Spotify amplia la funzione “Playlist guidata” basata sull’intelligenza artificiale agli abbonati Premium nel Regno Unito, Irlanda, Australia e Svezia. Lo strumento consente di generare playlist personalizzate attraverso prompt testuali in inglese, integrando cronologia di ascolto, trend culturali e spiegazioni dei brani selezionati. La funzione resta in beta e prevede limiti di utilizzo.
Dopo i test iniziali in Nuova Zelanda e il lancio negli Stati Uniti e in Canada, Spotify ha annunciato l’estensione internazionale della sua funzione AI per la creazione automatica di playlist. Gli utenti Premium possono accedere alla sezione “Crea” e selezionare “Playlist con suggerimenti”, inserendo una descrizione testuale dell’atmosfera desiderata, di un ricordo personale o persino di una serie TV di riferimento.
Il sistema interpreta temi, stati d’animo, generi, epoche musicali o strumenti, generando una playlist coerente con le preferenze individuali. L’algoritmo utilizza la cronologia di ascolto dell’utente e integra tendenze musicali e culturali contemporanee. Ogni brano viene accompagnato da una breve spiegazione che ne motiva l’inclusione.
Essendo ancora in fase beta, Spotify ha confermato la presenza di limiti di utilizzo: alcuni utenti hanno segnalato restrizioni dopo circa 20–30 prompt. L’azienda ha dichiarato che la funzione potrà subire modifiche sulla base del feedback raccolto.
Parallelamente, Spotify continua a integrare l’intelligenza artificiale nei propri flussi interni. Il co-CEO Gustav Söderström ha recentemente affermato che i migliori sviluppatori dell’azienda non scrivono codice manualmente da dicembre, grazie all’adozione di strumenti AI. La piattaforma ha inoltre ampliato funzionalità come Page Match per audiolibri, traduzioni globali dei testi e partnership con SeatGeek per l’acquisto di biglietti.
L’espansione conferma la strategia di Spotify di posizionarsi come ecosistema multimediale guidato dall’AI, con implicazioni rilevanti per personalizzazione, privacy e controllo algoritmico.







