Documento: rapporto ufficiale UNCTAD, Science, technology and innovation in the age of AI (17 giugno 2026, in inglese).
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L’intelligenza artificiale può accelerare radicalmente la ricerca scientifica, ma rischia di ampliare i divari tecnologici e indebolire trasparenza, competenze e autonomia dei ricercatori. Il nuovo rapporto UNCTAD sollecita politiche flessibili, cooperazione internazionale e una governance fondata sulla responsabilità.
L’IA sta trasformando ogni fase della ricerca e sviluppo: analizza grandi quantità di dati, genera ipotesi, orienta gli esperimenti e riduce i tempi necessari per arrivare a nuove scoperte. Secondo una stima citata dall’UNCTAD, queste tecnologie potrebbero raddoppiare il ritmo della ricerca e produrre fino a 500 miliardi di dollari di valore ogni anno.
I risultati sono già visibili. AlphaFold ha reso disponibili oltre 200 milioni di previsioni sulle strutture delle proteine, mentre il modello GNoME ha individuato 2,2 milioni di possibili cristalli stabili, compresi 381.000 nuovi materiali candidati.
L’innovazione, tuttavia, non distribuisce automaticamente i benefici. Il rapporto rileva che i ricercatori già esperti di modelli di IA risultano 17 volte più propensi a integrarli nel proprio lavoro. In uno studio esaminato, la produttività degli scienziati più capaci è quasi raddoppiata, mentre il terzo meno performante ha ottenuto vantaggi limitati.
Restano inoltre rischi legati a dati distorti, risultati non riproducibili, violazioni della privacy e contenuti scientifici inventati dall’IA generativa. Un’eccessiva automazione potrebbe ridurre il pensiero critico e trasformare il ricercatore in un semplice supervisore.
L’UNCTAD raccomanda quindi sandbox normative, regole aggiornate sulla proprietà intellettuale, monitoraggio continuo, dataset diversificati e investimenti pubblici in infrastrutture e formazione. La cooperazione internazionale e la scienza aperta saranno decisive per permettere anche ai Paesi in via di sviluppo di accedere a dati, potenza di calcolo e competenze. Circa il 55% dei modelli disponibili nell’aprile 2025 aveva parametri pubblicamente accessibili, una base importante per adattamento e innovazione locale.
Cronologia essenziale
- 2021: l’UNESCO adotta la Raccomandazione sull’etica dell’IA, fondata su diritti umani, trasparenza e supervisione umana.
- 2022: il database AlphaFold viene esteso a oltre 200 milioni di strutture proteiche.
- 2023: lo studio GNoME documenta 2,2 milioni di strutture cristalline stabili.
- 17 giugno 2026: l’UNCTAD pubblica il rapporto sull’IA nella scienza e nell’innovazione.
Approfondimenti: Rapporto e sintesi UNCTAD · Etica dell’IA secondo UNESCO · Studio scientifico AlphaFold
Abstract etico e sociale: L’IA promette ricerca più rapida, nuovi farmaci, materiali innovativi e migliori previsioni climatiche. I rischi comprendono concentrazione delle capacità scientifiche, dipendenza tecnologica, perdita di competenze e diffusione di risultati falsi. Senza accesso equo e controllo umano, la collaborazione scientifica potrebbe trasformarsi in una nuova forma di disuguaglianza globale.







