioni di ruoli e la sostituzione di 92 milioni, con un saldo potenziale positivo di 78 milioni. Si tratta di previsioni basate sulle aspettative dei datori di lavoro, non di risultati già realizzati.

22 giugno 2026: il World Economic Forum pubblica un quadro per tutelare e reinventare i percorsi professionali iniziali.

25 giugno 2026: nasce RAISE US, iniziativa statunitense da oltre 500 milioni di dollari per la transizione occupazionale.

30 giugno 2026: Ramp e Revelio Labs pubblicano lo studio che associa gli investimenti intensivi nell’IA alla crescita degli organici. Nello stesso giorno, il Boston College segnala maggiori uscite dal lavoro tra gli anziani più esposti.

Analisi etica e sociale

Opportunità: maggiore produttività, riduzione delle attività ripetitive, nascita di nuove professioni e possibile crescita delle imprese che integrano realmente la tecnologia.

Rischi: discriminazione algoritmica, espulsione dei lavoratori meno formati, impoverimento delle carriere iniziali, pressione sui lavoratori anziani e concentrazione dei benefici nelle aziende tecnologicamente più forti.

Senza politiche di riqualificazione e protezione sociale, l’IA potrebbe ampliare le disuguaglianze tra territori, generazioni e categorie professionali. Una progettazione responsabile potrebbe invece trasformarla in uno strumento di supporto al lavoro umano, anziché in una semplice leva per ridurre i costi.

