Le Big Tech promettono di contrastare l’“AI slop”, ma continuano a investire massicciamente in strumenti generativi. Il caso delle etichette C2PA solleva dubbi sull’efficacia delle soluzioni attuali contro deepfake e disinformazione.
Alla fine del 2025, il responsabile di Instagram, Adam Mosseri, ha ammesso pubblicamente che l’autenticità online è diventata “infinitamente riproducibile”. La risposta proposta: etichettare i contenuti reali tramite firme crittografiche applicate al momento dello scatto. La tecnologia esiste già ed è promossa dalla Coalition for Content Provenance and Authenticity (C2PA), un consorzio industriale che include aziende come Adobe e Microsoft.
Tuttavia, nonostante l’adozione tecnica, l’impatto appare limitato. Le etichette di provenienza possono essere rimosse o non visualizzate correttamente su tutte le piattaforme. Inoltre, mentre si promuovono strumenti di autenticazione, le stesse aziende accelerano sullo sviluppo di AI generativa integrata nei social, aumentando il volume di contenuti sintetici.
Secondo il rapporto 2024 dell’European Digital Media Observatory, la disinformazione basata su immagini manipolate è in crescita costante in Europa. Parallelamente, il 2023 AI Index Report della Stanford University segnala un aumento esponenziale nella qualità dei modelli generativi multimodali.
Il nodo etico riguarda la responsabilità: etichettare non equivale a prevenire. Senza standard interoperabili obbligatori e controlli indipendenti, il rischio è che la “trasparenza” diventi una strategia reputazionale più che una soluzione sistemica.
Approfondimento e cronologia
- 2022: Lancio standard C2PA – specifiche tecniche pubbliche
https://c2pa.org - 2023: Stanford AI Index Report – crescita modelli generativi
https://aiindex.stanford.edu - 2024: Report EDMO su disinformazione visiva
https://edmo.eu
Consigli di lettura:
- UNESCO, “Guidance for the Governance of AI”
https://unesdoc.unesco.org - Commissione Europea, AI Act
https://digital-strategy.ec.europa.eu
Abstract – Pro e rischi etico-sociali
L’etichettatura crittografica migliora la tracciabilità e rafforza la fiducia digitale (pro). Tuttavia, l’efficacia è limitata senza obblighi normativi globali e alfabetizzazione mediatica diffusa (rischi). In prospettiva, l’assenza di governance coordinata potrebbe favorire polarizzazione, erosione della fiducia pubblica e manipolazione elettorale. Serve un approccio integrato tra innovazione tecnologica, regolazione e responsabilità industriale.







