{"id":111318,"date":"2025-11-15T13:23:30","date_gmt":"2025-11-15T13:23:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aiopenmind.it\/ArtificialIntelligence\/?p=111318"},"modified":"2025-11-15T13:23:31","modified_gmt":"2025-11-15T13:23:31","slug":"problems-that-matter-iagoves2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aiopenmind.it\/ArtificialIntelligence\/problems-that-matter-iagoves2020\/","title":{"rendered":"PROBLEMS THAT MATTER &#8211; IAGOVES2020"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"617\" src=\"https:\/\/www.aiopenmind.it\/ArtificialIntelligence\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IAGOVE2020-1024x617.jpg\" alt=\"IAGOVE2020\" class=\"wp-image-110549\" srcset=\"https:\/\/www.aiopenmind.it\/ArtificialIntelligence\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IAGOVE2020-1024x617.jpg 1024w, https:\/\/www.aiopenmind.it\/ArtificialIntelligence\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IAGOVE2020-300x181.jpg 300w, https:\/\/www.aiopenmind.it\/ArtificialIntelligence\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IAGOVE2020-768x463.jpg 768w, https:\/\/www.aiopenmind.it\/ArtificialIntelligence\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IAGOVE2020-1536x925.jpg 1536w, https:\/\/www.aiopenmind.it\/ArtificialIntelligence\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IAGOVE2020-2048x1234.jpg 2048w, https:\/\/www.aiopenmind.it\/ArtificialIntelligence\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IAGOVE2020-696x419.jpg 696w, https:\/\/www.aiopenmind.it\/ArtificialIntelligence\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IAGOVE2020-1068x643.jpg 1068w, https:\/\/www.aiopenmind.it\/ArtificialIntelligence\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IAGOVE2020-1920x1157.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla strada del Convegno di Settembre \u2013 INTELLIGENZA ARTIFICIALE: per una governance umana. Prospettive educative e sociali \u2013 siamo felici di annunciare la pubblicazione dell\u2019<em>Instant Book<\/em>\u00a0\u201cProblems that matter\u201d, a cura del Comitato organizzatore e con i contributi di molti dei Componenti\u00a0i Gruppi di studio che fin dall\u2019inizio\u00a0hanno collaborato al progetto.\u00a0<strong>Scaricabile in formato<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.aiopenmind.it\/ArtificialIntelligence\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/PROBLEMS-THAT-MATTER.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>.pdf al link<\/strong><\/a>, propone diversificati, per l\u2019eterogeneit\u00e0 degli Autori, spunti di riflessione sul tema chiaroscuro dell\u2019IA.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.aiopenmind.it\/ArtificialIntelligence\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/PROBLEMS-THAT-MATTER.pdf\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"114\" height=\"140\" src=\"https:\/\/www.aiopenmind.it\/ArtificialIntelligence\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/images.png\" alt=\"Pdf\" class=\"wp-image-111319\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si ringrazia:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>ARIANO<\/strong>\u00a0Chiara \u2013 Pontificia Universit\u00e0 Lateranense<\/li>\n\n\n\n<li><strong>BLASI<\/strong>\u00a0Simonetta \u2013 FERPI\u00a0 \/ Universit\u00e0 Pontificia Salesiana \u2013 Facolt\u00e0 di Scienze della Comunicazione Sociale<\/li>\n\n\n\n<li><strong>CAPPELLA<\/strong>\u00a0Antonio \u2013 Strategic Digital Communication<\/li>\n\n\n\n<li><strong>COVINO<\/strong>\u00a0Mauro \u2013 Formez PA<\/li>\n\n\n\n<li><strong>CURRO\u2019<\/strong>\u00a0Salvatore \u2013 Universit\u00e0 Pontificia Salesiana \u2013 Facolt\u00e0 di Teologia<\/li>\n\n\n\n<li><strong>DANELUZ<\/strong>\u00a0Diana \u2013 FERPI<\/li>\n\n\n\n<li><strong>ELETTI<\/strong>\u00a0Valerio\u00a0 \u2013 Complexity Education Project (Universit\u00e0 di Perugia)<\/li>\n\n\n\n<li><strong>FABBRETTI<\/strong>\u00a0Anita \u2013 FERPI<\/li>\n\n\n\n<li><strong>FARINA<\/strong>\u00a0Francesco \u2013 Centro studi intelligenza economica e security manager (Uniforma 2)<\/li>\n\n\n\n<li><strong>GRANELLI<\/strong>\u00a0Andrea \u2013 Kanso<\/li>\n\n\n\n<li><strong>GRZADZIEL<\/strong>\u00a0Dariusz \u2013 Universit\u00e0 Pontificia Salesiana \u2013 Facolt\u00e0 di Scienze dell\u2019Educazione<\/li>\n\n\n\n<li><strong>LORIZIO<\/strong>\u00a0Giuseppe \u2013 Pontificia Universit\u00e0 Lateranense<\/li>\n\n\n\n<li><strong>LOVERGINE<\/strong>\u00a0Saverio \u2013 INAPP \/ Universit\u00e0 di Tor Vergata \/ Gruppo di lavoro ESCO in Commissione Europea<\/li>\n\n\n\n<li><strong>MATTEI<\/strong>\u00a0Federico \u2013 IBM<\/li>\n\n\n\n<li><strong>MEZZA<\/strong>\u00a0Michele \u2013 Federico II<\/li>\n\n\n\n<li><strong>NATALE<\/strong>\u00a0Domenico \u2013 ISO\/IEC JTC1 SC7\/WG6 \u201cSoftware Engineering\u201d \u2013 Commissione UNI-UNINFO \u201cIA\u201d<\/li>\n\n\n\n<li><strong>OLIVA<\/strong>\u00a0Stefano \u2013 Pontificio Ateneo S. Anselmo \u2013 Facolt\u00e0 di Filosofia<\/li>\n\n\n\n<li><strong>PASQUALETTI<\/strong>\u00a0Fabio \u2013 Universit\u00e0 Pontificia Salesiana<\/li>\n\n\n\n<li><strong>RE<\/strong>\u00a0Marco \u2013 Uniroma 2 Tor Vergata<\/li>\n\n\n\n<li><strong>STAFFOLANI<\/strong>\u00a0Marco \u2013 Pontificia Universit\u00e0 Lateranense<\/li>\n\n\n\n<li><strong>TAGLIAFERRI<\/strong>\u00a0Michelangelo \u2013 Fondazione Accademia di Comunicazione\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quale posizione in merito all\u2019IA?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>CAPPELLA Antonio<\/strong>&nbsp;\u2013 Strategic Digital Communication<br>Responsabile Gruppo di studio GOVERNANCE (e management)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo, prima di tutto. \u00abSe il computer \u00e8 figlio dell\u2019uomo e l\u2019uomo \u00e8 figlio di Dio, allora il computer \u00e8 il nipotino di Dio: guai a chi glielo tocca\u00bb. Con questo celebre sillogismo, il gesuita Roberto Busa (1913-2011), padre dell\u2019informatica umanistica, rispondeva sorridendo a chi lo interpellava sulla possibile espropriazione di facolt\u00e0 dell\u2019uomo da parte di macchine sempre pi\u00f9 sofisticate e potenti. Un ottimismo che non \u00e8 ingenuit\u00e0, ma indica in una precisa genealogia il posto della stessa macchina nell\u2019ordine della Creazione. L\u2019esempio ci ricorda che i problemi iniziano quando \u00e8 l\u2019uomo a collocare le sue \u201ccreature\u201d tecnologiche al di fuori di un legame che \u00e8 di diretta dipendenza. La distorsione di questo rapporto si produce quando l\u2019intelligenza artificiale, coltivata all\u2019interno di sistemi informatici di crescente complessit\u00e0 e prestazioni, viene pi\u00f9 o meno inconsapevolmente rivestita di un fascino miracolistico e di un potere taumaturgico; quando le vengono delegate troppe funzioni (non solo tecniche, ma emotive e persino esistenziali: si pensi agli assistenti vocali domestici) da farne non pi\u00f9 l\u2019erede docile del Creatore, ma una divinit\u00e0 dispotica che guida a piacimento la nostra vita. L\u2019esempio del navigatore, che espropria il nostro senso dell\u2019orientamento, ci avverte del pericolo che, se ci pensiamo meno umani, finiamo per crederci appendici goffe di sistemi di per s\u00e9 quasi perfetti. Prigionieri di algoritmi che sembrano teleguidarci, possiamo finire per non vedere pi\u00f9 il grande bene che ogni giorno dipende esclusivamente dalla nostra libera volont\u00e0. L\u2019intelligenza artificiale, dunque, serve il bene dell\u2019uomo fin quando non rinunciamo a essere ci\u00f2 che Dio ci ha indicato imprimendo nella nostra natura l\u2019immensa dignit\u00e0 di figli&nbsp;(Francesco Ogniben).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>FABBRETTI Anita<\/strong>&nbsp;\u2013 FERPI&nbsp;<br>Gruppo di studio GOVERNANCE (e management)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Intelligenza Artificiale \u00e8 gi\u00e0 attualmente, ma lo sar\u00e0 ancora di pi\u00f9 nel prossimo futuro, una delle tecnologie emergenti e pervasive che influenzer\u00e0 e cambier\u00e0 il nostro modo di vivere e di relazionarci. Nella nostra prospettiva i notevoli progressi nel machine learning, branca dell\u2019Intelligenza Artificiale, accoppiati ad una disponibilit\u00e0 sempre pi\u00f9 ampia di dati ottenuti anche in tempo reale, evidenziano la possibilit\u00e0 di realizzare sistemi software complessi e affidabili, in grado di apprendere dalle loro stesse esperienze e di intraprendere azioni tipiche delle capacit\u00e0 umane in particolari domini ad alta intensit\u00e0 informativa. Nel nostro contesto, che vede quale elemento centrale delle attivit\u00e0 applicative la costruzione preliminare di una Infrastruttura Dati e Conoscenza (Knowledge Management System) sulla quale riversare tutte le informazioni provenienti dai domini di conoscenza oggetto di analisi, la capacit\u00e0 di individuare correlazioni ed eventuali situazioni anomale costituisce oggi una capacit\u00e0 di indispensabile ausilio alle persone preposte al monitoraggio, controllo e presidio di tali domini. Se delimitiamo la discussione sulle caratteristiche peculiari dell\u2019Intelligenza Artificiale al nostro specifico approccio professionale, che riguarda l\u2019analisi delle informazioni anche con un diretto ed immediato collegamento alla sicurezza, possiamo individuare gli aspetti pi\u00f9 rilevanti della tematica e le relative criticit\u00e0. Il tutto, come detto, considerando lo specifico contesto di competenza e quindi tralasciando le altre tematiche generali tipiche di un approccio alla realizzazione di sistemi informatici che siano in grado di elaborare \u201cpensieri ed azioni indipendenti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>GRANELLI Andrea<\/strong>&nbsp;\u2013 Kanso<br>Gruppo di studio GOVERNANCE (e management)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Si rimanda ad alcune riflessioni recenti su&nbsp;\u201cIA e innovazione\u201d \u2026 e dintorni:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 \u201dAnticipare i rischi\u201d, commento a \u201cCompetere nell\u2019Era dell\u2019IA. Come le macchine intelligenti cambiano le regole del business\u201d&nbsp;di Marco Lanisti e Karim R. Lakhani (Harvard Business Review Italia, gennaio\/febbraio 2020)<br>\u2013 Progetto Macrotrends 2019-2020 \u201cOut of Balance\u201d \u2013 Verso l\u2019ibridazione tra intelligenza umana e potenza algoritmica&nbsp;(Harvard Business Review Italia, novembre 2019)<br>\u2013 L\u2019innovazione nasce dalla tradizione e dall\u2019uomo \u2013 intervista di Andrea Monda&nbsp;(Osservatore Romano, 10-11 giugno 2019)<br>\u2013 Decidere nell\u2019era dell\u2019intelligenza Artificiale&nbsp;(Harvard Business Review Italia, aprile 2019)<br>\u2013 Incidenti di percorso&nbsp;(Formiche 132, gennaio 2018)<br>\u2013 Negazionismo digitale: come aggirare le barriere di chi teme l\u2019innovazione&nbsp;(blog sul Sole24Ore, giugno 2019)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LOVERGINE Saverio<\/strong>&nbsp;\u2013 INAPP \/ Universit\u00e0 di Tor Vergata \/ Gruppo di lavoro ESCO in Commissione Europea&nbsp;<br>Gruppo di studio GOVERNANCE (e management)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occupandomi nel mio lavoro anche dell\u2019impatto di IA, robotica e nuove tecnologie digitali su societ\u00e0, politica, economia e cultura \u2013 in particolare su lavoro, lavori e competenze \u2013 e verificando quanto tali tecnologie siano pervasive nella vita quotidiana, non credo assolutamente in una prospettiva\/deriva essenzialmente tecnologica \u2013 imperativo tecnologico \u2013 ma sono a favore di un atteggiamento anti-deterministico rispetto alle trasformazioni tecnologiche. Infatti, ci deve essere sempre un controllo umano (IA \u201cantropocentrica\u201d), in quanto l\u2019obiettivo \u00e8 migliorare l\u2019agire umano e i suoi diritti per costruire un atteggiamento di fiducia nell\u2019IA (IA \u201caffidabile\u201d). Inoltre, viste le trasformazioni in atto, \u00e8 importante definire un nuovo modello di governance per governare l\u2019IA, un quadro istituzionale e regolativo che ne prospetta e definisce gli usi legittimi, e nel quale si inquadrano l\u2019agire umano e i diritti dei cittadini. Nello specifico condivido lo spirito e i contenuti dei sette principi fondamentali delle suddette linee guida UE: azione e sorveglianza umane, robustezza e sicurezza, riservatezza e governance dei dati, trasparenza, diversit\u00e0, non discriminazione ed equit\u00e0, benessere sociale e ambientale, accountability.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>NATALE Domenico<\/strong>&nbsp;\u2013 ISO\/IEC JTC1 SC7\/WG6 \u201cSoftware Engineering\u201d \/ Commissione UNI-UNINFO \u201cIntelligenza Artificiale\u201d&nbsp;<br>Gruppo di studio GOVERNANCE (e management)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">a. La posizione personale sull\u2019IA riflette la partecipazione ad attivit\u00e0 di studio internazionale nell\u2019ambito del progetto ISO\/IEC 25000 (SQuaRE \u2013 System and Software Quality Requirements and Evaluation) dedicata, tra l\u2019altro, alla definizione di caratteristiche di qualit\u00e0 di Sistemi, Software, Dati, Servizi, Qualit\u00e0 in uso, alle quali un sistema di Intelligenza Artificiale dovrebbe conformarsi, come ad esempio:<br>I. avere la capacit\u00e0 di apprendere e imparare da dati di alta qualit\u00e0 e esperienze;<br>II. garantire le trasparenze degli algoritmi (perch\u00e9 l\u2019algoritmo suggerisce qualcosa e sulla base di quali regole);<br>III. rispondere a valori etici definiti credibili e conformi a valori condivisi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tale prospettiva si ritiene che molte delle considerazioni ritenute valide nel campo della ricerca dovrebbero convergere in un modello di qualit\u00e0 internazionalmente riconosciuto, per evitare la dispersione di risorse e la continua tendenza di \u201creinventare la ruota\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essendo l\u2019IA un sistema software, e non solo, in ambito ISO si propone di partire dal modello di qualit\u00e0 del software (ISO\/IEC 25010) e dei dati (ISO\/IEC 25012) riconoscendo la necessit\u00e0 di&nbsp;incrementare ulteriori caratteristiche e sotto-caratteristiche di qualit\u00e0, utili agli scopi di specifici contesti d\u2019uso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Particolare importanza assumeranno anche i sistemi di IoT (Internet of Things) quali sensori di alimentazione di dati per gli algoritmi. Probabilmente IA\/IoT da soli, senza interventi umani, non sono sufficienti per il raggiungimento degli obiettivi proposti, cos\u00ec come il governo umano, da solo senza ulteriori supporti automatici integrati (sensori) di feedback, riuscirebbe a gestire casi distribuiti su territori immensi con migliaia di sensori (ad esempio senza avere la sicurezza che tutti i sensori ritenuti vitali siano funzionanti al 100% contemporaneamente). L\u2019orientamento futuro potrebbe essere quello di definire e diffondere regole di etica condivise con il giusto equilibrio di componenti tecnologiche ed umane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">b. La posizione legata alla partecipazione ad attivit\u00e0 di studio nell\u2019ambito della Commissione ISO\/UNI\/UNINFO di Intelligenza Artificiale, coordinata dall\u2019Universit\u00e0 del Sannio, \u00e8 orientata al contributo ai modelli di qualit\u00e0 suddetti, rimarcando la necessit\u00e0 di utilizzare dati localizzati in Italia come alimentatori di fenomeni nazionali. Algoritmi e dati devono riflettere fenomeni geo-localizzati e non semplicemente importati dall\u2019estero. Sono in raccolta panoramiche di casistiche reali attive anche al fine di favorire il coordinamento di osservatori nazionali che potranno aiutare nello sviluppo di sistemi di IA efficaci ed efficienti, tendenti alla mitigazione dei rischi economici, della salute (della vita) e dell\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">c. Si considera l\u2019importanza della qualit\u00e0 dei dati alla base della riuscita di sviluppo degli algoritmi di IA. La qualit\u00e0 dei dati, definita dall\u2019ISO\/IEC 25012, riflette anche alcuni meccanismi della conoscenza umana e quindi particolarmente utili anche per la \u201cconoscenza digitale\u201d, ritenendo l\u2019IA una emulazione di essa e quindi tecnicamente una \u201cintelligenza digitale\u201d derivante dall\u2019introduzione di informazioni e dati negli algoritmi software in grado di modificarsi, modellarsi, correggersi, apprendere sulla base di introiezioni simili all\u2019esperienza e alla memoria umana. L\u2019introiezione dei dati e informazioni pu\u00f2 essere soggettiva ed errata, a maggior ragione se i dati non garantiscono una accuratezza semantica condivisa. Il dato secondo la definizione dello standard \u00e8 una rappresentazione re-interpretabile della realt\u00e0, interpretazione ancora pi\u00f9 soggettiva se non soddisfa caratteristiche condivise di qualit\u00e0 sia da parte delle persone che da parte degli algoritmi e delle macchine. Lo studio della qualit\u00e0 dei dati \u00e8 ancora aperto ed anche in questo caso la comunit\u00e0 dei ricercatori ISO suggerisce di partire dalle 15 caratteristiche dei dati gi\u00e0 condivise internazionalmente: accuratezza (sintattica e semantica), completezza, coerenza, attualit\u00e0 (tempestivit\u00e0), credibilit\u00e0 (fonti ufficiali), accessibilit\u00e0 (anche a persone con disabilit\u00e0), comprensibilit\u00e0, efficienza, conformit\u00e0 a regole\/leggi locali, precisione di dettaglio, tracciabilit\u00e0, riservatezza, disponibilit\u00e0, portabilit\u00e0, ricoverabilit\u00e0 (salvataggio di dati su supporti di memoria esterna per la conservazione permanente di informazioni e possibilit\u00e0 di recupero in caso di necessit\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>RE Marco<\/strong>&nbsp;\u2013 