Università e intelligenza artificiale: studenti leggono meno?

L’intelligenza artificiale sta trasformando le università e il modo di apprendere. Docenti e studenti segnalano un calo della partecipazione in classe e nuove difficoltà nella lettura critica dei testi. Alcuni professori collegano il fenomeno all’uso crescente di strumenti di AI generativa per riassunti e compiti, mentre altri lo attribuiscono a fattori più strutturali: disuguaglianze educative, politiche scolastiche orientate ai test e cambiamenti culturali nelle abitudini di studio.

Università e AI: una generazione più silenziosa in aula

Nelle università statunitensi emergono segnali di cambiamento nel comportamento degli studenti. Luke Johnson, studente del secondo anno di letteratura inglese all’Università di Pittsburgh, racconta di lezioni sempre più silenziose: quando i professori pongono domande sui testi assegnati, pochi intervengono.

Il fenomeno è stato segnalato da docenti di diverse università di Pittsburgh intervistati dal progetto giornalistico Public Source. Secondo gli insegnanti, gli studenti sembrano meno inclini alla lettura approfondita e al confronto critico durante le lezioni.

Tra le cause citate figurano:

  • Disuguaglianze educative che generano livelli di preparazione molto diversi tra gli studenti;
  • Politiche educative orientate ai test, come il No Child Left Behind Act del 2001 negli Stati Uniti;
  • Uso crescente dell’intelligenza artificiale per scrivere saggi o sintetizzare materiali complessi.

Come cambiano i metodi di insegnamento

Di fronte a queste trasformazioni, molti docenti stanno sperimentando nuovi approcci didattici.

Ryan D’Souza, professore di comunicazione alla Chatham University, prova a rendere i corsi più accessibili introducendo articoli di giornale, fumetti o video-saggi per stimolare la partecipazione.

Il professore di studi religiosi Brock Bahler, dell’Università di Pittsburgh, ha invece modificato il programma di studi: meno testi classici integrali, come l’“Etica Nicomachea” di Aristotele, e più estratti o opere contemporanee come “Le origini del totalitarismo” di Hannah Arendt.

Altri docenti utilizzano strategie collaborative. La sociologa Hillary Lazar applica un modello simile alla “classe unica”, combinando materiali di diverso livello per adattarsi alla varietà di preparazione degli studenti.

Il ruolo controverso dell’intelligenza artificiale

L’uso dell’AI nelle università rimane un tema controverso. Alcuni docenti temono che affidarsi a sistemi generativi per riassumere testi o scrivere saggi possa indebolire il pensiero critico e la capacità di argomentazione.

Per comprendere il fenomeno, Lazar organizza esercizi chiamati “AI confessions”, in cui gli studenti spiegano come utilizzano gli strumenti di intelligenza artificiale nei loro studi.

Secondo il filosofo James Swindal della Duquesne University, invece di cercare risposte immediate gli studenti dovrebbero imparare a formulare domande. Scrivere interrogativi sulle letture obbligatorie, sostiene, è un modo efficace per stimolare il confronto.

Alcuni docenti temono inoltre che l’AI generativa possa uniformare il linguaggio scritto, penalizzando varianti linguistiche come l’African American Vernacular English, come suggerito da uno studio del 2024.


Approfondimento e cronologia

2001 – No Child Left Behind Act
Riforma educativa statunitense che introduce sistemi di valutazione basati sui test standardizzati.
Fonte:
https://www.ed.gov

2015 – Every Student Succeeds Act
Sostituisce il NCLB, mantenendo sistemi di accountability ma con maggiore autonomia agli stati.
Fonte:
https://www.congress.gov

2023–2026 – Diffusione dell’AI generativa nell’istruzione
Università e scuole iniziano a integrare strumenti come ChatGPT e sistemi di sintesi automatica nei processi di apprendimento.
Fonte: UNESCO – Guidance for Generative AI in Education
https://www.unesco.org

Studio 2024 sulle varianti linguistiche e AI
Ricerca accademica che evidenzia bias dei modelli linguistici rispetto ad alcune forme di inglese.
Fonte: ACL Anthology
https://aclanthology.org

Consigli di approfondimento


Abstract: opportunità e rischi

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nell’istruzione superiore apre nuove opportunità per personalizzare l’apprendimento e facilitare l’accesso alla conoscenza. Tuttavia, emergono rischi legati alla riduzione della lettura critica, alla dipendenza dagli strumenti generativi e alla possibile uniformazione del linguaggio.

A livello sociale ed etico, il futuro dell’università dipenderà dalla capacità di integrare l’AI come supporto e non come sostituto del pensiero umano. Se gestita con adeguate politiche educative, la tecnologia potrebbe ampliare l’accesso alla conoscenza; in caso contrario, potrebbe accentuare disuguaglianze e indebolire competenze fondamentali come l’analisi critica e l’argomentazione.


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