LE NEWS

L’impatto dell’IA sull’occupazione resta difficile da misurare
Il New York Times analizza le contraddizioni tra statistiche che indicano licenziamenti causati dall’IA e ricerche che, al contrario, rilevano una crescita dell’occupazione nelle aziende più innovative.
Link: The New York Times – A.I. Is Reshaping the Economy
Le aziende tornano ad assumere dopo i licenziamenti attribuiti all’IA
Secondo CNBC, alcune imprese avrebbero sopravvalutato le capacità di automazione dell’intelligenza artificiale e starebbero reintegrando lavoratori per sostenere qualità, crescita e competenze operative.
Link: CNBC – Employers who laid off workers citing AI
Telefónica: l’IA trasforma mansioni e sviluppo professionale
L’analisi di Telefónica descrive un cambiamento strutturale soprattutto per le attività ripetitive, evidenziando al contempo opportunità per la qualità del lavoro, la formazione e la nascita di nuovi profili.
Link: Telefónica – Artificial Intelligence and Employment
ITIF contesta la previsione di una distruzione generalizzata dei posti di lavoro
L’Information Technology and Innovation Foundation sostiene che le evidenze disponibili non dimostrerebbero, almeno per ora, una disoccupazione tecnologica di massa provocata dall’IA. Si tratta però di un’analisi pubblicata da un think tank favorevole all’innovazione tecnologica.
Link: ITIF – New Evidence Contradicts Myth that AI Is Destroying Jobs
Boom delle scuole professionali nell’era dell’intelligenza artificiale
France 24 segnala la crescente popolarità negli Stati Uniti dei percorsi tecnici e dei mestieri qualificati, percepiti dai giovani come meno esposti all’automazione rispetto a numerose professioni amministrative e dei servizi.
Link: France 24 – “Job forever”: trade schools are all the rage
Uno studio PLOS analizza il lavoro sulle piattaforme digitali in Italia
La ricerca applica machine learning e IA spiegabile ai mercati del lavoro digitale italiani, studiando caratteristiche demografiche, professionali e sociali dei lavoratori delle piattaforme.
Link: PLOS ONE – Platform workers not by chance
Le aziende che investono maggiormente nell’IA aumentano le assunzioni
CoinDesk e USA Today riprendono la stessa ricerca di Ramp Economics Lab e Revelio Labs. Le imprese con gli investimenti più elevati nell’IA avrebbero registrato una crescita dell’organico vicina al 10% e un aumento del 12% nelle assunzioni iniziali.
Link: CoinDesk – Companies spending the most on AI are growing jobsUSA Today/Yahoo Finance
Forbes propone un piano di transizione tra istruzione, IA e lavoro
L’articolo invita a collegare maggiormente scuole, formazione professionale e imprese, costruendo un sistema permanente di riqualificazione per i lavoratori coinvolti dalla trasformazione tecnologica.
Link: Forbes – Connect Education To Jobs
Tecnologia e finanza statunitensi perdono 28.000 posti al mese
Lo Straits Times riporta una contrazione media mensile di 28.000 occupati nei settori statunitensi dell’informazione e delle attività finanziarie, dove l’adozione dell’IA risulta particolarmente rapida. Il dato indica una correlazione settoriale, non prova da solo un rapporto causale esclusivo.
Link: The Straits Times – Tech, finance sectors losing 28,000 jobs
Il rischio di eliminare i ruoli destinati ai giovani lavoratori
Il World Economic Forum avverte che sostituire eccessivamente le posizioni junior potrebbe interrompere il percorso attraverso cui le imprese formano futuri dirigenti, competenze organizzative e memoria istituzionale.
Link: World Economic Forum – Risk in replacing early-career roles
Europa: non esiste una soluzione unica per IA e occupazione
Secondo il capo economista di OpenAI, citato da Politico Europe, i Paesi europei dovrebbero elaborare strategie nazionali differenziate in base alla struttura produttiva, alle competenze disponibili e alle caratteristiche dei rispettivi mercati del lavoro.
Link: Politico Europe – segnalazione dell’articolo
Il lavoro futuro richiederà una nuova divisione dei compiti tra esseri umani e IA
Il World Economic Forum individua nuovi ruoli professionali fondati sulla collaborazione tra persone e sistemi artificiali, sottolineando la necessità di controllo umano, responsabilità e capacità decisionali.
Link: World Economic Forum – Defining roles for humans and AI
Oracle riduce l’organico mentre concentra gli investimenti sull’IA
La BBC riferisce che Oracle avrebbe eliminato circa 21.000 posizioni a livello globale nell’ultimo anno, durante una riorganizzazione orientata verso infrastrutture cloud e intelligenza artificiale.
Link: BBC – Tech giant Oracle cuts 21,000 jobs
I lavoratori più anziani potrebbero essere maggiormente esposti all’uscita dal lavoro
Il Center for Retirement Research del Boston College rileva che, dopo il lancio di ChatGPT, i lavoratori anziani impiegati nelle professioni maggiormente esposte all’IA presentano una probabilità leggermente superiore di passare dal lavoro alla disoccupazione.
Link: Center for Retirement Research – Older Workers and AI
Un’iniziativa bipartisan da 500 milioni di dollari per la transizione occupazionale
Le notizie di Politico e Associated Press riguardano la stessa iniziativa: la nascita di RAISE US, organizzazione sostenuta da imprese come OpenAI, Anthropic, Microsoft, Amazon, General Motors e Bank of America, destinata alla formazione e riqualificazione dei lavoratori esposti all’automazione.
Link: Associated Press – New group aims to help people adapt
L’intelligenza artificiale modifica anche la ricerca del lavoro
La New Jersey Education Association esamina l’impiego dell’IA nella selezione dei curriculum, nell’individuazione delle parole chiave e nella preparazione ai colloqui, evidenziando opportunità ma anche rischi di selezioni impersonali o discriminatorie.
Link: NJEA – How Artificial Intelligence is changing the job hunt
Economisti divisi sull’ipotesi di un’“apocalisse occupazionale”
Il Wall Street Journal confronta le posizioni degli economisti David Autor, Anton Korinek e Martha Gimbel. Le valutazioni divergono sulla rapidità dell’automazione, ma concordano sull’incertezza delle previsioni e sull’importanza delle politiche di adattamento.
Link: Wall Street Journal – Is an AI Jobs Apocalypse Coming?

Intelligenza artificiale e lavoro: più assunzioni o licenziamenti?

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