Uniroma 2 Tor Vergata&nbsp;<br>Gruppo di studio GOVERNANCE (e management)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia posizione e quella di un ricercatore di elettronica che implementa sistemi per la intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prospettiva che sto studiando in questo periodo al di l\u00e0 del lato filosofico e tecnologico \u00e8 quella delle prospettive reali della crescita di queste tecnologie che dovranno essere gestite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale settore \u00e8 in realt\u00e0 piuttosto maturo in termini scientifici. Esso si \u00e8 attivato negli ultimi anni arrivando alle applicazioni di massa in virt\u00f9 degli ultimi avanzamenti delle tecnologie dei semiconduttori. Fondamentale, per poter valutare in prospettiva la evoluzione della IA e quindi poterla gestire, conoscere il trend futuro delle tecnologie dei semiconduttori in una prospettiva globale. La velocit\u00e0 dello sviluppo della IA \u00e8 intimamente legata allo sviluppo di tale industria che a sua volta dipende da questioni tecnologiche, ma anche da questioni di geopolitica internazionale legate a forti tendenze al sovranismo tecnologico delle pi\u00f9 importanti nazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio&nbsp;contributo&nbsp;potrebbe essere in questa direzione, ad esempio: prospettive della IA in relazione alla crescita ed allo sviluppo del mercato dei semiconduttori su scala globale<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">BLASI Simonetta \u2013 FERPI \/ Universit\u00e0 Pontificia Salesiana \u2013 Facolt\u00e0 di Scienze&nbsp;della Comunicazione Sociale<br>Responsabile Gruppo di studio EDUCAZIONE&nbsp;(nella sua ampia accezione)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le tecnologie di \u2018fuori\u2019 ci modificano \u2018dentro\u2019, cambiano la nostra percezione dello spazio e del tempo e ci restituiscono una sorta di assolutizzazione dell\u2019immediato (per di pi\u00f9 globale). Il depotenziamento di queste categorie naturalmente ha un impatto pesante sulle nostre vite, soprattutto per i giovani che sono in via di formazione e stanno crescendo facendo i conti con queste continue sollecitazioni della cos\u00ec detta infosfera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviamo una metamorfosi talvolta impercettibile che ci sta portando a grandi passi nei regni dell\u2019ubiquitos dove peraltro enormi quantit\u00e0 di informazioni (e stimoli) vengono profferte (spesso ancora in modo poco consapevole) e processate\/profilate in tempo reale, togliendo, appunto, lo spazio e il tempo per la riflessione\/elaborazione che dovrebbe poi essere l\u2019attivit\u00e0 intellettuale in grado di fornire scelte ponderate e utili allo sviluppo armonioso dell\u2019essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ubiquitos peraltro porta con se\u2019 grandi confort cos\u00ec come una grande pressione di contenuti (comunicativi) ad alto tasso emotivo, tanto da indurci a un sempre pi\u00f9 veloce assorbimento che si traduce poi in risposte immediate dettate dalle emozioni, oppure in un torpore di solipsistica assuefazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torna l\u2019annoso tema dell\u2019educazione alle emozioni, sin dalla tenera infanzia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Citando gli studi sulla Media Education, bisogner\u00e0 adoperarsi per un approccio articolato che comprenda una conoscenza dello scenario di IA e dei diversi sistemi e tecnologie, una capacit\u00e0 di uso\/impiego di questi sistemi, oltre che una capacit\u00e0 di creazione (programmazione?) di questi sistemi, oltre che un costante approccio critico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>ELETTI Valerio<\/strong>&nbsp;\u2013 Complexity Education Project (Universit\u00e0 di Perugia)<br>Gruppo di studio EDUCAZIONE&nbsp;(nella sua ampia accezione)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Scenario<\/em>: siamo in una fase di transizione epocale che sta portando l\u2019intelligenza artificiale a interagire dovunque e definitivamente con la vita individuale e sociale; tanto da affermare che in effetti ha senso parlare di singolarit\u00e0, a breve e medio termine, nel percorso evolutivo dell\u2019intera umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Azioni<\/em>: \u00e8 essenziale capire (e condividere), gi\u00e0 in questa primissima, turbolenta e incerta, fase di transizione, il cambiamento indotto dalle varie forme di IA sia a livello individuale (cognitivo, relazionale, sanitario\u2026) sia a livello sociale (affermazione di nuove forme di organizzazione e di controllo, nel bene e nel male).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LORIZIO Giuseppe&nbsp;\u2013 Pontificia Universit\u00e0 Lateranense&nbsp;<br>Gruppo di studio EDUCAZIONE&nbsp;(nella sua ampia accezione)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosiddetta \u201cintelligenza artificiale\u201d \u00e8 un mito del nostro tempo \u201cneo-moderno\u201d (secondo la felice denominazione di Roberto Mordacci). E qui al mito non intendiamo dare un\u2019accezione negativa, n\u00e9 dimenticare la sua valenza veritativa e, si pensi a miti classici e religiosi, educativa. Al momento piuttosto che parlare di intelligenza artificiale bisogna far ricorso alla memoria e alla ragione, in quanto i dispositivi finora prodotti sono potenti mezzi dotati di immense potenzialit\u00e0 di raccolta dati (memoria) e grande velocit\u00e0 di calcolo computazionale (da cui il loro nome). Mentre riflettiamo su questo argomento, l\u2019intelligenza (intelletto vs ragione) e il pensiero, come le emozioni, non sembrano appartenere alla civilt\u00e0 delle macchine. E la risposta di Turing alla domanda se le macchine pensano, lui dice di s\u00ec, ma a modo loro, va declinata nel senso che ricordano e ragionano. E, sempre nel nostro oggi, sembra che le macchine pensino secondo la logica binaria, a meno che i computer quantistici non ci riservino sorprese, sembrerebbero estranee a quella logica del paradosso che caratterizza l\u2019esistenza umana, con la compresenza di luci e tenebre, bianco e nero, vero e falso, bene e male. Ecco il motivo per cui gli Adam e le Eve del romanzo di Ian McEvan si suicidano: non sopportano le zone grigie dell\u2019umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aspetto che mi sembra da porre in rilievo, riflettendo sull\u2019educazione al tempo dell\u2019IA, \u00e8 la frattura che si genera nel mondo delle macchine e di quel nuovo Leviatano, che sarebbe Internet, fra lo spazio e il tempo. L\u2019attuale contesto socioculturale e mediatico ci consegna un\u2019immagine\/idea del tempo, che, mentre sembra confliggere radicalmente con la visione proposta dalla teologia cristiana, al tempo stesso la interpella e la sfida. Si tratta di un cambio di paradigma \u201cfilosofico\u201d, la cui parabola ci mostra come dall\u2019enfasi sulla storicit\u00e0 (e di conseguenza la temporalit\u00e0 e la diacronia), si sia approdati all\u2019assolutizzazione della sincronia. Sembrano pertanto alquanto se non fin troppo lontani i tempi in cui il filosofo poteva esclamare, \u201cEs gibt Sein, Es gibt Zeit\u201d (Heidegger, 108). Infatti \u201cInternet sembra offrire una connettivit\u00e0 globale senza tempo: la home page (idealmente con una connessione di ventiquattr\u2019ore al giorno) \u00e8 sempre accesa, anche quando il suo proprietario dorme\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il concetto e diremmo il termine stesso di globalizzazione confermano la tesi interpretativa piuttosto diffusa, secondo cui il processo (o l\u2019insieme dei processi) che cos\u00ec denominiamo producono una sorta di \u201cesautorazione del tempo\u201d a favore dello spazio, all\u2019interno di quella dislocazione, di cui parla Anthony Giddens, come prima fonte di dinamismo della modernit\u00e0. A parte le critiche rivolte alla sociologia di questo autore sia da Margaret S. Archer che da Niklas Luhman, questa teoria, esplicitata ulteriormente da Manuel Castells, interpreta il reticolato planetario adottando esclusivamente categorie spaziali: parla cos\u00ec di \u201crealt\u00e0 topologica\u201d, \u201ccampo reticolare\u201d, in cui si posizionano gli \u201cspazi di flusso\u201d, che costituiscono la struttura della rete. La network society, secondo questo autore, risulta caratterizzata da \u201cuna temporalit\u00e0 circolare di flussi interattivi in una realt\u00e0 di natura spaziale\u201d, che \u201cdissolve la linearit\u00e0 ed irreversibilit\u00e0 del tempo in un timeless time [= tempo eterno] neutro, amorfo, senza storicit\u00e0, e pertanto svaluta il tempo soggettivo\u201d. Un affondo filosofico, a partire da queste considerazioni socioculturali, mette in campo la categoria di \u201cpresente assoluto\u201d, secondo le interessanti intuizioni di Agnes Heller, con la metafora dell\u2019\u201cabitare il tempo\u201d (Heller, 25), fenomenologicamente descritto a partire dalle esperienze di accelerazione e di simultaneit\u00e0, in quella artificiale \u201cformattazione del tempo\u201d, che percepiamo come naturale nel momento in cui abitiamo la rete informatica o le reti televisive. E tale oblio del tempo finisce col riguardare sia il passato, sia il futuro. La frammentazione e la formattazione del tempo producono la percezione dell\u2019equivalenza dei momenti che compongono il flusso temporale. In questa direzione C. Geertz ha elaborato la categoria di \u201ctempo tassonomico\u201d, a palinsesto, in cui anzich\u00e9 susseguirsi giorni vuoti e giorni pieni (dove la pienezza \u00e8 data dal loro significato per il singolo e la comunit\u00e0), registriamo soltanto la catena dei giorni vuoti, riempiti da ci\u00f2 che immediatamente urge la coscienza degli individui (privatizzazione del tempo). La letteratura sull\u2019argomento parla a questo proposito di \u201csociet\u00e0 de-tradizionalizzata\u201d, di \u201cde-tradizionalizzare la tradizione\u201d e di \u201ctradizione assediata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto questo incide sui processi educativi, per cui bisogner\u00e0 interrogarsi non tanto sull\u2019apprendimento delle macchine quanto sull\u2019apprendimento dalle macchine. Esse \u2013 come abbiamo avuto modo di riflettere in un importante convegno SEFIR \u2013 \u201cparlano di noi\u201d e in un certo senso ci fanno da specchio e ci pongono di fronte ai nostri limiti mnemonici e razionali, ma anche alle nostre potenzialit\u00e0 di pensiero e di intelligenza. Istruttiva risulter\u00e0 la lezione golemica del noto romanzo fantascientifico di S. Lem, Golem XIV. In questo senso le macchine educano, nel senso che tirano fuori ci\u00f2 che siamo. L\u2019approccio educativo, se vuol andare oltre l\u2019assemblaggio delle informazioni e interpellare la persona mostrer\u00e0 come la fondamentale caratteristica dell\u2019umano rispetto al mondo della tecnica \u00e8 l\u2019unicit\u00e0. La macchina \u00e8 replicabile, perch\u00e9 si costruisce, la persona \u00e8 unica perch\u00e9 si genera. Ulteriori riflessioni potranno riguardare la trasmissione (educazione) della fede nel mondo dell\u2019IA, mostrando, come abbiamo avuto modo di vedere altrove, che in fondo la religione \u00e8 l\u2019artificio della fede, la sua memoria e la sua ragione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>GRZADZIEL Dariusz<\/strong>&nbsp;\u2013 Universit\u00e0 Pontificia Salesiana \u2013 Facolt\u00e0 di Scienze dell\u2019Educazione&nbsp;<br>Gruppo di studio EDUCAZIONE&nbsp;(nella sua ampia accezione)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza voler entrare nelle questioni riguardanti la concettualizzazione dell\u2019Intelligenza Artificiale (IA), presentate gi\u00e0 in altri posti, e soprattutto per sollecitare una riflessione pedagogica al riguardo, cercher\u00f2 di proporre alcune affermazioni che partono dalla domanda formulata pi\u00f9 frequentemente: in quali ambiti dell\u2019educazione (in senso largo), l\u2019IA pu\u00f2 offrire reali opportunit\u00e0, e, in quali ambiti, con grande probabilit\u00e0, queste opportunit\u00e0 potranno essere limitate?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inizio con la premessa che, come i calcolatori non hanno sostituito i matematici, ma indubbiamente hanno aumentato o esteso le loro capacit\u00e0, cos\u00ec neanche l\u2019IA sostituir\u00e0 gli educatori, ma in qualche modo potr\u00e0 sostenere il loro lavoro. Alcuni esempi al riguardo lo possono confermare; essi si collocano in due prospettive pi\u00f9 generali: la prima vede l\u2019IA in funzione di&nbsp;<em>comprendere<\/em>&nbsp;i processi educativi e, la seconda, vede l\u2019IA in funzione di&nbsp;<em>sostenere<\/em>&nbsp;i medesimi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Relativamente alla prima prospettiva, si pu\u00f2 pensare a tutto ci\u00f2 che significa diagnosticare nell\u2019ambito educativo. L\u2019IA sicuramente potr\u00e0 sostenere le elaborazioni dei dati in vista di individuare delle regolarit\u00e0 o dei modelli impliciti, oppure potr\u00e0 aiutare a classificare processi complessi basati su una moltitudine di elementi presi in considerazione. Nell\u2019ambito della scuola, si pu\u00f2 pensare, ad es. ai disturbi o agli stili di apprendimento, o anche alle potenzialit\u00e0 e alle preferenze degli studenti. In modo simile l\u2019IA potr\u00e0 essere valorizzata nei processi di valutazione, nei quali deve confrontare una moltitudine di indicatori con dei criteri complessi e numerosi al fine di elaborare risultati secondo varie differenziazioni di valore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna dire comunque che, sia nel primo come nel secondo caso, le decisioni circa l\u2019intervento educativo di questo o di altro tipo dovr\u00e0 scegliere sempre l\u2019uomo \u2013 ad es. un educatore, l\u2019insegnante o il genitore. Le macchine potranno elaborare pi\u00f9 velocemente una moltitudine di dati, ma probabilmente non potranno mai prendere in considerazione i fattori nel contesto attuale in cui si trova la persona, i motivi che la guidano attualmente, oppure i sentimenti suscitati improvvisamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riguardo alla seconda prospettiva, la considerazione pu\u00f2 essere rivolta ai sistemi di tutoraggio e di adattamento dei processi. In riferimento alla scuola, essi permettono, ad. es., di progettare e realizzare condizioni e forme di apprendimento molto personalizzate e individualizzate, che si basano, ad es., sulla possibilit\u00e0 di dare un feedback immediato, oppure sulle possibilit\u00e0 di suggerire i percorsi pi\u00f9 adeguati in base ai risultati e ai passi realizzati precedentemente. Le prime prove di implementazione dei sistemi informatici di questo tipo sono state realizzate gi\u00e0 negli anni \u201960 e \u201970 del secolo scorso.<sup>1<\/sup>&nbsp;Gli anni successivi hanno constatato uno sviluppo molto consistente al riguardo. Tutto questo ha portato all\u2019invenzione dei sistemi intelligenti di tutoraggio basati non solo sulle caratteristiche individuali deli studenti, ma anche sui modelli teorici di apprendimento, e, negli ultimi anni, anche sull\u2019integrazione delle realt\u00e0 aumentate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a quanto disegnato sopra, per\u00f2, si presenteranno sempre realt\u00e0, situazioni e momenti, nei quali le possibilit\u00e0 di interagire con le IA saranno limitate. A questi appartengono sicuramente tutti i processi educativi volti ad affermare l\u2019uomo in quanto tale: saranno interventi volti a sostenere lo sviluppo dell\u2019individualit\u00e0 della persona, ad accentuare caratteristiche proprie ed irrepetibili, quelle cio\u00e8 che difficilmente si lasciano incapsulare nei processi algoritmici. Ne indichiamo alcuni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima e fondamentale realt\u00e0, nella quale la presenza reale e fisica dell\u2019uomo \u00e8 insostituibile, \u00e8 proprio l\u2019educazione considerata nella sua essenza. Essa \u00e8 volta alla maturazione umana e personale di ogni individuo sin dalla sua nascita. Nella sua dimensione fondamentale \u00e8 intesa come spazio relazionale, sociale e culturale nel quale l\u2019uomo scopre s\u00e9 stesso, \u00e8 sostenuto nei processi della crescita fino a diventare autonomo e responsabile all\u2019interno del gruppo di appartenenza. In questo spazio, ricco di relazioni con altre persone (nella famiglia, nella comunit\u00e0, nella societ\u00e0), avvengono profondi processi di amore, del prendersi cura, di cittadinanza. \u00c9 chiaro, quindi, che per essere educato in questo senso, l\u2019uomo necessariamente ha bisogno di un altro uomo. Una macchina, un robot, per quanto capace di imitare reazioni e comportamenti umani, svolger\u00e0, al massimo, funzioni ausiliari, basate su indicazioni e intenzioni impartite dall\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altra realt\u00e0 fondamentale, che per sua natura si riferisce e appartiene solo all\u2019uomo, \u00e8 il sentimento di fede in Dio. La fede del genitore, dell\u2019educatore, testimoniata nella vita, \u00e8 indispensabile per educare e far crescere la fede dei bambini. Ma, acquisizione delle conoscenze su Dio non \u00e8 sufficiente; in questo caso ci vuole prima di tutto l\u2019esperienza di vita vissuta con altri in comunit\u00e0. In questa categoria tipicamente umana entrano, egualmente, varie questioni esistenziali, come la vita stessa, l\u2019amore, la sofferenza, la morte, questioni etiche, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tenendo conto di quanto sopra riportato si pu\u00f2 affermare che, probabilmente, sempre l\u00e0, dove si tratta di impiegare le capacit\u00e0 di elaborazione dei dati, di eseguire le procedure basate sugli schemi, sui criteri o su algoritmi, l\u2019IA potr\u00e0 rivelarsi molto utile anche nell\u2019ambito educativo. Nelle situazioni, invece, in cui sono richieste emozioni autentiche per creare relazioni tra le persone, in cui bisogna prendere decisioni uniche e irrepetibili imposte da situazioni attuali, in cui bisogna riferirsi ai valori o alla dignit\u00e0 della persona, oppure in cui emergono categorie simboliche o questioni di senso sembra che l\u2019intervento umano sia sempre indispensabile, anche se, non lo escludiamo, ci si potr\u00e0 servire anche dei risultati elaborati dall\u2019IA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elemento decisivo nel formulare questa affermazione \u00e8 il fatto che l\u2019intelligenza, non solo quella artificiale, ma anche quella umana (espressa alle volte al plurale, come intelligenze multiple) \u00e8 sempre una capacit\u00e0 di affrontare un certo tipo di problemi. Aggiungiamo che, oltre all\u2019intelligenza, c\u2019\u00e8 anche una qualit\u00e0 umana che definiamo con il termine \u201csaggezza\u201d. Questa si basa non solo sulle conoscenze e sulle capacit\u00e0 elaborative della mente, ma anche su una moltitudine di altri fattori, come intuizione, emozioni, senso, contesto, esperienza di vita. Sicuramente le macchine potranno essere molto pi\u00f9 veloci e pi\u00f9 precise nell\u2019elaborazione dei dati, soprattutto, quando questi sono molteplici; potranno essere chiamate anche intelligenti. Ma, difficilmente potranno essere dichiarate anche sagge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, ricordiamo la domanda iniziale riguardo alle opportunit\u00e0 e ai limiti dell\u2019IA nell\u2019ambito educativo, si pu\u00f2 dire che, come in altri settori dell\u2019attivit\u00e0 umana, anche l\u2019IA potr\u00e0 costituire una reale estensione delle facolt\u00e0 umane, una effettiva possibilit\u00e0 di allargare e velocizzare le capacit\u00e0 elaborative dell\u2019uomo, ma, sempre rimarranno situazioni e momenti in cui l\u2019intervento umano sar\u00e0 insostituibile. Perci\u00f2, come in tutte le Nuove Tecnologie Digitali in generale, anche qui devono essere piuttosto le prospettive pedagogiche a guidare l\u2019introduzione dell\u2019IA in campo educativo. \u00c8 sbagliato il processo contrario, quando cio\u00e8, lo sviluppo tecnologico incide primariamente sull\u2019attivazione di vari processi e solo dopo si cerchano le motivazioni pedagogiche ed educative per quanto si \u00e8 realizzato.