Uber Eats introduce Cart Assistant, un assistente di intelligenza artificiale pensato per semplificare la spesa alimentare. La funzione consente di creare carrelli tramite testo o immagini, ma solleva interrogativi su affidabilità, dati e autonomia delle scelte dei consumatori.
Un assistente AI per compilare il carrello
Uber ha annunciato l’integrazione di Cart Assistant all’interno di Uber Eats, segnando un ulteriore passo nell’uso dell’intelligenza artificiale nei servizi di consumo quotidiano. La nuova funzione permette agli utenti di generare una lista della spesa con semplici prompt testuali – ad esempio “latte, uova e cereali” – oppure caricando una foto della lista scritta a mano. L’assistente riempie automaticamente il carrello, basandosi anche sulla cronologia degli ordini e sulle marche preferite.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, il sistema è progettato per funzionare in modo flessibile e progressivamente più sofisticato. Nei prossimi mesi, Uber prevede di aggiungere suggerimenti di ricette, piani alimentari personalizzati e la possibilità di porre domande di follow-up, estendendo la funzione anche ai partner commerciali.
Affidabilità e limiti dichiarati
Uber riconosce esplicitamente che Cart Assistant può commettere errori, come qualsiasi chatbot basato su modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM). Per questo invita gli utenti a ricontrollare sempre il carrello prima di confermare l’ordine, mantenendo l’ultima decisione in mano alla persona.
Al momento del lancio, la funzionalità è disponibile solo presso una selezione di catene statunitensi, tra cui Albertsons, Aldi, CVS, Kroger, Safeway, Sprouts e Walgreens. L’azienda ha dichiarato che il numero di negozi compatibili aumenterà nel tempo.
L’ecosistema AI di Uber
Uber ha una partnership dichiarata con OpenAI, ma il portavoce Richard Foord non ha confermato se i modelli OpenAI siano direttamente alla base di Cart Assistant. La tecnologia, ha spiegato, utilizza “modelli LLM disponibili al pubblico” integrati con lo stack proprietario di Uber.
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia che include investimenti in robotaxi con Waymo e robot per le consegne urbane, rafforzando la centralità dell’AI nell’offerta del gruppo.
Approfondimento – Cronologia e contesto (con fonti)
- 2023–2024: Uber intensifica l’uso dell’AI per ottimizzare consegne e raccomandazioni
Fonte: Uber Technologies – Investor Relations
https://investor.uber.com - 2024: annuncio della partnership strategica tra Uber e OpenAI
Fonte: OpenAI (comunicato ufficiale)
https://openai.com/news - 2025–2026: sperimentazioni su robotaxi e automazione delle consegne
Fonte: Waymo – Blog ufficiale
https://waymo.com/blog
Consigli di approfondimento
- Analisi sull’uso degli LLM nel retail digitale – MIT Technology Review
https://www.technologyreview.com - Impatti dell’AI sui comportamenti di consumo – OECD
https://www.oecd.org
Abstract – Pro, rischi e implicazioni sociali
Pro: maggiore comodità, riduzione del tempo necessario per la spesa, personalizzazione dell’esperienza.
Rischi: errori automatizzati, rafforzamento delle abitudini di consumo, dipendenza da sistemi opachi e concentrazione dei dati nelle mani delle piattaforme.
Implicazioni future: l’evoluzione di assistenti come Cart Assistant potrebbe spostare progressivamente il potere decisionale dal consumatore agli algoritmi, rendendo centrali temi di trasparenza, controllo umano e sovranità digitale nelle scelte quotidiane.







