Dai ritratti Ghibli alle scatole stile Barbie, la nuova moda di LinkedIn è generare versioni giocattolo di sé stessi con l’IA.
Dopo il successo virale delle immagini in stile Studio Ghibli, il generatore da testo a immagine di ChatGPT torna protagonista con una nuova moda digitale: l’autoritratto in versione action figure. La tendenza, diffusasi inizialmente su LinkedIn, consiste nel creare immagini AI raffiguranti l’utente come un personaggio in plastica, chiuso in una scatola trasparente, affiancato da accessori “da lavoro” come laptop, tazze o libri.
Questa nuova ondata creativa include varianti come la “AI Action Figure” e la “Barbie Box Challenge”, ma ha avuto una diffusione minore rispetto alla febbre Ghibli, che domina ancora le ricerche Google. Nonostante ciò, alcuni brand come Mac Cosmetics e NYX Cosmetics hanno partecipato, mentre celebrità e influencer si sono finora tenuti alla larga, con l’eccezione della politica statunitense Marjorie Taylor Greene.
ChatGPT rimane lo strumento più citato nella creazione di queste immagini, a conferma della sua centralità nella cultura digitale attuale. L’enorme richiesta ha portato OpenAI a limitare temporaneamente l’uso del generatore grafico per gli utenti gratuiti.
Dal punto di vista etico, questa tendenza solleva minori preoccupazioni rispetto alla questione Ghibli, criticata per il possibile sfruttamento stilistico e le implicazioni legate ai diritti d’autore. Tuttavia, alcuni osservatori sottolineano la superficialità del fenomeno, più vicino a un’autocelebrazione sterile che a un reale esercizio creativo o artistico.
Cronologia e fonti:
- Tendenza Ghibli AI – The Verge
- Lancio del generatore DALL·E su ChatGPT – OpenAI
- Barbie Box Challenge su TikTok – TikTok
Consigli di approfondimento:
- Il ruolo dell’IA nella creatività digitale – MIT Technology Review
- AI generative e copyright: un vuoto normativo – WIPO
- Come cambia la comunicazione sui social con l’IA – Wired
Abstract: Pro e rischi della tendenza action figure AI
Pro: valorizzazione dell’identità digitale, accessibilità creativa, engagement visivo.
Rischi: banalizzazione dei contenuti, autoreferenzialità, scarsa profondità culturale.
Conseguenze future: la spettacolarizzazione dell’io digitale potrebbe rafforzare dinamiche narcisistiche nei contesti professionali e indebolire il valore del contenuto autentico. La necessità di linee guida etiche sull’uso delle immagini AI appare sempre più urgente.