<sup>2<\/sup>&nbsp;Per quanto siano affascinanti gli sviluppi attuali nell\u2019ambito dell\u2019IA, bisogna ricordare per\u00f2 che, se le soluzioni tecnologiche domineranno unicamente le discussioni a vari livelli decisionali, gestionali e scientifici, si va incontro al pericolo che anche i cambiamenti nelle strutture formative ed i risultati educativi risultino limitati.<sup>3<\/sup><sup><br>___________<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>1<\/sup>&nbsp; W. Holmes, M. Bialik, Ch. Fadel,&nbsp;<em>Artificial Intelligence in Education. Promises and Implications for Teaching &amp; Learning<\/em>, Boston, CCR, 2019, p. 98.<br><sup>2<\/sup>&nbsp;E. Garcia,&nbsp;<em>The use of artificial intelligence (AI) in education<\/em>&nbsp;https:\/\/www.openaccessgovernment.org\/artificial-intelligence-ai-in-education\/66346\/, acc. 24.05.2020.<br><sup>3<\/sup>&nbsp;J. Hunter,&nbsp;<em>Artificial Intelligence (AI) in School Education: Are You Ready For It?<\/em>&nbsp;In https:\/\/educationtechnologysolutions.com\/2019\/03\/artificial-intelligence-school\/, acc. 24.05.2020.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>TAGLIAFERRI Michelangelo<\/strong>&nbsp;\u2013 Fondazione Accademia di Comunicazione<br>Gruppo di studio EDUCAZIONE&nbsp;(nella sua ampia accezione)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">IL DONO DELLA PAROLA NEL DESERTO DELLA SCARSITA\u2019 E DELLA TECNOLOGIA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembra innegabile che ogni dato di concretezza e realt\u00e0 prodotto dall\u2019uomo o con il concorso dell\u2019uomo sia frutto di un suo desiderio e di una comunicazione tra s\u00e9 e s\u00e9 e tra s\u00e9 e gli altri. Dato un problema da risolvere con il concorso degli altri si mobilitano a vario titolo ed in vario modo le energie per risolverlo. Ogni soluzione di problema in quanto oggetto di desiderio, nella segmentazione connessa all\u2019accettazione vita e al rifiuto della morte, \u00e8 una messa in forma di energia naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 significa che ogni prodotto o servizio viene realizzato con il concorso misto di stati di energia e condizione di scambio di energia dell\u2019uomo con la natura e quindi anche con s\u00e9 stesso come individuo e come specie. In termini pi\u00f9 semplici si pu\u00f2 affermare che non c\u2019\u00e8 \u201coggetto del mondo\u201d che non sia caratterizzato da questo scambio energetico orientato alla vita che d\u00e0 vita alla vita cos\u00ec come, sulla base delle nostre conoscenze, la stiamo concettualizzando, producendo e riproducendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019uomo possiamo chiamare questa energia che mobilita il desiderio energia psichica o, alla maniera di Freud e Jung, libido. Le nostre societ\u00e0 fatte di sistemi complessi stanno perdendo progressivamente questa capacit\u00e0 di generare condizioni favorevoli allo scambio libidico: sono societ\u00e0 fatte da individui sempre meno sognanti e predisposti alla meraviglia. I motivi sono complessi e non possiamo in questa sede darne conto in modo esauriente, ma \u00e8 certo che sempre meno sogniamo e quindi abbiamo sogni da condividere e realizzare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La marcata accentuazione del processo di anticipazione finalizzata del futuro in economia obbliga da una parte a calcolare sempre di pi\u00f9 il ritorno dell\u2019investimento economico determinando a priori la misura della quantit\u00e0 del ritorno atteso. Operiamo quindi massimamente attraverso il metodo della probabilit\u00e0 e della contabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contemporaneamente la tecnologia, che integra sempre di pi\u00f9 i processi produttivi, crea una iper-realt\u00e0 che si muove secondo questa regola di razionalit\u00e0 economica dispiegata e la combinazione tra prodotti, come desiderio finalizzato alla redditivit\u00e0 e tecno-scienza. riducono lo spazio di rischio che l\u2019individuo e la societ\u00e0 \u00e8 in grado di tollerare e riducono l\u2019investimento di energia psichica cos\u00ec come conteniamo il consumo di carburante o di informazione. Di fronte ad un problema c\u2019\u00e8 sempre di pi\u00f9 una soluzione, ma oggi si privilegia quella che anticipa i nessi causali in termini balistici e configura il risultato come obiettivo da raggiungere lasciando ai margini le conseguenze non intenzionali dell\u2019azione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto l\u2019uomo muta la sua condizione antropologica e nell\u2019economia di mercato dei sistemi capitalistici mercantili avanzati ogni prodotto deve a monte essere generato da una energia che subisca il controllo del desiderabile andando verso un fruitore che \u00e8 chiamato a&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">desiderare in termini contenuti nello stimolo e dare la risposta attesa. In questa condizione di parsimonia psichica e precauzione sistemica, visto che gli attori sono in concorrenza tra di loro, vince chi \u00e8 in grado di avere creato un prodotto o un servizio a concentrazione marginale massima di contenuto di desiderio tale da mobilitare la attenzione massima e il desiderio, ma altrettanto marginale, del fruitore ipotetico. Da qui l\u2019esigenza di tecnicizzare il pi\u00f9 possibile le competenze che riassorbano i rischi di possibili fallimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto la comunicazione \u00e8 sempre pi\u00f9 intenzionale e finalizzata, tecnicizzata e sottoposta alle regole della teoria dell\u2019informazione. Questa modalit\u00e0 \u00e8 funzionale alla creazione di un uomo \u201ccreato\u201d dall\u2019uomo che non \u00e8 in competizione con i robot ma che \u00e8 pronto per dare vita ad una iper-realt\u00e0 con memoria fuori da lui alla quale ricorrere nella soluzione sempre pi\u00f9 complessa dei problemi in termini di tecniche, criteri e procedure standardizzate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto il rischio \u00e8 quello connesso alla perdita progressiva della creativit\u00e0 e giocoforza riduce lo spazio del pensiero e del libero arbitrio a favore di procedure standardizzate di omologazione culturale oltre che operativa. In questo senso l\u2019innovazione deve abbandonare il suo contenuto ideologico per asseverarsi nella pratica e per dimostrare come e in che cosa pu\u00f2 fungere da fattore di miglioramento della comunicazione, dei processi decisionali, delle attivit\u00e0 di ricerca ed innovazione e di un miglioramento della qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>E la qualit\u00e0 della vita riguarda tutti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per esempio, la Commissione Europea nella ricerca di una societ\u00e0 pi\u00f9 user friendly ha dato direttive e raccomandazioni per assicurare che siano realizzati ambienti, prodotti, servizi ed interfacce di lavoro per persone di tutte le et\u00e0 e abilit\u00e0 nelle diverse situazioni e nelle diverse circostanze. Nasce cos\u00ec il Design for all che \u00e8 il design per la diversit\u00e0 umana, l\u2019inclusione sociale e l\u2019uguaglianza (EIDD, Dichiarazione di Stoccolma, 2004) In base a questo indirizzo la Commissione incoraggia i produttori e fornitori di servizi a produrre nuove tecnologie per tutti, tecnologie che sono studiate tanto per gli anziani e le persone in disabilit\u00e0, quanto per la techno-tendenza degli adolescenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;L\u2019Accesso Universale implica l\u2019accessibilit\u00e0 e l\u2019usabilit\u00e0 delle Tecnologie dell\u2019Informazione e delle Telecomunicazioni (ICT) da parte di tutti, in ogni luogo e in ogni momento, e l\u2019inclusione di tutti in ogni contesto di vita. Tende a rendere possibile un accesso equo e una partecipazione attiva, potenzialmente di tutti, alle attivit\u00e0 umane mediate da calcolatore e dalle telecomunicazioni, sia esistenti che emergenti, sviluppando prodotti e servizi universalmente accessibili e usabili e mettendo a disposizione nell\u2019ambiente, quando necessario, adatte funzionalit\u00e0 di supporto alle persone. Questi prodotti e servizi devono essere capaci di soddisfare i requisiti individuali degli utenti in contesti di uso differenti, indipendentemente dalla locazione, dagli apparecchi utilizzati o dal loro ambiente operativo. L\u2019approccio tendente a permettere l\u2019utilizzo dei servizi e delle apparecchiature \u00e8 generalizzato, con lo scopo di consentire l\u2019accesso alla Societ\u00e0 dell\u2019Informazione nel suo complesso. Si suppone che i cittadini vivano in ambienti popolati di oggetti intelligenti, in cui le attivit\u00e0 da svolgere e il modo di svolgerle siano completamente ridefiniti, comprendendo una combinazione di attivit\u00e0 quali l\u2019accesso all\u2019informazione, la comunicazione interpersonale ed il controllo ambientale. Ai cittadini deve essere garantita la possibilit\u00e0 di svolgere tali attivit\u00e0 facilmente e piacevolmente. L\u2019interazione non va pi\u00f9 intesa con calcolatori e terminali, ma con l\u2019ambiente e gli oggetti in esso contenuti. Perci\u00f2, devono essere presi in considerazione paradigmi, metafore, media e modalit\u00e0 differenti. Inoltre, l\u2019utente\/cittadino non dovr\u00e0 svolgere compiti determinati dall\u2019applicazione in uso, ma coerenti con gli obiettivi da raggiungere nella vita quotidiana, differenti nei diversi ambienti applicativi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli obiettivi da raggiungere potranno essere complessi non solo per la prevista integrazione di funzioni per l\u2019accesso all\u2019informazione, la comunicazione interpersonale e il controllo ambientale, ma anche perch\u00e9 queste possono coinvolgere comunit\u00e0 di utenti. Questo d\u00e0 un\u2019idea della complessit\u00e0 dei problemi da affrontare, della limitazione dei concetti classici di accessibilit\u00e0 e della necessit\u00e0 di approcci innovativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La multimedialit\u00e0 in contesto. All\u2019interno di questo contesto e con queste problematiche va presa in considerazione la tematica della multimedialit\u00e0 come stato di fatto in evoluzione delle applicazioni tecnologiche pi\u00f9 avanzate in ITC per l\u2019attuazione di una cultura della societ\u00e0 in trasformazione che privilegi i processi di informazione, comunicazione, partecipazione, democrazia e libert\u00e0 nella progettazione del futuro. La multimedialit\u00e0 altro non \u00e8 che la possibilit\u00e0 di costruire oggetti di comunicazione che integrino quanto viene percepito dai nostri sensi ed in particolare dall\u2019udito, la vista e il tatto e che siano fruibili a partire da questa polisensorialit\u00e0. Inoltre, questi oggetti multimediali possono utilizzare come vettori una combinazione rilevante di media (poli-mediali) sempre di pi\u00f9 interattivi dal Web 2.0, alla radio web, al mobile, alla informazione in rete, alla produzione in streaming per processi complessi che vanno dalla diffusione dell\u2019informazione, alla formazione, alla educazione, alla prevenzione, all\u2019addestramento, all\u2019intrattenimento, alla e-governance\u2026 ecc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La diffusione dei sistemi telematici di comunicazione e interazione essendo isomorfi al sistema sociale modelleranno un nuovo modo di apprendere e di memorizzare oltre ovviamente che di colloquiare e ci\u00f2 avr\u00e0 necessit\u00e0 di operatori sempre pi\u00f9 qualificati impegnati nei diversi campi e settori&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ora se mai servisse a far comprendere l\u2019importanza della tecnologia multimediale valga per tutto questo elenco di vantaggi ad essa connessi. La multimedialit\u00e0 per i disabili per esempio:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. \u00e8 un medium audiovisivo<br>2. \u00e8 interattivo<br>3. l\u2019oggetto pu\u00f2 essere riprodotto e modificato<br>4. pu\u00f2 essere personalizzato rispetto alle esigenze dell\u2019utente<br>5. \u00e8 multisensoriale e quindi ha un potenziale di apprendimento adatto ai portatori di deficit sensoriali e cognitivi<br>6. favorisce la creativit\u00e0 e pu\u00f2 essere multiforme<br>7. pu\u00f2 includere le motivazioni allo scambio multimediale<br>8. \u00e8 in grado di valorizzare le esperienze di successo con registri sia razionali che emozionali<br>9. pu\u00f2 utilizzare facilmente l\u2019audio feedback<br>10. pu\u00f2 essere utilizzato in dinamiche di gruppo e di neocomunit\u00e0 (social net, 2.0)<br>11. rompe le barriere di diffidenza e di esclusione<br>12. crea i presupposti per una intelligenza connettiva<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">NON \u00c8 UNO SCENARIO FANTASTICO?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa sembra dunque la deriva che orienta tutta la azione comunicativa tra gli uomini e i sistemi e la costruzione sociale dell\u2019economia. Sorge per\u00f2 spontanea la domanda di dove stiamo andando e di come il mito della torre di Babele non sia una profezia che si sta realizzando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 mia intenzione entrare nella esegesi biblica, ma credo che valga la pena di mettere qualche paletto alla riflessione che stiamo svolgendo in queste ore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. Mi sembra innegabile che tutta l\u2019umanit\u00e0 stia convergendo verso una lingua sola e per lingua sola non intendo la lingua materna, ma i confini dell\u2019Universo mondo ridotto ad un enorme sistema di calcolo, con la scusa che la natura \u00e8 retta da regole matematiche\u2026.Un buon modo per far fuori la natura ed usarla a fini contabili di marginalit\u00e0 decrescenti.<br>2. Mi sembra altrettanto innegabile che una economia formale si stia sovrapponendo ad una economia sostanziale e che il rapporto mezzi \u2013 fini stia prendendo il posto della<br>abbondanza di vita. Lo schema problematico della scarsit\u00e0, da principio materiale dell\u2019economia di mercato, diventa spazio mentale di chi vive in una societ\u00e0 capitalistica come la nostra.<br>3. Tutto ci\u00f2 avviene rendendo scarsi tanti fattori a partire dalla parola secondo uno schema che \u00e8 semplicissimo: noi usiamo parole per esprimere concetti che vanno bene sia per la societ\u00e0 economica tradizionale che per quella moderna, ma non ci rendiamo conto che il significato con la presenza dello schema mentale della scarsit\u00e0 cambia radicalmente la direzione di rotta dell\u2019agire sociale.<br>In questo contesto anche la lingua e le parole diventano scarse e come in Babele il linguaggio dell\u2019umanit\u00e0 si blocca e sembra incapace di permettere lo scambio che non sia finalizzato e matematizzato e rende impossibile e non plausibile il dialogo, la comunicazione (come dono comune e come barriera, ma anche come sistema immunitario) e la assunzione di responsabilit\u00e0. Le parole si chiudono e si sigillano, gli elementi simbolici che le costituiscono diventano codice e non sono pi\u00f9 aperte verso la realt\u00e0 e l\u2019umano, che ha bisogno di generare le differenze ed integrarle e non omologarle e normalizzarle neutralizzandole.<br>4. Torniamo all\u2019assunto iniziale di una societ\u00e0 iper-codificata e di controllo, ma estremamente affascinante rispetto al mito del Demiurgo proteiforme, alla creazione di una seconda natura, al mutamento morfogenetico e filogenetico\u2026. Una umanit\u00e0 costruita in una Natura ricostruita e adattata\u2026e magari anche migliorata, una lingua che diventa mille linguaggi tutti formalizzati\u2026\u2026tanti quanto le stelle nel cielo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">QUINDI?