La Polonia ha chiesto formalmente alla Commissione europea di aprire un’indagine su TikTok per la diffusione di contenuti politici generati dall’intelligenza artificiale, ritenuti disinformazione coordinata e potenzialmente mirata a influenzare l’opinione pubblica e i processi democratici dell’Unione.
Il governo di Varsavia ha sollecitato Bruxelles ad attivare i poteri previsti dal Digital Services Act (DSA) nei confronti di TikTok, accusata di non aver prevenuto la circolazione di video IA con messaggi politici estremi, tra cui inviti al cosiddetto “Polexit”. Secondo le autorità polacche, tali contenuti rappresentano una minaccia alla sicurezza informativa e all’ordine pubblico, con sospetti di origine estera e possibili legami con campagne di influenza russe.
La richiesta è contenuta in una lettera inviata dal vice ministro della Digitalizzazione Dariusz Standerski, che denuncia la diffusione su TikTok di video sintetici raffiguranti giovani donne vestite con simboli nazionali polacchi, impegnate a promuovere l’uscita della Polonia dall’UE. L’account responsabile è stato successivamente rimosso, ma secondo Varsavia la moderazione è intervenuta troppo tardi.
Il caso si inserisce in un contesto europeo di crescente allarme sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa come strumento di disinformazione politica, in particolare in prossimità di tornate elettorali. Il DSA impone alle piattaforme digitali di grandi dimensioni l’obbligo di valutare e mitigare i rischi sistemici, inclusi quelli legati alla manipolazione dell’opinione pubblica tramite contenuti IA. In caso di violazioni gravi, sono previste sanzioni fino al 6% del fatturato globale annuo.
TikTok ha dichiarato di aver rimosso i contenuti in violazione delle proprie policy e di essere in contatto con le autorità polacche. La Commissione europea ha confermato di aver ricevuto la segnalazione e di valutarla nell’ambito dei propri poteri di vigilanza. La vicenda riaccende il dibattito sul difficile equilibrio tra libertà di espressione, responsabilità delle piattaforme e tutela delle democrazie europee nell’era dell’IA.
Approfondimento – Cronologia essenziale
- 2022–2024: crescita dei deepfake politici in Europa – Commissione UE
- 2024: entrata in vigore del Digital Services Act – Unione europea
- 2025: allerta UE su interferenze elettorali tramite IA – ENISA
- Dicembre 2025: richiesta formale della Polonia contro TikTok
Fonti:
Commissione europea – https://digital-strategy.ec.europa.eu
ENISA – https://www.enisa.europa.eu
MarketScreener – https://www.marketscreener.com
Consigli di approfondimento
- Digital Services Act explained – Commissione UE
- Disinformation and elections – European Parliament
Abstract e conclusioni
L’uso dell’IA nei social media amplifica velocità e impatto della disinformazione politica. Tra i pro, vi è una maggiore capacità di individuare campagne coordinate grazie a strumenti avanzati di analisi. I rischi etici e sociali includono manipolazione dell’opinione pubblica, erosione della fiducia democratica e interferenze estere. In prospettiva, l’UE sarà chiamata a rafforzare controlli, trasparenza algoritmica e cooperazione tra Stati membri per evitare derive sistemiche.







