Due robot umanoidi Phantom MK-1 della startup statunitense Foundation sono stati inviati in Ucraina nel febbraio 2026 per test operativi iniziali, soprattutto in ricognizione di prima linea. La notizia, rilanciata nelle ultime ore, trova conferma in un reportage di TIME, che cita anche contratti di ricerca per 24 milioni di dollari tra l’azienda e forze armate statunitensi. Resta però prudente evitare semplificazioni: non risultano prove credibili che i robot siano stati testati “insieme all’esercito russo”; al contrario, le fonti disponibili parlano di impiego in Ucraina e di sviluppo in ambito statunitense.
Il Phantom MK-1 è presentato da Foundation come un umanoide progettato per scenari ad alto rischio. TIME descrive il robot con struttura in acciaio nero e visiera oscurata, mostrando dimostrazioni con varie armi e citando Mike LeBlanc, cofondatore ed ex Marine, secondo cui l’obiettivo è mandare “robot, non esseri umani, in guerra”. Lo stesso reportage riferisce che i Phantom dovrebbero essere testati anche nel corso “methods of entry” dei Marines, per attività come il posizionamento di esplosivi sulle porte durante le operazioni di breaching.
Dal punto di vista strategico, la promessa è chiara: usare umanoidi per ricognizione, logistica e missioni in ambienti dove droni o soldati incontrano limiti operativi. Ma il nodo resta politico e morale. La direttiva del Dipartimento della Difesa USA 3000.09 richiede “appropriate levels of human judgment over the use of force”, cioè livelli adeguati di giudizio umano nell’uso della forza. Jennifer Kavanagh, direttrice dell’analisi militare di Defense Priorities, avverte che l’automazione può abbassare le soglie morali del conflitto e complicare l’attribuzione delle responsabilità.
Il caso arriva mentre l’Ucraina accelera già sull’uso di sistemi robotici e droni autonomizzati sul campo. Per questo i Phantom non rappresentano una curiosità tecnologica isolata, ma un possibile anticipo della prossima corsa agli armamenti: quella dei soldati sintetici.
Approfondimento e cronologia essenziale
- 15 luglio 2024: AP documenta l’espansione dell’ecosistema robotico ucraino per compensare carenze di personale e rafforzare il fronte.
- 5 febbraio 2025: Reuters riferisce che l’esercito ucraino avvierà unità dedicate ai veicoli robotici terrestri.
- 25 gennaio 2023: il Pentagono aggiorna la direttiva 3000.09, ribadendo la necessità di giudizio umano adeguato nei sistemi d’arma autonomi.
- 10 marzo 2026: TIME pubblica il primo grande reportage sui Phantom MK-1, confermando invio di due unità in Ucraina nel febbraio 2026.
- 13 marzo 2026: media ucraini rilanciano la notizia come possibile svolta nella sperimentazione bellica dei robot umanoidi. Fonte utile ma meno autorevole di una conferma governativa o di agenzie primarie.
Consigli di approfondimento
- Reportage di TIME sui Phantom MK-1 e la corsa ai soldati AI.
- Direttiva ufficiale DoD 3000.09 sull’autonomia nei sistemi d’arma.
- Profilo ufficiale di Jennifer Kavanagh, Defense Priorities.
- Reuters sulle unità robotiche ucraine.
Abstract: pro, rischi e impatti etico-sociali
I potenziali vantaggi riguardano riduzione del rischio per i soldati, continuità operativa, impiego in ambienti contaminati o inaccessibili e maggiore capacità di ricognizione. I rischi, però, sono sistemici: abbassamento del costo politico della guerra, opacità decisionale, deresponsabilizzazione umana, accelerazione della corsa agli armamenti e possibile normalizzazione di sistemi letali sempre più autonomi. Nel medio periodo, la diffusione di robot umanoidi militari potrebbe spingere Stati rivali a imitarsi, rendendo più fragile la deterrenza e più difficile il controllo normativo internazionale.