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bene, si vede come l\u2019inizio del Verbo e il dono della parola sia diventato scarso e quindi le rappresentazioni del mondo presente, passato e futuro sempre meno oggetto di racconto dove il mito possa raccontare dei mille percorsi di una umanit\u00e0 che passa dal deserto ad Eden\u2026\u2026Ma se \u00e8 vero che Babele \u00e8 una profezia, anche Eden lo \u00e8\u2026. e noi stiamo andando in quella direzione seppure a fatica e in mille contraddizioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi riflettere su cosa fare in ordine alla comunicazione da vivere in una societ\u00e0 ipertecnologica tocca almeno tre campi di intervento:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 il primo campo che oggi rimane in ombra, ma che scatter\u00e0 inevitabilmente in futuro, concerne l\u2019immagine di Dio nell\u2019uomo e l\u2019immagine dell\u2019uomo nel robot. E non perch\u00e9 qualche volta prende la forma di umanoide, ma perch\u00e9 \u00e8 come se una parte di noi, fuori da noi, prendano vita rendendoci sempre pi\u00f9 cyborg.<br>Da una parte l\u2019essere umano, nella Genesi \u00e8 stato creato ad immagine di Dio mentre nell\u2019Esodo \u00e8 proibito all\u2019uomo di \u201ctagliare\u201d effigi idolatre. S\u00e8l\u00e8m o p\u00e8s\u00e8l per l\u2019uomo a pi\u00f9 dimensioni, per l\u2019uomo e la sua ombra o oggi per il robot.<br>\u2013 il secondo campo riguarda certamente il linguaggio. Le lingue materne e il linguaggio universale creato dall\u2019uomo che \u00e8 capace di \u201cfare\u201d linguaggi pi\u00f9 o meno formalizzati. In questi linguaggi troviamo la iper-codificazione dei sistemi e il linguaggio simbolico del sogno e di tutte le forme di immaginazione ed arte. In che direzione ci prepariamo ad andare?<br>Mentre la societ\u00e0 si muove in una direzione, la tecnologia, con i suoi linguaggi formalizzati, va da un\u2019altra parte e la distanza rischia di essere insanabile se non si interviene per dare \u201csenso\u201d al nostro stare come umanit\u00e0 sulla terra e non governiamo responsabilmente e solidalmente le scoperte scientifiche e tecnologiche.<br>Quindi \u00e8 fondamentale l\u2019impegno nella comunicazione. Per una comunicazione capace di realizzare una umanit\u00e0 solidale, in modo sostenibile e capace di darsi diritti e doveri nella soluzione dei problemi della Vita.<br>\u2013 il terzo campo concerne l\u2019educazione e la formazione, certamente alla comunicazione con i prodotti tecnologici, ma soprattutto per renderci consapevoli della relazione con la conoscenza e con la sapienza per migliorare le condizioni di vita.<br>L\u2019integrazione degli sforzi di Fondazione di Accademia con IIT vanno in questa direzione e a maggior ragione sono da allargare a tutto il campo della nostra riflessione. In modo ancillare, ma efficace, creativo, ma non paranoico, umile, ma determinato.<br>La comunicazione che non \u00e8 una azione in s\u00e9 crea le condizioni perch\u00e9 le azioni avvengano, la realt\u00e0 si possa modificare e l\u2019uomo possa esercitare il suo libero arbitrio o se si vuole, realizzare il disegno provvidenziale della Vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questi motivi la Fondazione Accademia di Comunicazione \u00e8 disponibile a dare il suo contributo in questi tre campi, con tutti gli attori, nazionali ed internazionali, che ne sentissero la necessit\u00e0 e con i suoi strumenti a disposizione perch\u00e9 questo progetto possa realizzarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">AGENDA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Concretamente si pu\u00f2 ipotizzare di:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. Trovare i linguaggi e le figure retoriche pi\u00f9 adatte a rappresentare la soluzione dei problemi utilizzando tutto il sistema polimediale in modo multimediale cio\u00e8 con la combinazione migliore di suono, parola ed immagine fisse e in movimento: dal racconto al messaggio in pagina fino allo spot e allo storytelling e tutto il trattamento grafico e grafico editoriale si rendesse necessario.<br>2. Attivare i laboratori adatti a trovare il mix di linguaggi consolidati ed innovativi che consentano la corretta produzione di senso dei messaggi inerenti all\u2019utilizzo tecnologico.<br>3. Ideare le narrazioni che consentano una corretta divulgazione delle scoperte e degli utilizzi della nuova tecnologia.<br>4. Ipotizzare e creare dei prototipi che consentano l\u2019educazione all\u2019utilizzo tecnologico destinato a pubblici diversi, in particolare ai meno favoriti e meno normo-dotati.<br>5. Progettare delle app utili ad un utilizzo facilitato e consapevole della tecnologia.<br>6. Identificare le variabili importanti per disegnare la mappatura ideale della relazione culturale tra principi e regole che consentano il pi\u00f9 efficace uso delle tecniche, facendo riferimento ai Big Data e alle ricerche sociopsicologiche disponibili.<br>7. Affrontare il design dei prodotti d\u2019innovazione tecnologica.<br>8. Progettare corsi e percorsi adatti alla formazione degli operatori di comunicazione o la specializzazione sul tema di tecnologia e sostenibilit\u00e0 degli esistenti.<br>9. L\u2019utilizzo del suono, della musica e delle espressioni artistiche ai fini di una pi\u00f9 consonante comunicazione che consenta la partecipazione popolare alla nuova realt\u00e0 che sta prendendo forma.<br>10. Integrare e far convergere i media di comunicazione per una sempre pi\u00f9 corretta rappresentazione della relazione tra individuo, costruzione sociale e tecnologia utile a rendere la societ\u00e0 pi\u00f9 equa e solidale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi sono esempi di campi di applicazioni e non sono esaurienti, ma consentono di comprendere in che cosa la Fondazione pu\u00f2 impegnarsi una volta che siano scelte le priorit\u00e0 da perseguire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>PASQUALETTI Fabio<\/strong>&nbsp;\u2013 Universit\u00e0 Pontificia Salesiana<br>Responsabile Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019uomo nasce come<\/em><em>\u03a4\u03ad\u03c7\u03bd\u03b7<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la parola che ci ha umanizzato, e la parola \u00e8 gi\u00e0 una forma di techn\u00e9. La storia dell\u2019evoluzione dell\u2019uomo \u00e8 una storia di evoluzione tecnologica e sono proprio le tecnologie della comunicazione che hanno impresso le svolte pi\u00f9 radicali nella comprensione di ci\u00f2 che siamo. Le tecnologie della comunicazione sono tecnologie di potere. Forse non \u00e8 un caso se la prima sfida che Adamo ed Eva incontrano nel racconto del libro della Genesi riguarda proprio la conoscenza: \u00abnel giorno in cui voi ne mangerete, si apriranno i vostri occhi e diventerete come Dio, conoscitori del bene e del male\u00bb (Gn. 3,7). Da sempre la&nbsp;\u03a4\u03ad\u03c7\u03bd\u03b7 \u00e8 un modo per l\u2019uomo di conoscere il mondo e s\u00e9 stesso. In questo senso credo che studiare l\u2019Intelligenza Artificiale sia un ulteriore modo di conoscere l\u2019uomo, e come sempre proprio per la combinazione di conoscenza e potere \u00e8 un gioco che pu\u00f2 essere ambivalente e pericoloso, perch\u00e9 la natura animale, istintiva, predatoria presente in ognuno di noi si invaghisce e si appropria di tutto ci\u00f2 che le pu\u00f2 dare potenza e dominio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La rivoluzione digitale: un modo analogico ad altissima qualit\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un aspetto curioso che spesso mi capita di constatare \u00e8 che tutti parliamo della rivoluzione portata dal processo di digitalizzazione, e in effetti \u00e8 stata una rivoluzione la possibilit\u00e0 di leggere e convertire la realt\u00e0 in dati. Questi dati vengono dati in pasto alle macchine (computer) che per\u00f2 ce li restituiscono in un analogico ad altissima definizione. La ricchezza della realt\u00e0 sta nella sua sovrabbondanza di informazione. Per esempio, noi non vediamo gli infrarossi n\u00e9 gli ultravioletti, abbiamo bisogno di dispositivi di rilevamento che ce li restituiscano in modo intelligibile, spesso sono rappresentazioni grafiche. Anche se questi sistemi funzionano molto bene e ci restituiscono quello che noi deduciamo dalla nostra interazione con la realt\u00e0 allo stesso tempo comprendiamo che il problema di cosa conosciamo e come rimane. Anche un sistema IA non pu\u00f2 prescindere dal problema della conoscenza. In particolare, quando a nutrire i sistemi di elaborazione sono sempre dati che sono tuttavia parziali rispetto alla ricchezza della realt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Una societ\u00e0 e una cultura del calcolo: algoritmi e big data<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto che le nostre macchine, per ora, siano dei calcolatori, vuol dire che la loro conoscenza \u00e8 generata delle regole del calcolo, non possono prescindere da questa. Nel film&nbsp;I robot, Del Spooner (Will Smith) interpreta un poliziotto che non ama molto i robot. La ragione la si capisce quando racconta ci\u00f2 che gli \u00e8 successo, il fatto, cio\u00e8, che un robot dovendo scegliere chi salvare tra Del Spooner e una ragazzina che stava affogando nell\u2019acqua a causa di un incidente, salva Del Spooner sulla base del calcolo probabilistico. Del Spooner si rifar\u00e0 a questo caso per stabilire, secondo lui, la differenza tra un robot e un umano. Un umano non avrebbe mai ragionato in termini di calcolo, ma avrebbe tentato di salvare la vita della ragazzina a costo di perdere la sua. Prendo lo spunto da questa piccola narrazione per dire che siamo gi\u00e0 in una societ\u00e0 regolata quasi esclusivamente da logiche di calcolo, non fosse altro perch\u00e9 il dominio finanziario e tecnologico lavorano su queste basi. Gli algoritmi finanziari decidono in frazioni di secondo acquisti o vendite che possono mettere in crisi una intera nazione. La tecnologia inevitabilmente retroflette sul modo con cui facciamo le cose e pertanto ci ridefinisce anche nel nostro essere di uomini. Una societ\u00e0 e una cultura del calcolo riduce a variabile di calcolo anche l\u2019uomo. Il dataismo \u00e8 una teoria che, addirittura, vorrebbe porre fine alle teorie e alle ideologie lasciando il primato interpretativo ai dati. Il problema \u00e8 che anche questa \u00e8 una ideologia che non tiene conto del pregiudizio dei dati. Ma davvero tutto si pu\u00f2 ridurre a calcolo nella nostra vita?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Risvolti sociali ed economici<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non nascondo che questa parte \u00e8 scritta sotto l\u2019influsso della lettura del libro di Shoshana Zuboff,&nbsp;\u2018Il capitalismo della sorveglianza. Il futuro dell\u2019umanit\u00e0 nell\u2019era dei nuovi poteri\u2019. Shoshana Zuboff afferma che oggi viviamo nel regime del capitalismo della sorveglianza, qualcosa di inedito e per questo sfuggente alle categorie classiche di analisi, per il fatto che questa nuova forma di capitalismo si appropria dell\u2019esperienza umana, quella di miliardi di persone che agiscono nella rete, attraverso l\u2019acquisizione di dati o tracce digitali che lasciamo. Questi dati, raccolti dai grandi gestori della rete (Google, Facebook, Apple, Amazon e altri giganti dell\u2019informatica) vengono analizzati e trasformati in dati comportamentali. Alcuni vengono usati per migliorare prodotti e servizi, ma il resto, definito&nbsp;surplus comportamentale, sottoposto all\u2019analisi di algoritmi che costituiscono il sistema di Intelligenza Artificiale, vengono elaborati e vanno a costituire i&nbsp;prodotti predittivi capaci, come dice il nome, di fare previsioni e orientare i comportamenti futuri delle varie tipologie di utenza. \u00abI capitalisti della sorveglianza hanno scoperto che i dati pi\u00f9 predittivi si ottengono intervenendo attivamente sui comportamenti delle persone, consigliandole o persuadendole ad assumere quelli che generano maggiore profitto\u00bb.<sup>[1]<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Intelligenza artificiale e l\u2019obsolescenza umana<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima la religione, poi la politica, adesso la scienza e la tecnica e in particolare nella promessa di IA, reincarna la promessa della sconfitta dei mali dell\u2019umanit\u00e0. Le intelligenze artificiali al servizio dell\u2019uomo e le dipendenze dell\u2019uomo dalle intelligenze artificiali, \u00e8 il delicato loop nel quale insinua sempre il problema del potere e del controllo dell\u2019uomo sull\u2019uomo. Richiamo la domanda che un giovane manager ha posto nel 1981alla Zuboff: \u00abLavoreremo tutti per una macchina intelligente o sar\u00e0 quella macchina ad essere usata da persone intelligenti?\u00bb<sup>[2]&nbsp;<\/sup>Sullo sfondo la problematica della storia dell\u2019umanit\u00e0 fatta di&nbsp;Domino e sottomissione, titolo dell\u2019ultimo libro di Remo Bodei<sup>[3]<\/sup>, il cui sottotitolo \u00e8 molto suggestivo:&nbsp;Schiavi, animali, macchine, Intelligenza Artificiale. Dalla recensione si intravede l\u2019analisi che Bodei fa del meccanismo della schiavit\u00f9 come motore di sviluppo e civilizzazione. Il processo di trasferimento della nostra intelligenza, ma anche della nostra volont\u00e0 apre scenari di indiscusso interesse, ma di notevole problematicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Povert\u00e0 globale: la vera sfida all\u2019intelligenza artificiale<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le societ\u00e0 occidentali sono lanciate verso il processo di&nbsp;smartizzazione del loro&nbsp;habitat. Le citt\u00e0 si stanno popolando di dispositivi IOT (Internet Of Things) tutti collegati alla rete, che mappano ogni nostra attivit\u00e0 e movimento. Creano un cumulo dati tale da poter ipotizzare e prevedere comportamenti personali e sociali. Il termine \u00e8 societ\u00e0&nbsp;data driven. Questa mappatura promette un miglioramento del funzionamento non solo della citt\u00e0, ma della qualit\u00e0 di vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimane tuttavia un problema molto concreto che non si pu\u00f2 ignorare se non pensando ad un imminente neo-medioevo dove ci saranno spazi metropolitani blindati in cui tutto funzioner\u00e0 alla perfezione, e fuori dalle mura, come al tempo dei castelli medioevali, il resto di una popolazione abbandonata a s\u00e9 stessa. In un mondo sempre pi\u00f9 lottizzato da guerre geopolitiche per il controllo delle risorse e delle materie prime, pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione mondiale gi\u00e0 vive la globalizzazione della povert\u00e0. La vera sfida all\u2019intelligenza artificiale, ma soprattutto ai padroni delle intelligenze artificiali, \u00e8 quella di trovare una soluzione per un mondo pi\u00f9 giusto e equo per tutti. La tecnologia \u00e8 sempre specchio della nostra umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">_______<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>1&nbsp;<\/sup>Shoshana Zuboff,&nbsp;Il capitalismo della sorveglianza: Il futuro dell\u2019umanit\u00e0 nell\u2019era dei nuovi poteri,&nbsp;Roma, Luiss University Press, 2019, Kindle, posizione 234-237.<br><sup>2&nbsp;<\/sup>Zuboff,&nbsp;Il capitalismo della sorveglianza, posizione 143.<br><sup>3&nbsp;<\/sup>Remo Bodei,&nbsp;Dominio e sottomissione. Schiavi, animali, macchine, Intelligenza Artificiale, Bologna, Il Mulino, 2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>COVINO Mauro<\/strong>&nbsp;\u2013 Formez PA&nbsp;<br>Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Intelligenza Artificiale \u00e8 uno Strumento Tecnologico che modificher\u00e0 anche il nostro approccio culturale alla vita quotidiana, utile, ma da tenere sotto controllo per le possibili interazioni uomo-macchine non controllabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto il web e la sempre pi\u00f9 avanzata intelligenza artificiale incidano sulle nostre scelte, sui nostri comportamenti, arrivando persino a prevederli e a distinguere le nostre emozioni non \u00e8 pi\u00f9 utopia, ma una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 concreta e, a tratti, invasiva, sia negli ambiti personali che professionali, come quando vengono chiamati in causa per decidere quali persone assumere. Ovviamente a fianco di queste prospettive positive, se ne prefigurano altre di segno opposto, portate avanti da osservatori critici che sottolineano, per esempio, come questo tipo di novit\u00e0 metta a repentaglio posti di lavoro per gli uomini. Eppure, le preoccupazioni su questa importante incidenza non si limitano solo al dato numerico riguardante i posti di lavoro, ma investono invece un aspetto meno direttamente misurabile, tirando in ballo la possibilit\u00e0 di una progressiva erosione delle facolt\u00e0 di giudizio e di azione, o meglio, delle caratteristiche che rendono l\u2019uomo, uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In definitiva \u00e8 preferibile una posizione in chiaro curo, dove non prevalga necessariamente il Positivo ed il Negativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>CURRO\u2019 Salvatore<\/strong>&nbsp;\u2013 Universit\u00e0 Pontificia Salesiana \u2013 Facolt\u00e0 di Teologia&nbsp;<br>Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0 non ho una posizione specifica sulla questione dell\u2019IA, che peraltro non ho studiato in modo approfondito. Accosto tale questione con curiosit\u00e0, con la consapevolezza dell\u2019importanza di un confronto da diversi punti di vista (anche disciplinari) e a partire da un mio specifico interesse antropologico. Mi occupo di antropologia catechetica e pastorale e avverto che la cultura attuale si porta dentro una domanda e una provocazione forte sul senso dell\u2019umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale domanda-provocazione emerge in rapporto a fenomeni diversi che, credo, ci sfidano a un approccio sistemico, non settoriale, un approccio che sappia vedere le interconnessioni. Quello antropologico mi sembra un punto di vista importante e anche un orizzonte decisivo dentro cui avvertire le questioni. Di fatto, \u00e8 in gioco il senso dell\u2019umano, ed \u00e8 gi\u00e0 in atto un radicale mutamento antropologico che diversi punti di vista e apporti possono far comprendere sempre meglio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto l\u2019accostamento possa sembrare azzardato, mi sembra che il fenomeno dell\u2019IA si connette profondamente con altri fenomeni che costituiscono altrettante sfide nel nostro tempo, in particolare: i fenomeni legati alla corporeit\u00e0 (idealizzazione del corpo e insieme fuga da esso); il problematico rapporto dell\u2019uomo col mondo animale e con la dimensione animale della propria esistenza; i rapporti umani e le sfide delle differenze (sessuali, culturali, ecc.); l\u2019istanza e insieme la fatica della riconciliazione con la terra e con la materia; la riconciliazione con la sensibilit\u00e0 e il farsi strada della via estetica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo sfondo intravedo: la crisi di ogni visione essenzialista dell\u2019uomo, la crisi del soggetto, la crisi del pensare l\u2019essere-nel-mondo secondo il paradigma del rapporto soggetto-oggetto. Si aprono lentamente nuove strade segnate da: riconciliazione con s\u00e9, con la fragilit\u00e0, con la finitudine (avvertita come pieno e non come vuoto); senso di sentirsi figli e insieme custodi della terra; superamento della dicotomia tra materia e spirito. Una sfida radicale \u00e8 forse quella di superare i dualismi di ogni tipo, che segnano la cultura occidentale: corpo-anima, natura-cultura, spirito-materia, io-tu, uomo-macchina, immanenza-trascendenza, ecc.