Durante l’evento Venture Beat Transform, Perplexity AI ha fatto un annuncio rivoluzionario: il lancio di un programma di condivisione dei ricavi con gli editori web, previsto per il mese prossimo. Dmitry Shevelenko, chief business officer di Perplexity, ha delineato i dettagli del programma che si baserà sulla pubblicità accanto ai risultati delle query di ricerca.
Questo programma rappresenta una novità nel settore, offrendo agli editori l’opportunità di guadagnare una percentuale dei ricavi pubblicitari generati dai contenuti che contribuiscono alla piattaforma di Perplexity. Il sistema di revenue-sharing non si limiterà solo all’offerta a pagamento Perplexity Pro, ma coinvolgerà anche tutti i link e gli annunci pubblicitari presenti nella versione gratuita del motore di ricerca.
Gli editori che vedranno i loro contenuti citati nei risultati di ricerca di Perplexity avranno diritto a una quota dei ricavi pubblicitari. Questo non sarà limitato ai grandi media, ma sarà aperto anche ai singoli blogger e gestori di newsletter su WordPress. Una mossa che potrebbe trasformare radicalmente il panorama delle entrate online per i creatori di contenuti.
Tuttavia, non mancano le critiche. Forbes ha intentato una causa per violazione del copyright, mentre Wired ha accusato Perplexity di copiare articoli da altri siti, ignorando le direttive nei file robot.txt. Shevelenko ha respinto queste accuse, sottolineando che l’azienda include sempre link alle fonti e che le questioni di aggregazione e citazione risalgono ai primi editori di libri nel XVII secolo. Ha anche ribadito che Perplexity non utilizza scraping su Internet per addestrare il suo modello.
Il futuro dirà se questo programma avrà successo, ma una cosa è certa: Perplexity AI ha acceso un faro su un nuovo modo di fare business nel mondo digitale.






