Negli Stati Uniti si è aperto un conflitto istituzionale sul potere di regolamentare l’intelligenza artificiale: da un lato gli Stati, che avanzano proposte per tutelare i cittadini; dall’altro Washington, dove cresce la pressione dell’industria per un quadro normativo federale che impedisca interventi locali. La partita si gioca tra NDAA, ordini esecutivi e un maxi disegno di legge bipartisan destinato a definire il futuro della governance dell’IA.
L’America divisa sulla governance dell’IA
Per la prima volta, Washington si avvicina alla definizione di una cornice normativa unitaria sull’intelligenza artificiale. Ma lo scontro non riguarda la tecnologia: riguarda chi avrà l’autorità di regolamentarla.
L’assenza di uno standard federale ha spinto 38 Stati a varare oltre 100 leggi nel 2025, concentrate su deepfake, trasparenza e uso dell’IA nel settore pubblico. Tra le più rilevanti figurano la SB-53 della California sulla sicurezza dell’IA e il Responsible AI Governance Act del Texas. Tuttavia, i grandi gruppi tecnologici considerano questo mosaico normativo un rischio per competitività e innovazione.
Diversi super PAC pro-IA – tra cui Leading the Future, sostenuto da investitori di Silicon Valley – stanno esercitando pressioni per una prelazione federale che annulli le leggi statali. L’obiettivo dichiarato è accelerare l’innovazione contro la concorrenza cinese; quello implicito, affermano alcuni esperti, è ridurre la responsabilità delle aziende.
NDAA e ordine esecutivo: due strade per limitare i poteri degli Stati
Alla Camera si discute l’inserimento nella NDAA di una clausola che limiterebbe l’autorità regolatoria degli Stati. Parallelamente, una bozza di ordine esecutivo trapelata – poi sospesa – prevede la creazione di una AI Litigation Task Force per contestare in tribunale le normative locali e promuovere standard nazionali tramite FCC e FTC.
La bozza attribuisce un ruolo centrale a David Sacks, responsabile IA e crypto dell’amministrazione Trump, promotore di un approccio favorevole all’autoregolamentazione industriale.
Il maxi disegno di legge Lieu
Il deputato Ted Lieu sta preparando un pacchetto di oltre 200 pagine su frodi, deepfake, sicurezza dei minori, trasparenza e rischi catastrofici. Il testo, pensato per avere chances di approvazione in un Congresso a guida repubblicana, non imporrà valutazioni federali preventive dei modelli, a differenza della proposta Hawley–Blumenthal.
Approfondimento – Cronologia essenziale
2024–2025: principali tappe nella regolamentazione IA negli USA
- 2024, luglio – Adozione delle prime linee guida federali su sicurezza e trasparenza dell’IA (FTC, FCC).
- 2025, primavera – California presenta SB-53 (sicurezza modelli IA).
- 2025, luglio – Texas approva Responsible AI Governance Act.
- 2025, novembre – 38 Stati adottano oltre 100 norme IA.
- 2025, novembre – Bozza trapelata di ordine esecutivo federale tenta di limitare i poteri statali.
Fonti: - FTC – Federal Trade Commission: https://www.ftc.gov
- California Legislature: https://leginfo.legislature.ca.gov
- Texas Legislature: https://capitol.texas.gov
Consigli di approfondimento
- Brookings Institution – AI Governance (apre in nuova scheda): https://www.brookings.edu
- Stanford HAI – Policy Briefs (apre in nuova scheda): https://hai.stanford.edu
Abstract – Pro, rischi e scenari futuri
Lo standard federale avrebbe il vantaggio di ridurre frammentazione normativa, garantire maggiore competitività internazionale e offrire un quadro uniforme per la protezione dei consumatori. Tuttavia, una prelazione totale rischia di indebolire l’azione degli Stati, spesso più rapidi nell’affrontare rischi emergenti come deepfake, discriminazioni algoritmiche e sicurezza dei minori.
A livello sociale, un’eccessiva delega all’autoregolamentazione potrebbe amplificare asimmetrie di potere e ridurre la capacità di controllo democratico. Nel lungo periodo, la dialettica tra Stato e federazione definirà il modello di governance statunitense e la sua capacità di bilanciare innovazione, tutela dei diritti e sicurezza collettiva.