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale superamento non \u00e8 nel senso di una trascendenza (andare oltre), ma nel senso di un arretramento, una risalita, una riconciliazione, una resa all\u2019essere-materia-corpo-legati gli uni gli altri, all\u2019essere-con, direbbe Jean-Luc Nancy. Le singolarit\u00e0 umane emergono da una co-appartenenza tra noi, alla terra; emergono come&nbsp;ecceit\u00e0 e non come sostanze. Sostanza, soggetto\u2026 sono costruzioni; forse necessarie, ma, essendo costruzioni, non sono la parola prima e decisiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019attuale dibattito antropologico, a volte anche in posizioni che sembrerebbero molto avanzate, si affrontano spesso le questioni \u2013 mi pare \u2013 senza mettere in crisi la visione essenzialista o sostanzialista. Ci\u00f2 avviene anche nel dibattito relativo al rapporto da assumere nei confronti della tecnica e dei suoi prodotti. Lo schema rimane se l\u2019uomo riuscir\u00e0 a dominare il robot o se il robot, prodotto dall\u2019uomo, prevarr\u00e0 sull\u2019uomo. Lo schema rimane quello del soggetto-oggetto e quello del potere o meno dell\u2019uomo. L\u2019uomo \u00e8 pensato ancora come soggetto; l\u2019umano \u00e8 pensato in termini di controllo, di dominio, di potere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In fondo l\u2019uomo si \u00e8 sempre caratterizzato, in Occidente, per il logos, che lo differenzia dalla natura e dagli animali, e che gli d\u00e0 un primato (comunque esso venga interpretato).&nbsp;&nbsp;Mi pare interessante l\u2019ipotesi, che G\u00fcnther Anders&nbsp;avanzava gi\u00e0 diversi anni fa, della \u201cvergogna prometeica\u201d. Il porsi come soggetto, da parte dell\u2019uomo, sarebbe attraversato dalla vergogna per le proprie radici, dalla vergogna di essere fatti di terra, di essere solo polvere e di ritornare polvere, del fatto di essere animali. Si nasconde forse anche, inconsciamente, la vergogna di essere in divenire; che implica anche una segreta gelosia (o invidia) nei confronti delle cose e degli animali, che, a differenza dell\u2019uomo, sono compiuti. L\u2019uomo \u00e8 l\u2019incompiuto e si muove su una via per cui, mentre cerca compimento fuori di s\u00e9, si ritrova sempre pi\u00f9 incompiuto (e quindi sempre pi\u00f9 frustrato).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma l\u2019uomo non pu\u00f2 pensarsi come compiuto? La trascendenza, pi\u00f9 che come allontanamento da s\u00e9, dal proprio corpo, dalla terra, dalla materia, non pu\u00f2 essere pensata come riconoscimento (che implica riconoscenza, resa, riconciliazione) del vivere-di e quindi come un abitare la differenza piuttosto che come un volerla o doverla colmare a tutti i costi? L\u2019attuale lotta tra l\u2019uomo e la macchina (e l\u2019impostazione del problema nel senso di chi vincer\u00e0) \u00e8 forse il culmine di una illusione millenaria per cui l\u2019uomo sarebbe costitutivamente un soggetto. O forse siamo al momento della resa. Il culmine della volont\u00e0 di dominio \u00e8 anche il culmine della fragilit\u00e0. Si scopre l\u2019illusione. Si scopre la vergogna, la nudit\u00e0. C\u2019\u00e8 forse una sfida alla riconciliazione. Mi sembra importante lavorare per una \u201cantropologia della riconciliazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>DANELUZ Diana<\/strong>&nbsp;\u2013 FERPI&nbsp;<br>Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia posizione \u2013 da non tecnico \u2013 \u00e8 di curiosit\u00e0 per qualcosa che mi coinvolge come persona e come comunicatore, e di studio. Ritengo essenziale un approccio non solo scientifico, ma anche culturale nel senso pi\u00f9 ampio di fronte a questa evoluzione della tecnologia. Mi sembra di poter condividere le linee guida europee di novembre 2019 che guardano ad una IA dal volto umano, inclusiva e diffusa in modo imparziale: applicazioni di intelligenza artificiale che promuovano il benessere e l\u2019emancipazione delle persone, di tutte le persone, nel rispetto dei loro diritti fondamentali. Anche se la parola \u201cregole\u201d fa arricciare il naso a molti, credo che vadano individuate e di necessit\u00e0 a livello globale. Educare, \u00e8 stato scritto, chi \u201ccrea\u201d l\u2019IA, ribadire la centralit\u00e0 dell\u2019Uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 recente una risoluzione richiesta dagli eurodeputati per maggiori tutele, ad esempio, dei consumatori nel contesto dell\u2019IA. Rispetto al rapido sviluppo delle tecnologie IA e dei processi di decisione automatica (Adm) si chiede di aggiornare le norme sulla sicurezza e responsabilit\u00e0 dell\u2019Ue per i nuovi prodotti basati sull\u2019IA, di utilizzare algoritmi e strutture di controllo imparziali e di garantire \u201cche l\u2019uomo rimanga il padrone della situazione\u201d: nel momento in cui i consumatori interagiscono con il sistema Adm dovranno essere correttamente informati sul suo funzionamento (si gioca un nuovo ruolo della Comunicazione, su come raggiungere un essere umano con potere decisionale e su come le decisioni del sistema possano essere verificate e corrette. Il sistema dovrebbe utilizzare solo insiemi di dati imparziali e di alta qualit\u00e0, come algoritmi spiegabili e imparziali, per costruire la fiducia dei consumatori). La risoluzione prevede strutture di controllo per correggere errori nelle decisioni automatizzate e la possibilit\u00e0 per i consumatori di richiedere un riesame umano e un ricorso per decisioni automatizzate definitive e permanenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 2020 \u00e8 stato definito, per esempio dagli osservatori di IBM, l\u2019anno della svolta per l\u2019adozione dell\u2019IA da parte di aziende ed organizzazioni, ma sar\u00e0 una adozione complessa, non solo per gli aspetti di governance umana e le problematiche di etica in capo alle preoccupazioni del progetto universitario cui stiamo contribuendo, ma anche per alcune difficolt\u00e0 oggettive: la limitata esperienza \u2013 e competenza \u2013 in queste tecnologie, la crescente complessit\u00e0 dei dati da gestire, la mancanza di strumenti per lo sviluppo di modelli di IA personalizzati sulle proprie esigenze. Tuttavia, molte aziende globali prevendono di aumentare gli investimenti nelle aree principali di IA quest\u2019anno. Pertanto, \u00e8 un futuro che \u00e8 gi\u00e0 qui ed ora e una riflessione critica alla quale \u00e8 anacronistico sottrarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MATTEI Federico<\/strong>&nbsp;\u2013 IBM<br>Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intelligenza artificiale sta trasformando la nostra societ\u00e0 e la nostra economia. Questa tecnologia ha un potenziale enorme per il bene sociale, ma vi sono anche validi motivi di preoccupazione in merito ai rischi, quali: pregiudizi, sicurezza, privacy e trasparenza. Molto lavoro \u00e8 stato svolto nell\u2019Unione Europea e non solo per definire i principi che guidano l\u2019implementazione etica delle soluzioni basate sull\u2019IA in modo che mettano al centro l\u2019uomo. Il prossimo passo \u00e8 sviluppare questi principi di alto livello a un livello pi\u00f9 dettagliato e specifico e, se necessario, introdurre una regolamentazione adeguata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>OLIVA Stefano<\/strong>&nbsp;\u2013 Pontificio Ateneo S.&nbsp; Anselmo \u2013 Facolt\u00e0 di Filosofia<br>Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La possibilit\u00e0 di produrre, o riprodurre, attraverso la tecnologia, alcune funzioni essenziali della mente umana, dal pensiero verbale alla percezione, affonda le proprie radici in un\u2019aspirazione che da secoli muove l\u2019essere umano e che, se opportunamente interrogata, trova preciso riscontro nel patrimonio mitico delle diverse civilt\u00e0. Dal sogno di Pigmalione \u2013 l\u2019umanizzazione e l\u2019investimento affettivo di un artefatto \u2013 alla leggenda praghese del Golem, vero e proprio robot&nbsp;<em>ante litteram<\/em>, la fantasia di riprodurre le pi\u00f9 elevate funzioni umane in maniera artificiale ha sempre celato il desiderio di una pi\u00f9 profonda comprensione dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questo forse uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti e al contempo pi\u00f9 sfuggenti della riflessione che le scienze umane possono produrre in merito all\u2019intelligenza artificiale. Filosofia, psicoanalisi, letteratura comparata, storiografia e sociologia sono chiamate a interrogare l\u2019innovazione tecnologica, sondando i desideri e le aspirazioni che fanno da spinta alla costante evoluzione dell\u2019intelligenza artificiale, senza trascurare d\u2019altro canto le paure e le questioni etiche da essa suscitate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>STAFFOLANI Marco<\/strong>&nbsp;\u2013 Pontificia Universit\u00e0 Lateranense&nbsp;<br>Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia esperienza riguarda il campo dell\u2019ingegneria elettronica, e della teologia. Secondo il primo aspetto conosco quali sono i componenti necessari per realizzare tecnicamente una IA: un computer su cui giri un programma, un linguaggio di programmazione con cui codificare l\u2019algoritmo, i sistemi di connessione di rete ecc. Secondo questo aspetto credo l\u2019IA non sia altro che realizzare sempre pi\u00f9 a nostra immagine e somiglianza gli oggetti che utilizziamo quotidianamente, di modo che ci siano familiari sia nella comunicazione sia nelle forme di utilizzo. Secondo questa prospettiva sono molto aperto al futuro e contento che la vita quotidiana venga semplificata, per\u00f2 senza che questo implichi una svalutazione della persona, che deve sempre rimanere al centro dell\u2019esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo l\u2019aspetto teologico posso dire che la mia riflessione \u00e8 ancora \u201cgiovane\u201d, difficilmente si trovano articoli scientifici che trattino tecnica e teologia, ma sar\u00e0 sempre pi\u00f9 necessario approfondire il binomio, in quanto la IA nelle sue varie applicazioni incrocia tanti temi cari alla teologia, come ad esempio la persona, la comunicazione, il corpo\u2026<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>3 aspetti positivi e 3 problematici dell\u2019IA<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>CAPPELLA Antonio<\/strong>&nbsp;\u2013 Strategic Digital Communication<br>Responsabile Gruppo di studio GOVERNANCE (e management)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cito questo testo\u2026 \u201cQualsiasi tecnologia sufficientemente avanzata permette di fare cose incredibili, spinge costantemente avanti la frontiera delle possibilit\u00e0 e offre nuove opportunit\u00e0 agli esseri umani, intesi sia come individui che nelle loro forme aggregate\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molte volte quindi viene percepita come misteriosa, distante e forse pericolosa come l\u2019Intelligenza Artificiale perch\u00e9 pensa pi\u00f9 velocemente di noi, forniscono soluzioni pi\u00f9 velocemente e potrebbero sostituirci. La tecnologia in s\u00e9 non \u00e8 n\u00e9 buona n\u00e9 cattiva, ma \u00e8 uno strumento che le persone usano per raggiungere i loro obiettivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il valore \u00e8 nell\u2019interpretazione, nella responsabilit\u00e0 e nell\u2019etica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se \u00e8 vero che la tecnologia \u00e8 cos\u00ec vantaggiosa e, allo stesso tempo, cos\u00ec aliena, ci vuole qualcuno per decodificarla in modo che le persone possano beneficiarne per comprendere sia il potenziale offerto dalla tecnologia sia il modo in cui questa possa essere utilizzata per migliorare l\u2019esperienza vissuta dagli esseri umani nelle loro diverse dimensioni, come individui, consumatori, lavoratori e cittadini. Ma l\u2019atto di interpretazione non \u00e8 neutrale; al contrario, \u00e8 orientato in base ai valori e questo ne influenza l\u2019uso che ne verr\u00e0 fatto ed \u00e8 un dilemma di natura etica e morale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Complessit\u00e0 e trasparenza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mascherare la complessit\u00e0 della tecnologia per offrire prodotti e servizi facilmente comprensibili e adottabili \u00e8 s\u00ec fondamentale perch\u00e9 libera gli utenti dalla necessit\u00e0 di capire ci\u00f2 che non hanno bisogno di sapere e amplia le loro possibilit\u00e0 di azione ma non \u00e8 sempre positivo. Un\u2019eccessiva semplificazione pu\u00f2 comportare una perdita di controllo da parte delle persone sugli effetti del loro comportamento. Esempio ne \u00e8 lo scandalo Cambridge Analytics sul traffico di dati personali raccolti tramite Facebook e utilizzato per condizionare il voto alle elezioni statunitensi o durante la Brexit. Altro fattore da considerare \u00e8 che potrebbe impedire l\u2019uso di prodotti e servizi a grandi fasce della popolazione, quelle pi\u00f9 arretrate e meno abituate alle tecnologie contemporanee.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attenzione dovrebbe spostarsi dal prodotto o dal servizio in s\u00e9 agli effetti del suo utilizzo. Ad esempio, come utente, dovrei essere consapevole che le mie preferenze alimentari \u2013 per fare un esempio innocente \u2013 se da me condivise su un\u2019app di ricette possono essere utilizzate per profilarmi e forse consigliarmi alcuni ristoranti che potrebbero piacermi. Le persone dovrebbero essere messe in condizione di saperlo e, in una certa misura, di controllarne usi ed effetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Proattivit\u00e0 e fiducia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le tecnologie contemporanee sono proattive, anticipano l\u2019utente, saltano alcuni anelli nella catena decisionale umana e offrono soluzioni pronte per l\u2019uso. Usano l\u2019enorme potenza computazionale e inferenziale dei loro algoritmi per analizzare i dati suggerire soluzioni, come ad esempio effettuare un acquisto di un prodotto o il modo pi\u00f9 veloce per evitare il traffico nell\u2019ora di punta. Ma \u00e8 anche vero che possono imporsi sul comportamento delle persone e sostituire le loro scelte: ad esempio, gli aggregatori di notizie mostrano solo informazioni basate sulle preferenze degli utenti o enfatizzano le opinioni di un candidato a discapito dei suoi avversari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda ardente, in questo caso, \u00e8 quella di potersi fidare degli strumenti che si utilizzano, che non siano trappole nel ridurre il nostro spazio decisionale o distorcere i nostri giudizi sulla realt\u00e0, forse a nostro danno e forse a vantaggio di poteri occulti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I progettisti e programmatori dovrebbero difendere e promuovere i diritti degli esseri umani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Progettazione, il problema dell\u2019inclusione e il quadro giuridico<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le tecnologie possono essere la base per una nuova discriminazione sociale tra coloro che hanno accesso ai servizi tecnologici e quelli che non lo hanno: se \u00e8 possibile aprire un conto bancario solo tramite un\u2019interfaccia vocale e non so come usarla o non ho gli strumenti, sono escluso da una possibilit\u00e0, per non parlare delle possibili distorsioni legate al voto elettronico. L\u2019inclusione e l\u2019accesso a informazioni e servizi \u00e8 una questione ardente in ogni agenda politica. L\u2019analfabetismo funzionale, la crisi della democrazia liberale e le seduzioni del populismo devono essere portati alla nostra attenzione come fattori fondamentali da tenere presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi \u00e8 importante promuovere le condizioni affinch\u00e9 gli esseri umani si fidino della tecnologia e il modello di relazione tra queste due entit\u00e0 deve diventare un ulteriore elemento per favorire la fiducia tra l\u2019uomo e i sistemi di cui fa parte (aziende, mercati, istituzioni).