La legge italiana n. 132 del 23 settembre 2025 introduce nuove sanzioni penali per contrastare gli abusi nell’uso dell’intelligenza artificiale. In linea con l’AI Act europeo, il legislatore ha scelto un approccio preventivo e repressivo, estendendo aggravanti a reati già esistenti e introducendo nuove fattispecie specifiche.
Le nuove aggravanti generiche e specifiche
La norma inserisce nell’art. 61 c.p. l’aggravante di aver commesso un reato mediante sistemi di intelligenza artificiale, quando usati in modo insidioso o tale da ostacolare la difesa o aggravare le conseguenze.
Sono previste aggravanti automatiche per reati contro i diritti politici (art. 294 c.p., pena da due a sei anni se l’inganno avviene tramite AI), per l’aggiotaggio (art. 2637 c.c., pena da due a sette anni) e per la manipolazione di mercato (art. 185 TUF, reclusione fino a sette anni e multa fino a 6 milioni di euro).
Deepfake e disinformazione
Il nuovo art. 612-quater punisce con reclusione da uno a cinque anni la diffusione senza consenso di contenuti alterati dall’IA (immagini, video, audio) che possano ingannare sulla loro autenticità. Il reato, collocato tra i delitti contro la libertà morale, mira a tutelare anche la libertà sessuale e l’uguaglianza di genere. È procedibile d’ufficio se la vittima è una pubblica autorità o persona incapace.
Diritto d’autore e scraping
La legge rafforza la tutela del diritto d’autore, punendo con ammenda chi utilizza sistemi di intelligenza artificiale per estrarre testi o dati in violazione degli articoli 70-ter e 70-quater della LDA.
Obiettivi e rischi
Il legislatore punta a contrastare manipolazioni finanziarie, disinformazione politica e abusi lesivi della dignità personale, rafforzando la trasparenza e la fiducia sociale. Resta il rischio di un’applicazione estensiva che potrebbe limitare l’innovazione o creare incertezze interpretative.
Approfondimento cronologico
- 2018 – Cambridge Analytica: scandalo sull’uso dei dati e della manipolazione politica Parlamento europeo.
- 2021 – Proposta AI Act: la Commissione europea presenta la prima legge quadro sull’IA Commissione UE.
- 2025 – Legge italiana n. 132: recepimento AI Act con norme penali specifiche contro abusi e deepfake Governo italiano.
Consigli di approfondimento
- Regolamento europeo AI Act – testo ufficiale
- Garante Privacy – IA e tutela dei diritti
- Consob – Manipolazioni di mercato e AI
Abstract
La legge italiana sull’intelligenza artificiale introduce aggravanti penali e nuovi reati per limitare manipolazioni, deepfake e violazioni del copyright. Pro: maggiore protezione dei cittadini, trasparenza e contrasto alla disinformazione. Rischi:freno all’innovazione, sovrapposizioni normative e possibili limiti alla libertà di espressione. Le conseguenze future potrebbero influenzare sia il settore tecnologico sia la sfera sociale, ridisegnando il rapporto tra AI, diritto e diritti fondamentali.







