Il falso WhatsApp attribuito ad Asigint ha riportato al centro del dibattito il ruolo dell’Italia nell’industria globale degli spyware. Dai precedenti di Hacking Team ai casi Cy4Gate e Negg, il settore mostra il confine fragile tra sicurezza nazionale, mercato della sorveglianza e tutela dei diritti fondamentali.
Dalle app false agli spyware governativi
L’Italia è tornata sotto osservazione dopo l’allarme di WhatsApp su una falsa applicazione che avrebbe ingannato circa 200 utenti, soprattutto in Italia, inducendoli a installare spyware su iPhone. Secondo Meta, l’operazione sarebbe collegata ad Asigint, società del gruppo italiano SIO, attivo nel settore della cyber intelligence per governi e forze dell’ordine.
Il caso si inserisce in una storia più lunga. Nel 2015 Hacking Team, società milanese fondata nel 2003, subì una violazione informatica che portò alla diffusione di circa 400 GB di documenti interni. Le rivelazioni mostrarono presunti rapporti con governi accusati di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui Sudan, Arabia Saudita, Egitto e Kazakhstan.
Cy4Gate, Negg e il mercato dell’intercettazione
Anche Cy4Gate, fondata nel 2014 e partecipata da Leonardo, è stata citata in inchieste giornalistiche per tecnologie di intelligence e intercettazione digitale. Nel 2021, analisi di Motherboard e Citizen Lab collegarono una falsa app WhatsApp a una società italiana di sorveglianza e a strumenti destinati all’intercettazione attiva sui dispositivi.
Negg, società romana, è stata invece associata da Kaspersky allo spyware Android Skygofree, capace di registrare audio in base alla posizione geografica, sottrarre messaggi e monitorare dispositivi mobili.
Il nodo democratico
Il problema non riguarda solo la legalità dell’uso investigativo. La questione centrale è chi controlla l’export, chi verifica i clienti finali e quali garanzie impediscono che strumenti progettati per indagini mirate diventino mezzi di repressione contro giornalisti, oppositori, attivisti e cittadini comuni.
Fonti e breve cronologia
2015 — Hacking Team. La società milanese fu colpita da una fuga di circa 400 GB di dati; le ricostruzioni giornalistiche indicarono rapporti con governi controversi e alimentarono il dibattito sull’export di spyware.
2018 — Skygofree. Kaspersky descrisse Skygofree come spyware Android con funzioni avanzate, tra cui registrazione audio basata sulla geolocalizzazione e furto di messaggi.
2021 — Cy4Gate e falso WhatsApp. Inchieste di IrpiMedia e Motherboard/Citizen Lab collegarono società italiane al mercato della sorveglianza e a campagne basate su app contraffatte.
2026 — Asigint/SIO. Reuters ha riportato che WhatsApp ha attribuito ad Asigint, controllata da SIO, una falsa app usata per ingannare circa 200 utenti.