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, il legislatore deve considerare il modo in cui i cittadini interagiscono con la societ\u00e0 ed \u00e8 importante modificare la normativa per definire le regole per l\u2019uso della tecnologia al fine di stabilire le basi per la creazione di un nuovo patto sociale tra societ\u00e0 e istituzioni da un lato e l\u2019utente\/cittadino dall\u2019altro nell\u2019utilizzo delle nuove tecnologie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>ARIANO Chiara<\/strong>&nbsp;\u2013 Pontificia Universit\u00e0 Lateranense<br>Gruppo di studio GOVERNANCE (e management)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ci\u00f2 che concerne la mia competenza, vorrei in questa sede tracciare brevemente la relazione tra ambito sanitario ed IA, enucleando aspetti positivi e negativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La salute \u00e8 uno dei contesti dove maggiormente possono essere rintracciate le potenzialit\u00e0 dell\u2019applicazione dell\u2019intelligenza artificiale.<sup>1<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mediante l\u2019IA \u00e8, infatti, possibile \u2013&nbsp;<em>ex multis&nbsp;<\/em>\u2013 effettuare:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. diagnosi in tempi ragionevolmente pi\u00f9 rapidi&nbsp;<em>come, ad esempio, ha dimostrato<\/em>&nbsp;uno studio pubblicato su&nbsp;<em>Science Translational Medicine<\/em><sup>2<\/sup>&nbsp;<em>sulla diagnosi di malattie genetiche rare<\/em>;<br>2. ottimizzare e personalizzare l\u2019iter di cura&nbsp;con la costruzione di modelli predittivi;<br>3. curare a distanza attraverso&nbsp;strumenti come il Chatbot<sup>3<\/sup>&nbsp;che, grazie alle informazioni ricevute, pu\u00f2&nbsp;suggerire la soluzione pi\u00f9 opportuna;<br>4. fornire sistemi di supporto al processo decisionale&nbsp;per migliorare&nbsp;<em>l\u2019assistenza e l\u2019esperienza dei pazienti<\/em>;<br>5. formare il personale sanitario&nbsp;mediante simulazioni di casi o interventi chirurgici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto concerne le possibili criticit\u00e0, da una prospettiva biogiuridica, ritengo che, in questa sede, possano essere messe in luce:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. la gestione di una potenziale grande quantit\u00e0 di dati deve necessariamente avere una regolamentazione&nbsp;<em>ad hoc<\/em>, in special modo per quanto concerne la privacy. L\u2019importanza e il contributo dell\u2019IA in ambito sanitario non pu\u00f2, infatti, comportare la violazione di un diritto fondamentale come quello alla riservatezza;<br>2. il ripensare alcune categorie giuridiche in termini di responsabilit\u00e0 professionale.&nbsp;La questione \u00e8 rappresentata dal fatto che questo nuovo approccio tecnologico conduce inevitabilmente a realt\u00e0 che non sempre trovano spazio nel codice civile;<br>3. la definizione, anche dal punto di vista etico, circa il&nbsp;<em>quantum&nbsp;<\/em>del contributo dell\u2019Intelligenza Artificiale all\u2019essere umano, in particolar modo per quanto concerne l\u2019opportunit\u00e0 di salvaguardare l\u2019autonomia della persona nei confronti della macchina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">___________<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>1<\/sup>&nbsp;&nbsp; Il Medical Sieve e la startup Enlitic sono tra gli esempi pi\u00f9 recenti.<br><sup>2<\/sup>&nbsp;&nbsp; Cfr. Link.<br><sup>3<\/sup>&nbsp; \u00c8 un software progettato per simulare conversazioni con un essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>FABBRETTI Anita<\/strong>&nbsp;\u2013 FERPI&nbsp;<br>Gruppo di studio GOVERNANCE (e management)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nel nostro campo di applicazione le principali caratteristiche positive di un approccio basato sull\u2019impiego dell\u2019Intelligenza Artificiale risultano essere:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. la capacit\u00e0 di analizzare notevolissime quantit\u00e0 di dati, anche eterogenei, in tempi estremamente ridotti, senza perdere di generalit\u00e0;<br>2. la flessibilit\u00e0 delle tecniche di correlazione tra i dati che consentono di disegnare approcci adattivi alla problematica da analizzare e di trovare in itinere dei correttivi per superare eventuali criticit\u00e0 riscontrate nel reale utilizzo dei sistemi realizzati;<br>3. la possibilit\u00e0 di integrare nuove sfaccettature a modelli esistenti, metodologia che riproduce l\u2019approccio umano ai problemi, in modo da poter organizzare, sulla base delle nuove potenziali considerazioni, nuove tecniche di soluzione ad uno stesso problema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti gli elementi sopra descritti delineano la positivit\u00e0 e l\u2019interesse nell\u2019Intelligenza Artificiale legata alla possibilit\u00e0 di analizzare un dominio di conoscenza ben caratterizzato e strettamente definito, in modo estremamente preciso e flessibile, con tempi di risposta eccezionali. Un tale approccio si sposa perfettamente con la costruzione di sistemi di sicurezza che hanno lo scopo di monitorare ampi perimetri in modo diversificato ed in tempo reale e che prevedono, in ogni caso, la supervisione di persone umane. Quindi, in questo caso, l\u2019intelligenza artificiale \u00e8 al servizio del supervisore e non lo sostituisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nel contempo le principali caratteristiche problematiche risultano essere:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. la necessit\u00e0 di un approccio che sia estremamente prudenziale nell\u2019analisi dei dati, in quanto occorre delineare aree ben definite e protette per evitare sovrapposizioni che possano limitare fortemente la qualit\u00e0 dei risultati;<br>2. la difficolt\u00e0 di interazione, all\u2019interno di un sistema realizzato per specifici compiti di protezione, con i sistemi di Intelligenza Artificiale operanti in modalit\u00e0 cloud oriented (inseriti quindi in sistemi disponibili da remoto sotto forma di rete distribuita) sia in termini di predisposizione delle richieste che nell\u2019integrazione dei risultati;<br>3. la complessit\u00e0 nel determinare i livelli di riferimento necessari oltre i quali richiedere l\u2019intervento dei supervisori umani, cosa che determina la reale utilizzabilit\u00e0 ed efficacia dei sistemi proposti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>FARINA Francesco<\/strong>&nbsp;\u2013 Uniroma 2 \u2013 Centro studi intelligenza economica e security manager&nbsp;<br>Gruppo di studio GOVERNANCE (e management)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lascio pi\u00f9 che altro qualche considerazione perch\u00e9 non esiste ad oggi letteratura dedicata che affronti nello specifico dell\u2019IA i seguenti aspetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019IA nelle sue forme evolutive sar\u00e0 sempre pi\u00f9 presente nella nostra quotidianit\u00e0 privata come professionale ed \u00e8 un fenomeno che va analizzato e valutato sia in riferimento alle opportunit\u00e0 e vantaggi potenzialmente generabili, ma anche in termini di minacce e possibili conseguenze malevole impliciti nella sua applicazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la prospettiva ultima dell\u2019IA \u00e8 quella di far si che una macchina sia in grado di comprendere, interpretare, replicare e confrontarsi con il comportamento umano, sembrerebbe per\u00f2 che il percorso sia ancora lungo, non fosse altro perch\u00e9 una macchina che \u00e8 per sua natura razionale, si deve confrontare con l\u2019uomo, per sua natura irrazionale e talvolta geniale; a sua volta e nella sua irrazionalit\u00e0 l\u2019uomo potrebbe (o dovrebbe) non rinunciare mai alla sua genialit\u00e0 per fidarsi completamente di una macchina, ovvero per affidarle particolari processi decisionali o relazionali senza poterli controllare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto l\u2019IA possa essere in grado di apprendere e replicare comportamenti \u00e8 proprio la genialit\u00e0 o la \u201csregolatezza\u201d umana che sar\u00e0 difficile da replicare, nel bene e nel male.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se non esiste ancora, per quanto ci \u00e8 dato sapere, un sistema in grado di replicare perfettamente la mente umana nei suoi ragionamenti e nelle sue elucubrazioni, certamente si stanno per\u00f2 sviluppando e configurando forme di intelligenza artificiale come \u201cstrumento di supporto\u201d, per ampliare la mole di dati analizzabili, moltiplicare la capacit\u00e0 di calcolo o analisi riducendone i tempi, per replicare o simulare comportamenti o ragionamenti umani \u201cstandardizzabili\u201d o ripetibili, identificabili e ascrivibili in modelli o per l\u2019appunto in algoritmi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parliamo di \u201cMachine learning\u201d piuttosto che di \u201cDeep learning\u201d, frutto di studi ultraventennali dalle prime reti neurali artificiali agli algoritmi di autoapprendimento automatico, fino all\u2019 apprendimento neurale profondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una esplosione dimensionale di dati raccolti e analizzati \u00e8 la base dell\u2019IA, in aumento esponenziale se si concretizzer\u00e0 la progressiva esplosione dell\u2019IOT, dati di cui si nutre e con cui si relaziona, che alimentano ed autoalimentano il suo bagaglio di esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi se vogliamo ragionare sulla governance di questo fenomeno dobbiamo certamente partire dai dati, informazioni, segnali e connessioni, che da un lato lo alimentano, ma che ne rappresentano in termini di security anche la sua esposizione primaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diventa quindi determinante curare il ciclo di vita del dato per garantire quella qualit\u00e0 e sicurezza che sono essenziali per l\u2019IA, da quando e come lo raccolgo, come lo analizzo, come lo trasformo e valorizzo, fino a come lo conservo e tutelo, o a come lo cancello o distruggo a fine vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019informazione \u00e8 materia prima preziosa e lo sanno bene quei governi e\/o aziende che stanno investendo ingenti capitali confidando nel valore potenziale generabile con il supporto dell\u2019IA; non a caso Vladimir Putin avrebbe affermato qualche anno fa che diventer\u00e0 padrone del mondo chi avr\u00e0 sviluppato le migliori soluzioni di Intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma in linea con Putin anche altri Paesi, in primis Cina e Stati Uniti, pur con strategie differenti stanno studiando il fenomeno: la Cina approccia alla IA ed in generale a tutta l\u2019industria strategica come \u201cragion di stato\u201d, con un sistema monocefalo che concentra gli investimenti, distribuendo i risultati delle ricerche secondo la sua logica al suo sistema di aziende \u201cgovernative\u201d; negli Stati Uniti ma in generale anche l\u2019Europa si vede pi\u00f9 una sorta di \u201cinnovation by competition\u201d, incentrata su Partnership pubblico privato e acquisendo e valorizzando soluzioni frutto della competizione tra aziende, esperienze di start up etc. .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma qual \u00e8 il valore economico potenziale dell\u2019IA? Tanti gli studi e ottimistici i numeri sui benefici che otterranno le aziende che utilizzeranno forme di IA, cosi come drammatiche le prospettive per chi non lo far\u00e0; sembra per\u00f2 ancora presto per poter fare una prospettiva attendibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si ha l\u2019impressione invece, che troppo poco vengano contemplate le esternalit\u00e0 negative che l\u2019IA come ogni altra innovazione pu\u00f2 portare, soprattutto in termini occupazionali, sociali, di business continuity, di privacy e di sicurezza, per aziende o stabilimenti ad alta correlazione sistemica come per piccole imprese o semplici cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ogni strumento infatti, anche l\u2019IA si presta ad un \u201cmultiple use\u201d a seconda degli obbiettivi e dell\u2019etica di chi la utilizza, dal favorire crescita e competitivit\u00e0 al danneggiare un eventuale competitor. Pensiamo a sistemi utilizzati per captare il \u201csentiment\u201d di cittadini o consumatori da recensioni, commenti su articoli o blog,&nbsp; utilissimi ai fini di calibrare una strategia di vendita o di customizzazione di un prodotto o servizio, per\u00f2 potenzialmente viziati da \u201ctrolls\u201d, che istruiti e con capacit\u00e0 di autoapprendimento, possono manipolare quel sentiment a seconda dei casi per rafforzare o distruggere la reputazione di un\u2019azienda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma sabotaggi e manipolazioni potranno essere perpetrati a discapito di soluzioni di IA applicate alla robotica in ambito industriale, sanitario o militare, con conseguenze di diversa gravit\u00e0 o impatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innovare vuol dire anche aspettarsi l\u2019uso improprio o distorto dell\u2019innovazione, il che non significa chiudere all\u2019innovazione, ma valutarne opportunamente anche i rischi e le possibili conseguenze negative, misurando a priori la propria capacit\u00e0 di implementare misure efficaci in grado di ridurre le vulnerabilit\u00e0 e contrastare le possibili minacce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi anche nel caso dell\u2019intelligenza artificiale \u00e8 necessario ed opportuno progettare e dimostrare \u201cby design\u201d, che si \u00e8 in grado di implementare una innovazione perch\u00e9 si \u00e8 in grado di gestirne le conseguenze negative potenziali oltre che i benefici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>GRANELLI Andrea<\/strong>&nbsp;\u2013 Kanso &nbsp;<br>Gruppo di studio GOVERNANCE (e management)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La trasparenza degli algoritmi: man mano che gli algoritmi decideranno su temi critici e soprattutto politici (cio\u00e8 relativi alla collettivit\u00e0 in quanto parte di sistemi della Pubblica Amministrazione, esempio assegnazione case popolari, priorit\u00e0 negli interventi sanitari,&nbsp;ecc\u2026) sar\u00e0 indispensabile rendere pubblico anche il criterio adottato nella scelta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La regolazione e vigilanza&nbsp;dell\u2019ecosistema dei dati: i dati&nbsp;\u2013&nbsp;soprattutto negli algoritmi neurali&nbsp;\u2013&nbsp;sono la benzina del motore algoritmico e ne determinano la qualit\u00e0 ed efficacia della performance. Tre questioni importanti si pongono: applicare logiche \u201cantitrust\u201d anche ai possessori dei dati. La loro eccessiva concentrazione pu\u00f2 avere effetti devastanti non solo per la competizione ma per la stessa democrazia; aumentare la sofisticazione nel controllo delle fonti da cui si prendono i dati (ad es. per addestrare al riconoscimento facciale) per verificarne la liceit\u00e0; costruire sistemi di verifica della qualit\u00e0 del dato e di prevenzione della loro possibile contaminazione (soprattutto quando i dati vengono usati da algoritmi che prendono decisioni pubbliche). Uno dei possibili ambiti degenerativi sul futuro uso dei dati (si pensi ad esempio a nuove forme di ribellione o&nbsp;terrorismo) sar\u00e0 introdurre dati \u201csbagliati\u201d per ingannare o deviare gli algoritmi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La capacit\u00e0 di continuare a pensare out of the box: quanto pi\u00f9 il contesto muta e diventa innovativo&nbsp;\u2013&nbsp;nel senso che presenta situazioni mai viste prima e su cui la conoscenza accumulata con l\u2019esperienza non funziona&nbsp;\u2013&nbsp;tanto pi\u00f9 sar\u00e0 importante\/necessario poter pensare in modo innovativo, intuitivo, out-of-the box. Questa attivit\u00e0 \u00e8 propriamente umana, ma se&nbsp;\u2013&nbsp;nel contempo&nbsp;\u2013&nbsp;le macchine avranno assorbito molte delle decisioni tipicamente umane, vi saranno sempre meno persone \u201cesposte\u201d ai processi decisionali e quindi allenate a decidere\u2026&nbsp;e quindi ad avere energia e capacit\u00e0 per affrontare \u201ci cigni neri\u201d e le nuove situazioni impreviste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LOVERGINE Saverio<\/strong>&nbsp;\u2013 INAPP \/ Universit\u00e0 di Tor Vergata \u2013 Gruppo di lavoro ESCO in Commissione Europea&nbsp;<br>Gruppo di studio GOVERNANCE (e management)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">NUOVO MODELLO DI GOVERNANCE E REGOLAZIONE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aspetti positivi: una governance efficace \u00e8 caratterizzata da una variet\u00e0 di strumenti e soluzioni che influenzano lo sviluppo e le applicazioni dell\u2019IA, al fine di: promuovere norme, etica e quadri dei valori; ricercare gli effetti, le implicazioni e le possibili soluzioni per l\u2019uso dell\u2019IA; attuare misure legislative e istituire organismi di regolamentazione formali per governare le tecnologie e i campi relativi all\u2019IA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aspetti problematici: L\u2019IA e la trasformazione digitale devono essere inclusive e generare benefici per tutti i cittadini, comprese le categorie vulnerabili. Quindi, tutti gli specifici meccanismi e standard di governance dell\u2019IA devono essere affrontati (es: etica e quadri di valori, norme e misure legislative, strumenti di regolazione e trasparenza dei sistemi autonomi e della distorsione algoritmica, etc.) non solo a livello locale e nazionale, ma anche a livello internazionale (globale), e devono coinvolgere tutti gli attori interessati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LAVORO, LAVORI e COMPETENZE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aspetti positivi: Il timore che le nuove tecnologie possano distruggere il lavoro \u00e8 vecchio quanto quello verso il capitalismo; per ogni posto di lavoro cancellato, l\u2019innovazione e le nuove tecnologie ne hanno sempre creati di nuovi, spesso pi\u00f9 dignitosi e con un salario migliore. L\u2019IA cambier\u00e0 profondamente il modo di lavorare: nuovi lavori e nuove competenze saranno richieste. Il progresso tecnologico rimane un processo lento a causa di ostacoli di natura economica, sociale e regolamentare; e molte professioni essendo composte da mansioni automatizzabili e non automatizzabili non permetterebbero la sostituzione totale di quel lavoratore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aspetti problematici: negli ultimi tempi, numerose analisi di rilievo accademico, divulgativo e giornalistico presagivano una serie di conseguenze negative per l\u2019occupazione dovuta all\u2019uso diffuso di IA, robotica e nuove tecnologie digitali. L\u2019impatto di tali tecnologie sul mercato del lavoro \u00e8 significativo in termini di mansioni (tasks) da svolgere e competenze (skills) richieste. Pertanto, ad una distinzione tra manodopera qualificata e non qualificata, si aggiunge una distinzione tra lavori manuali e processi cognitivi, di routine e non routine. I progressi di IA, robot e nuove tecnologie sono talmente rapidi e inarrestabili che le singole persone, le organizzazioni, i lavoratori e le loro competenze, e la politica stessa faticano a stare al passo di tali evoluzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ALTRE PROBLEMATICHE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;L\u2019organizzazione aziendale subir\u00e0 notevoli cambiamenti che toccheranno le dimensioni spazio-temporali e dell\u2019assoggettamento di tipo etero direzionale:<br>\u2022 ripensamento (se non stravolgimento) dell\u2019intero sistema educativo e formativo, nonch\u00e9 di una ri-alfabetizzazione degli adulti. Ancora pi\u00f9 importante sar\u00e0 il rapporto tra sistema educativo e mondo aziendale, nonch\u00e9 il ruolo degli uffici di placement negli istituti scolastici e nelle universit\u00e0, e di tutti gli altri strumenti di dialogo con i territori e le loro economie.<br>\u2022 Ridistribuzione del reddito, indipendentemente dalla forma proposta e attuata. In caso contrario, i costi della transizione tra vecchi e nuovi posti di lavoro saranno pagati dai lavoratori pi\u00f9 fragili, e si creeranno nuove diseguaglianze e discriminazioni.<br>\u2022 Il mercato del lavoro, se non il concetto di lavoro, non sar\u00e0 pi\u00f9 quello che intendiamo oggi. In futuro ci sar\u00e0 un cambio di paradigma che modificher\u00e0, o cambier\u00e0 totalmente, le forme di protezioni del lavoro \u201ctradizionali\u201d.<br>\u2022 Etica nella tecnologia. Il rischio \u00e8 che con lo sviluppo di IA l\u2019accesso e l\u2019elaborazione diventino selettivamente riservate alle grandi holding economiche, ai sistemi di pubblica sicurezza, agli attori della governance politica. In altri termini, \u00e8 in gioco l\u2019equit\u00e0 nella ricerca di informazioni o nel mantenere i contatti con gli altri, se la sofisticazione dei servizi sar\u00e0 automaticamente sottratta a chi non appartiene a gruppi privilegiati o non dispone di particolari competenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>NATALE Domenico<\/strong>&nbsp;\u2013 ISO\/IEC JTC1 SC7\/WG6 \u201cSoftware Engineering\u201d \u2013 Commissione UNI-UNINFO \u201cIntelligenza Artificiale\u201d&nbsp;<br>Gruppo di studio GOVERNANCE (e management)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aspetti positivi:<\/em><br><em>1.&nbsp;<\/em>ausilio dell\u2019Intelligenza Artificiale alla veloce elaborazione di enormi quantit\u00e0 di dati, informazioni e regole, per facilitare decisioni che non sarebbe possibile altrimenti prendere da uno o pi\u00f9 esperti;<br>2. capacit\u00e0 di memorizzare e diffondere esperienze e concause di eventi che potrebbero andare disperse;<br>3. fornire previsioni future per eventi dispersi nel mondo (ad esempio nel caso epidemie);<br>4. possibilit\u00e0 di orientare le decisioni sulla base di probabilit\u00e0 aggiornabili costantemente con tempestivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aspetti negativi:<\/em><br><em>1.&nbsp;<\/em>mancanza di regolamentazione normativa;<br>2. segretezza o poca trasparenza degli algoritmi;<br>3. mancanza di un modello di qualit\u00e0 condiviso internazionalmente;<br>4. mancanza di strutture IoT (sensori) integrate con sistemi IA;<br>5. mancanza di feedback all\u2019uomo e rischio di \u201cnon\u201d coinvolgimento umano nelle decisioni supportate dall\u2019IA e nella raccolta sistematica delle esperienze; governo del coinvolgimento umano in caso di informative non affidabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>RE Marco<\/strong>&nbsp;\u2013 Uniroma 2 Tor Vergata&nbsp;<br>Gruppo di studio GOVERNANCE (e management)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aspetti positivi:<\/em><br>1. efficientamento della produzione;<br>2. miglioramento dei servizi di assistenza e controllo con un generale miglioramento di alcuni parametri delle societ\u00e0;<br>3. generale innalzamento potenziale del livello culturale medio della popolazione legato al trasferimento di risorse lavorative dal basso livello (produzione) a quello della gestione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aspetti negativi:<\/em><br>1. prospettive di carattere etico e di responsabilit\u00e0 morale nella gestione di molti processi che si baseranno su tecnologie ai (problematiche della correttezza in scelte critiche come nel caso di guida autonoma etc.);<br>2. il problema della polarizzazione delle basi di dati usate nell\u2019apprendimento (supervisionato) di alcuni approcci alla IA;<br>3. problema della massiccia azione formativa di riqualificazione delle classi lavorative di pi\u00f9 basso livello con conseguente tendenziale polarizzazione della cultura media in senso scientifico tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella mia professione di docente universitario sono coinvolto nella ricerca in algoritmi della IA e nella loro implementazione in silicio. il mio interesse attuale \u00e8 per\u00f2 anche molto orientato alle prospettive globali reali di queste tecnologie. Le loro reali prospettive sono intimamente legate alla industria dei semiconduttori mondiale che rischia processi di destabilizzazione legati all\u2019eccessivo accentramento delle produzioni in poche costosissime fonderie di silicio e che gi\u00e0 da ora \u00e8 oggetto di atteggiamenti di sovranismo tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>BLASI Simonetta<\/strong>&nbsp;\u2013 FERPI \/ Universit\u00e0 Pontificia Salesiana \u2013 Facolt\u00e0 di Scienze&nbsp;della Comunicazione Sociale<br>Responsabile Gruppo di studio EDUCAZIONE&nbsp;(nella sua ampia accezione)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>3 preoccupazioni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanta libert\u00e0 pu\u00f2 avere l\u2019essere umano nell\u2019ambiente digitale? In particolare quale tipo di comportamenti comunicativi\/educativi sono largamente diffusi e promossi? Quale ruolo hanno oggi i mediatori culturali (docenti\/sociologi\/psicologi) nell\u2019orientare i giovani in questi mondi rispetto ai possibili comportamenti comunicativi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>3 opportunit\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se e quando IA ci aiuter\u00e0 a trovare soluzioni concrete e sostenibili (nel rispetto dell\u2019umanit\u00e0) per ripristinare un equilibrio sul pianeta di carattere ambientale, politico\/economico e sanitario<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>ELETTI Valerio<\/strong>&nbsp;\u2013 Complexity Education Project (Universit\u00e0 di Perugia)<br>Gruppo di studio EDUCAZIONE&nbsp;(nella sua ampia accezione)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aspetti positivi:<\/em><br>L\u2019umanit\u00e0 a breve avr\u00e0 a disposizione strumenti cognitivi e di supporto alle decisioni mai visti prima, per capacit\u00e0 di memoria e velocit\u00e0 di elaborazione; il focus della questione sta nel fatto che le reti neurali artificiali sono costruite in sostanza mettendo insieme le esperienze degli umani, con la possibilit\u00e0 di tenere conto di tutti gli input contemporaneamente, con il loro specifico peso statistico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aspetti problematici:<\/em><br>1. Primo problema \u00e8 chi e con quali intenzioni costruisce gli algoritmi e seleziona i database con cui istruire gli strumenti di intelligenza artificiale.<br>2. Secondo (ma non per importanza) \u00e8 il pericolo che piccoli gruppi di potere possano controllare la diffusione della conoscenza a livello globale (cosa sempre avvenuta, ma con volumi e velocit\u00e0 infinitamente inferiori).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aspetti neutri:<\/em><br>Sembra un paradosso, ma pure dobbiamo renderci conto che le soluzioni basate su IA sono le uniche percorribili per gestire i problemi (gli scenari, le opportunit\u00e0, le minacce) portate dallo sviluppo e dalla diffusione capillare delle varie IA che si stanno mettendo a punto e diffondendo a livello locale e globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Altri punti chiave per il settore \u201ceducazione\u201d<\/em><br>\u2013 educazione alla struttura ibrida che include IA e Web 3.0, partendo dai concetti chiave:<br>a) definizione di intelligenza;<br>b) panoramica su teorie delle reti e dei sistemi complessi;<br>c) chiarimento di alcuni concetti \u201ctecnici\u201d chiave:&nbsp;<br>\u2013&nbsp; che significa digitale;<br>\u2013&nbsp; che significa big data;<br>\u2013&nbsp; che significa rete neurale artificiale;<br>d) riflessione sulla (metafora della) memetica:<br>\u2013 sulla mente sociale (Minsky),<br>\u2013 sull\u2019intelligenza connettiva (De Kerckhove)&nbsp;<br>\u2013 e sull\u2019intelligenza collettiva (Pierre L\u00e9vy);<br>\u2013 riflessione sui confini fra intelligenza e coscienza (vedi anche il lavoro fatto da Capra e Luisi nel loro \u201cVita e natura\u201d, Aboca editore 2014);<br>\u2013 riflessione sulle relazioni (differenze, assonanze, interferenze) tra intelligenze vegetali, animali, umana e artificiali;<br>\u2013 riflessione sulla possibilit\u00e0 che emerga una coscienza globale, di ordine superiore alla nostra (vedi ipotesi di lavoro di Edgar Morin a questo proposito);<br>\u2013 nei percorsi formativi cancellare gli approcci sensazionalisti (robot antropomorfi, minacce di intelligenze artificiali, \u2026) ribadendo concetti di base, come per esempio il fatto che la natura delle intelligenze artificiali appartiene anche a cose come la cellula fotoelettrica che ci apre la porta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>PASQUALETTI Fabio<\/strong>&nbsp;\u2013 Universit\u00e0 Pontificia Salesiana &nbsp;<br>Responsabile Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tre aspetti positivi<\/em><br>1. IA fa parte dell\u2019evoluzione della nostra umanit\u00e0.<br>2. Potenzialmente pu\u00f2 davvero migliorare molti aspetti della vita dell\u2019uomo sulla terra.<br>3. \u00c8 un modo di conoscere ulteriormente chi \u00e8 l\u2019uomo ad un livello di complessit\u00e0 probabilmente mai sperimentato fino ad ora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tre aspetti negativi<\/em><br>1. \u00c8 una tecnologia potente i cui effetti non sono ancora chiari e potrebbero sfuggire di mano specie se a finanziare i progetti sono poteri forti e interessi economici predatori.<br>2. Le implementazioni militari gi\u00e0 in uso sollevano gravi problemi etici e di sicurezza.<br>3. La coniugazione di IA e bioingegneria \u00e8 uno degli orizzonti che pu\u00f2 far rabbrividire in termini di fattore creazione di nuove forme di vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>COVINO Mauro<\/strong>&nbsp;\u2013 Formez PA<br>Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La disinformazione legata all\u2019intelligenza artificiale che crea un danno per la Democrazia \u00e8 sicuramente un rischio da prevedere. Nel corso di un recente esperimento Max Weiss, un ricercatore di Harvard, ha usato un programma di generazione testi per creare mille commenti in risposta a un appello del governo federale relativo al programma sanitario Medicaid. Ciascuno di tali commenti era diverso dall\u2019altro, e sembrava frutto di persone reali che difendevano una posizione politica specifica. Hanno ingannato gli amministratori del sito Medicaid.gov, che li hanno ritenuti reali preoccupazioni di esseri umani in carne e ossa. (Negativo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Umanesimo Digitale professa il recupero della centralit\u00e0 dell\u2019uomo rispetto alle macchine e alla tecnologia, per avviare una \u201crinascita\u201d della cultura, delle relazioni e della moralit\u00e0. Esso non converte l\u2019essere umano in una macchina, n\u00e9 investe le macchine del ruolo di \u201cesseri umani\u201d. L\u2019Umanesimo Digitale riconosce la specificit\u00e0 dell\u2019essere umano e delle sue capacit\u00e0, servendosi delle tecnologie digitali per accrescerle e non per limitarle. (Positivo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sadin dice che con l\u2019Intelligenza Artificiale \u00abil libero esercizio della nostra facolt\u00e0 di giudizio e di azione viene sostituito da protocolli destinati a modificare le nostre singole azioni o i singoli impulsi del reale al fine di \u201cinfonderci\u201d la giusta traiettoria da seguire (Negativo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come il Rinascimento della met\u00e0 del XIV secolo segna la scoperta di un nuovo modo di concepire il mondo, che pone al centro l\u2019uomo con i suoi bisogni, le sue pulsioni e le sue sofferenze, il rinascimento dell\u2019epoca digitale potrebbe essere ispirato dal bisogno di definire un nuovo rapporto tra uomo e macchina, nel quale la tecnologia aumenta le capacit\u00e0 umane, e diviene strumento fondamentale per la scrittura di un nuovo contratto sociale, orientato verso lo sviluppo sostenibile (Positivo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>CURRO\u2019 Salvatore<\/strong>&nbsp;\u2013 Universit\u00e0 Pontificia Salesiana \u2013 Facolt\u00e0 di Teologia<br>Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mi sembra si stia facendo strada:<\/em><br><em>1.&nbsp;<\/em>una sensibilit\u00e0 per cui ci si sente co-appartenenti alla terra, commisti di materia, legati gli uni gli altri;<br>2. un\u2019attitudine a pensare il futuro in termini di riconciliazione e di pacifica convivenza tra terra, uomini-donne, animali, robot\u2026;<br>3. l\u2019attitudine a pensare un\u2019etica e una spiritualit\u00e0 nel segno della riconciliazione; v. la sensibilit\u00e0 verso una ecologia integrale, la riconciliazione coi sensi, il senso estetico, il sentire ogni singolo uomo come un\u2019opera d\u2019arte (un corpo che va modellandosi pi\u00f9 che un soggetto che deve dominare).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mi sembra problematico:<\/em><br><em>1.&nbsp;<\/em>affrontare la questione dell\u2019IA e del rapporto con la tecnica solo sotto l\u2019aspetto etico e di un\u2019etica costruita sul paradigma soggetto-oggetto (e che quindi rimane impigliata nella questione di chi vincer\u00e0);<br>2. che la riflessione teologica non riesca ancora a dare un apporto significativo su queste problematiche, rimanendo molto ad intra (anche se ci sono segnali di rinnovamento, ad es. la Laudato sii). Ho la chiara sensazione che la Rivelazione cristiana abbia delle risorse nuove da liberare, ancora inesplorate;<br>3. affrontare queste questioni nel prevalere dell\u2019angoscia, della paura, e mancando di speranza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>DANELUZ Diana<\/strong>&nbsp;\u2013 FERPI&nbsp;<br>Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aspetti positivi<\/em><br>1. Mi piace la metafora di \u201cfuturo come spazio ospitale\u201d (a patto di lavorarci su) usata recentemente dalla Fondazione Leonardo, perch\u00e9 racchiude in s\u00e9 un approccio positivo verso quello che \u00e8 comunque inarrestabile: il progresso tecnologico. L\u2019IA allo stato attuale mi sembra essere ancora una tecnologia seppure in rapidissima evoluzione, che, in moltissimi campi, dall\u2019assistenza alla persona alla medicina, dall\u2019educazione alla distribuzione dei medicinali, alla cura della solitudine. pu\u00f2 adempiere al compito per cui la si \u00e8 perseguita attraverso la ricerca: aiutare l\u2019Uomo.<br>2. A regime, le tecnologie di Intelligenza Artificiale potranno consentire uno scambio comunicativo pi\u00f9 facile e immediato tra organizzazioni pubbliche, sociali, Istituzioni e i cittadini nell\u2019esercizio pratico dei loro diritti, rendendo semplici cose prima complicate, riducendo i tempi delle operazioni, consentendo proficui scambi a distanza. Questo presuppone per\u00f2 una educazione capillare della cittadinanza affinch\u00e9 nessuno resti escluso da questo tipo di benefici.<br>3. L\u2019IA nel mondo del lavoro potr\u00e0 alleggerire da molte mansioni \u201cautomatiche\u201d l\u2019Uomo e permettergli cos\u00ec di dedicarsi di pi\u00f9 alla progettazione del lavoro, al \u2018pensiero\u2019 e, perch\u00e9 no?, perfino di avere pi\u00f9 tempo per s\u00e9. Vantaggi economici molto forti per i produttori di applicazioni di IA. Dal punto di vista dell\u2019occupazione il rapido cambio fino a tre generazioni di tecnologie rispetto alla durata della vita lavorativa di un uomo, potr\u00e0 avere effetti sulla occupazione, ma anche favorire la nascita di nuove professioni. Per quanto riguarda il solo mondo dell\u2019informazione professionale: algoritmi e dati possono migliorare il giornalismo e sostenere nuovi modelli di business, ma meno di 4 media su 10 hanno sviluppato ad oggi una strategia per l\u2019intelligenza artificiale (Fonte: \u201cNew powers, new responsabilities\u201d.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aspetti negativi<\/em><br>La preoccupazione sulla possibile nascita di una intelligenza artificiale coscientemente orientata a fare i \u201cpropri\u201d interessi diversi da quelli degli umani \u00e8 nata da considerazioni logiche, ma forse anche da una narrazione che precede (vedi enorme filmografia) gli sviluppi attuali, che si \u00e8 andata via via sempre pi\u00f9 diffondendo e che fa leva su paure ancestrali, forse, dell\u2019Uomo. D\u2019altra parte, ho letto per\u00f2 come ancora oggi gli umani \u201cmanchino di lungimiranza\u201d. Potrebbero essere allo stato attuale della sua evoluzione aspetti negativi dell\u2019IA:<br>1. Uno stravolgimento della percezione dell\u2019Uomo come essere naturale. \u00c8 recente i l\u2019ibrido mostrato al telegiornale composto da IA e cellule animali: VIVO. Le implicazioni possono essere infinite e anche se questo tipo di ricerca si ammanta sempre di una giustificazione come speculazione genetica estrema per migliorare l\u2019aspettativa e la qualit\u00e0 di vita dell\u2019Uomo, non vedo cos\u00ec improbabili derive che sfuggano a controlli razionali e rispondano piuttosto a meri interessi di tipo economico o di acquisizione di potere. Io non credo che tutto si possa in nome della Scienza.<br>2. Il rischio insito nella velocit\u00e0 di evoluzione delle forme di IA rispetto alla lentezza umana nell\u2019apprendere e metabolizzare le soluzioni prospettate dalla ricerca e dalla scienza. Senza una adeguata \u201criflessione\u201d il pericolo di un uso non realmente utile e distorto di tali applicazioni forse esiste.<br>3. Concentrazione di potere e capacit\u00e0 predittive nelle mani di pochi. Chi detiene la propriet\u00e0 delle tecnologie e degli algoritmi e le applicazioni IA cos\u00ec per loro natura pervasive, raggiunge e controlla molti a livello globale. Ingerenza di questi pochi nelle vite di ognuno di noi fin nella sfera pi\u00f9 personale e intima: problemi gravi di privacy e sicurezza. Segnatamente per quanto riguarda il solo campo dell\u2019informazione, all\u2019interno delle redazioni l\u2019automazione impone il fare i conti con le possibili discriminazioni operate dagli algoritmi che possono favorire la diffusione delle fake news e non solo. Essendo ad oggi le tecnologie dell\u2019intelligenza artificiale avanzate sviluppate soprattutto da aziende tecnologiche come Google, Facebook e Amazon, va \u2018regolato\u2019 anche il rapporto con le grandi piattaforme tecnologiche che possono entrare in conflitto con i mezzi di informazione. L\u2019informazione, e il consumo di informazione, \u00e8 cambiato e sta cambiando e con esso devono cambiare le organizzazioni che lo producono: alfabetizzazione tecnologica, comprensione di che cos\u2019\u00e8 l\u2019IA, strategie, soprattutto, nell\u2019ottica di un ripensamento del giornalismo \u2013 e della comunicazione \u2013 come relazione per\/con la comunit\u00e0, per fornirle strumenti per vivere meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MATTEI Federico<\/strong>&nbsp;\u2013 IBM&nbsp;<br>Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Punti di forza<\/em><br>1. Le tecnologie cognitive combinano apprendimento automatico, elaborazione parallela e analisi sofisticate per rispondere alle domande, fornire consigli e ricavare intuizioni predittive. Questi sistemi non solo possono sondare grandi quantit\u00e0 di dati, dal testo al suono, fino alle immagini, ma lo fanno a una velocit\u00e0 incredibile, scoprendo e presentando i dati e le informazioni necessari in pochi secondi. Tale capacit\u00e0 ha il potenziale di trasformare la produttivit\u00e0 sul posto di lavoro in ufficio, presso il call center e nel personale che opera sul campo. Una ricerca IBM mostra che, utilizzando le capacit\u00e0 cognitive, la met\u00e0 degli early adopter migliora la produttivit\u00e0 e l\u2019efficienza, e migliora il processo decisionale e la pianificazione. Oltre la met\u00e0 vede anche riduzioni dei costi a seguito dell\u2019adozione di tecnologie cognitive.<br>2. La combinazione di potenti strumenti di analisi, apprendimento automatico ed elaborazione del linguaggio naturale \u00e8 di grande vantaggio sia per i ricercatori che per i medici. Le piattaforme di elaborazione cognitiva possono ridurre da settimane a minuti il tempo necessario per comparare analisi cliniche, comprendere il profilo genetico di un individuo e raccogliere informazioni pertinenti dalla letteratura medica. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente critico oggi che i professionisti medici hanno sempre meno tempo da passare al letto del paziente. I sofisticati dispositivi cognitivi consentono inoltre alle persone di assumere un migliore controllo della propria salute e ai professionisti di adattare i trattamenti a specifici regimi di vita.<br>3. Le piattaforme cognitive possono ingerire vasti volumi di dati per estrarre informazioni rilevanti da analisi e modelli molto pi\u00f9 velocemente di quanto gli umani possano fare. La capacit\u00e0 di aggregare informazioni basate sull\u2019evidenza da milioni di rapporti, documenti, previsioni, valutazioni e dati storici \u00e8 un punto di svolta per tutte le istituzioni che devono stimare i rischi delle proprie attivit\u00e0 in tempi rapidi. Le istituzioni leader utilizzeranno le capacit\u00e0 cognitive non solo per mitigare il rischio, ma anche per creare nuove fonti di valore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Punti di attenzione<\/em><br>1. I sistemi di intelligenza artificiale vengono sempre pi\u00f9 utilizzati per supportare il processo decisionale umano. Mentre questa tecnologia ha la promessa di fornire preziosi vantaggi in una moltitudine di applicazioni, l\u2019ampia adozione dei sistemi di intelligenza artificiale si baser\u00e0 fortemente sulla capacit\u00e0 di fidarsi del loro output. La fiducia umana nella tecnologia si basa sulla nostra comprensione di come funziona e sulla nostra valutazione della sua sicurezza e affidabilit\u00e0. Per fidarci di una decisione presa da un algoritmo, dobbiamo sapere che \u00e8 affidabile ed equo, che pu\u00f2 essere giustificato e che non causer\u00e0 alcun danno. Abbiamo bisogno di garanzie che non possa essere manomesso e che il sistema stesso sia sicuro. Dobbiamo comprendere la logica alla base della valutazione algoritmica, la raccomandazione o il risultato ed essere in grado di interagire con esso, sondarlo e persino porre domande. Abbiamo bisogno di certezza che anche i valori e le norme delle nostre societ\u00e0 si riflettano in questi risultati. Andando avanti, \u201cbuild for performance\u201d non sar\u00e0 sufficiente come paradigma di progettazione dell\u2019IA. Dobbiamo imparare a costruire, valutare e monitorare la fiducia. Bisogna sviluppare diversi approcci su come raggiungere equit\u00e0, solidit\u00e0, spiegabilit\u00e0, responsabilit\u00e0 e come integrarli durante l\u2019intero ciclo di vita di un\u2019applicazione di intelligenza artificiale.<br>2. L\u2019intelligenza artificiale trasformer\u00e0 il 100% dei posti di lavoro e rivoluzioner\u00e0 le competenze necessarie per avere successo nelle professioni del 21\u00b0 secolo. Le aziende e i governi devono riconoscere che la loro forza lavoro \u00e8 una risorsa rinnovabile strategica. Istruzione, riqualificazione e aggiornamento delle competenze sono essenziali per aiutare studenti e professionisti a costruire le giuste competenze per l\u2019era digitale. L\u2019inclusione deve sostenere lo sviluppo della forza lavoro.<br>Anzich\u00e9 definire l\u2019IA come sistemi con l\u2019obiettivo di replicare e superare l\u2019intelligenza umana, gli esperti del settore e le principali societ\u00e0 di ricerca come IBM comprendono che l\u2019IA \u00e8 meglio rappresentata dai termini \u201cintelligenza aumentata\u201d, poich\u00e9 questi sistemi miglioreranno e aumenteranno le capacit\u00e0 umane affiancando e non sostituendo i lavoratori. Questi sistemi si faranno carico della attivit\u00e0 routinarie e lasceranno agli esseri umani le attivit\u00e0 pi\u00f9 creative tipiche dell\u2019intelligenza naturale.<br>3. Le aziende di tutti i settori dovrebbero agire per attuare una gestione responsabile ed etica dei dati. Il dibattito sull\u2019etica dei dati dovrebbe evidenziare i valori e le norme che devono essere sostenute dalle societ\u00e0. Il modo in cui i dati vengono gestiti \u00e8 una parte fondamentale della relazione di reciproca fiducia tra un\u2019azienda e i clienti e, affinch\u00e9 l\u2019economia digitale abbia successo, i cittadini, le organizzazioni e i governi di tutto il mondo devono avere fiducia nel modo in cui i loro dati vengono utilizzati. A tal fine, i codici e le linee guida professionali, unitamente agli sforzi di co-regolamentazione, svolgeranno un ruolo cruciale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MEZZA Michele<\/strong>&nbsp;\u2013 Federico II &nbsp;<br>Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aspetti positivi<\/em><br>1. Partecipazione di quote sempre pi\u00f9 estese di umanit\u00e0 ai benefici del progresso tecnologico, con un aumento ulteriore delle interconnessioni sociali e tecniche, tali da rendere ormai la metafora di Mc Luhan del villaggio di vetro una fotografia realistica del modello di vita planetario.<br>2. Un aumento sensibile della vita sia in quantit\u00e0 che in qualit\u00e0, con un incremento della capacit\u00e0 di cura e di prevenzione che sta riducendo l\u2019incidenza delle malattie e delle tare genetiche in maniera sensibile, anche grazie al prolungamento delle possibilit\u00e0 di intervento sanitario, che grazie a forme di telemedicina a distanza rimuovono gli ostacoli spaziali.<br>3. Accesso alle forme di partecipazione alle deliberazioni comuni di un numero sempre maggiore di persone, che stanno, anche se con caotiche conseguenze immediate, comunque imponendo una rivisitazione delle stesse formule della democrazia rappresentativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aspetti negativi<\/em><br>1. Una concentrazione maggiore di potere decisionale e predittivo da parte di un ristrettissimo ambito elitario che sia nel novero del mercato proprietario (Silicon Valley) che di quello statale (Algoritmo nazione) si trovano a poter incontrollatamente a disporre di soluzioni globali di inusitata potenza ed effetto.<br>2. Violazione di limiti eugenetici e della stessa natura della persona umana esposta ormai a processi di ibridazione genetica che rende plausibile la manipolazione della stessa struttura antropologica.<br>3. Interferenza diretta su ognuno dei miliardi di individui che entrano nell\u2019agor\u00e0 digitale da parte di centri di calcolo in gradi di profilare, scannerizzare e pianificare i comportamenti umani a partire dalla pi\u00f9 intima sfera emotiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>OLIVA Stefano<\/strong>&nbsp;\u2013 Pontificio Ateneo S.&nbsp; Anselmo \u2013 Facolt\u00e0 di Filosofia&nbsp;<br>Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A favore dell\u2019intelligenza artificiale gioca il fatto che essa incarna nella contemporaneit\u00e0 uno dei mitologemi fondativi della nostra civilt\u00e0. E, aggiungiamo, non uno qualsiasi, bens\u00ec quello in cui viene tematizzato il reciproco rapporto tra natura e cultura. Naturalmente culturale, l\u2019essere umano trova nell\u2019intelligenza artificiale (tecnologia che tende verso la riproduzione di funzioni superiori della biologia umana) un banco di prova per la tenuta stessa del binomio natura-cultura che \u00e8 alla base del processo antropogenetico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In secondo luogo, l\u2019intelligenza artificiale \u00e8 oggi la punta pi\u00f9 avanzata di un pi\u00f9 generale processo di innovazione tecnologica che sarebbe controproducente voler arrestare. Molto pi\u00f9 lungimirante \u00e8 studiarne la fenomenologia e tentare, per quanto possibile, di indirizzarne gli sviluppi. In quest\u2019ottica, prendendo spunto da quanto affermato nel&nbsp;<em>Manifesto accelerazionista<\/em>&nbsp;(2018), immaginare il futuro significa abbandonare l\u2019illusione nostalgica di un ritorno al passato pre-tecnologico e farsi carico, con coraggio e competenza, dei processi di innovazione, non ostacolandoli, ma piuttosto collaborando ad accelerarne la velocit\u00e0 in una direzione inedita ed emancipatoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo, dovendo immaginare il futuro e non solamente subirlo, l\u2019intelligenza artificiale si presta meglio di altre innovazioni a uno studio delle potenzialit\u00e0 immaginative, ben rappresentate nelle recenti evoluzioni in campo letterario, cinematografico e pi\u00f9 in generale nella&nbsp;<em>fiction<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altra parte, un simile approfondimento porter\u00e0 in luce anche le criticit\u00e0 e i quesiti connessi all\u2019intelligenza artificiale. La stessa proliferazione di narrazioni sul tema dell\u2019innovazione tecnologica e del&nbsp;<em>machine learning<\/em>&nbsp;(dal film&nbsp;<em>Her<\/em>, 2013, di S. Jonz, alla serie Netflix&nbsp;<em>Black Mirror<\/em>, 2011-2019) mostra come il tema sia frequentemente connesso a un immaginario distopico e apocalittico, che vede prevalere il dominio della macchina e la disumanizzazione della persona. Simili timori provengono dall\u2019ambiguit\u00e0 del luogo comune che vorrebbe lo sviluppo tecnologico come neutrale e meramente strumentale: sappiamo invece che ogni mezzo \u00e8 portatore di un messaggio proprio e, senza un preciso orientamento culturale ed etico, i ritrovati tecnologici possono produrre scenari altamente disfunzionali e indesiderabili. Tutto ci\u00f2 infine sembra coincidere con il prevalere di una logica meramente quantitativa e tecnico-scientifica che, calpestando gli aspetti non matematizzabili dell\u2019umanit\u00e0, ne comprometterebbe la stessa sopravvivenza. Proprio a queste criticit\u00e0 potr\u00e0 rispondere una integrazione tra prospettive tecnico-scientifiche e umanistiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>STAFFOLANI Marco<\/strong>&nbsp;\u2013 Pontificia Universit\u00e0 Lateranense&nbsp;<br>Gruppo di studio SOCIET\u00c0&nbsp;(intesa come impatto psicologico-sociale-culturale)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aspetti positivi:<\/em><br>1. l\u2019IA intesa come dispositivo che interagisce vocalmente con l\u2019essere umano (tipo assistente personale google, alexa \u2026) permette di avere accesso alle informazioni e di gestire i vari dispositivi (connessi o non connessi alla rete) attraverso il linguaggio umano, rendendo molto pi\u00f9 semplice l\u2019interazione uomo macchina rispetto ai paradigmi precedenti (esempio linguaggi di programmazione, conoscenza tecnica del software o hardware). Si aprono le porte a nuovi fenomeni di massa;<br>2. l\u2019IA intesa come dispositivo che sostituisce\/integra il lavoro manuale (usurante e\/o ripetitivo) permette all\u2019essere umano di essere aiutato o completamente sgravato da lavori che vengono affidati alla macchina. L\u2019uomo deve pensare soltanto alla governance delle macchine, dunque supervisionare il processo produttivo (compito direzionale) e garantire il buono stato fisico (elettrico\/elettronico\/meccanico\/informatico) della macchina (compito manutentivo);<br>3. l\u2019IA intesa come dispositivo per le cure mediche, permette diagnosi pi\u00f9 rapide avvalendosi della conoscenza\/esperienza umana una volta che questa \u00e8 resa fruibile in forma digitale. Questo presuppone che il paziente fornisca i suoi dati medici almeno in forma anonima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aspetti problematici\/negativi:<\/em><br>1a. la concezione popolare della IA. Le persone non addentro ai lavori, senza conoscenze filosofiche e tecniche, pensano che i nuovi modi di interazione vocale siano gi\u00e0 delle istanze di personalit\u00e0 artificiale, mentre sono voci registrate e frasi preconfezionate che non fanno altro che mettere in voce delle funzioni a cui si accede normalmente con il mouse sul pc, o con il tap sul telefonino. Occorre chiarezza del processo, occorre una divulgazione dei processi tecnici in gioco, per far comprendere che cosa c\u2019\u00e8 dentro la \u201cblack box\u201d IA;<br>1b. il trattamento dei dati personali. I big data che servono per far funzionare l\u2019IA sono recuperati in maniera non chiara, attraverso piattaforme che pubblicizzano scopi non prettamente informatici o dichiarati. Occorre una maggiore trasparenza sul processo di acquisizione dei dati, sull\u2019effettivo utilizzo dei dati stessi, e dare all\u2019utente la possibilit\u00e0 di modificare\/ritirare i suoi dati in qualsiasi processo della catena mediatica in cui questi siano coinvolti;<br>2. l\u2019automazione ha tempi di processo sempre pi\u00f9 rapidi e costi di realizzazione sempre pi\u00f9 bassi. Questi cambiamenti non sono facilmente coniugabili con modelli industriali obsoleti e politiche lavorative che hanno tempi burocratici alti. Occorre evitare licenziamenti di massa, attraverso corsi di aggiornamento e piani di riqualificazione del personale (umano);<br>3. l\u2019IA \u00e8 caratterizzata da celerit\u00e0 e ripetibilit\u00e0\/affidabilit\u00e0, ma non garantisce in s\u00e9 stessa la qualit\u00e0 delle sue azioni. In campo medico ad esempio occorre fare attenzione a quali dati sono \u201cin pasto\u201d all\u2019algoritmo. Se i dati rispecchiano un comportamento\/know how sbagliato la macchina tender\u00e0 a riprodurlo quando sar\u00e0 chiamata ad intervenire essa in modo automatizzato, ad esempio facendo salire il numero di falsi positivi nelle diagnosi, oppure non accorgendosi dei dati delle persone che hanno malattie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla strada del Convegno di Settembre \u2013 INTELLIGENZA ARTIFICIALE: per una governance umana. 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