L’intervista a Mikayel Vardanyan, cofondatore e Cfo di Picsart, rilancia il tema centrale dell’IA generativa: democratizzare la creatività senza trasformarla in contenuto seriale, affrontando insieme monetizzazione, sicurezza e responsabilità delle piattaforme.
Picsart entra nel dibattito sull’intelligenza artificiale creativa con una posizione netta: l’IA non sostituisce l’immaginazione, ma può renderla accessibile a un pubblico più ampio. Nell’intervista pubblicata da Wired Italia il 25 giugno 2026, Mikayel Vardanyan, cofondatore e Cfo della piattaforma nata a Yerevan nel 2011, descrive Picsart come un ecosistema costruito attorno ai creator, non soltanto al consumo passivo di contenuti.
Secondo i dati riportati nell’intervista, la piattaforma conta oggi 130 milioni di utenti mensili in 150 paesi. La sfida non è solo tecnologica, ma culturale: strumenti di editing, generazione e trasformazione visiva consentono a utenti, piccoli imprenditori e creatori digitali di produrre contenuti con competenze tecniche ridotte.
Vardanyan respinge l’idea che l’IA generativa porti inevitabilmente all’omologazione. A suo giudizio, lo stesso modello può generare risultati diversi perché diverse sono le intenzioni, le sensibilità e l’immaginazione degli utenti. Il punto critico resta però la governance: deepfake, manipolazioni non consensuali e contenuti dannosi mostrano quanto la creatività aumentata dall’IA richieda moderazione tecnica, revisione umana e responsabilità aziendale.
In questa cornice si inserisce anche il programma Earn with Picsart, pensato per remunerare i creator in base alla performance dei contenuti, non solo alla dimensione della loro audience. È un cambio di prospettiva nella creator economy: la piattaforma non si limita a offrire strumenti, ma prova a costruire un circuito economico per chi produce valore visivo.
Il futuro della creatività digitale dipenderà quindi dall’equilibrio tra accesso, trasparenza e tutela. L’IA può ampliare le possibilità espressive, ma senza regole chiare rischia di moltiplicare abusi, contenuti sintetici ingannevoli e nuove disuguaglianze tra piattaforme, creator e pubblico.
Breve approfondimento: cronologia essenziale
2011 — Picsart nasce a Yerevan come piattaforma di editing e creazione visuale.
2021 — Picsart raccoglie 130 milioni di dollari in un round guidato da SoftBank e supera la valutazione da unicorno.
2024-2026 — L’AI Act europeo introduce obblighi progressivi su trasparenza, contenuti sintetici e sistemi di IA.
2026 — Picsart rafforza la monetizzazione dei creator con Earn with Picsart, legando i compensi alla performance dei contenuti.
Consigli di approfondimento
- Wired Italia: intervista a Mikayel Vardanyan su Picsart e IA creativa
- Commissione europea: AI Act e trasparenza dei contenuti generati dall’IA
- OECD: principi per un’intelligenza artificiale affidabile e centrata sui diritti
- Picsart: programma Earn with Picsart per la monetizzazione dei creator
Abstract: pro, rischi e conseguenze sociali
L’IA creativa può ridurre le barriere tecniche, sostenere micro-imprese e ampliare l’accesso alla produzione visuale. I rischi riguardano deepfake, manipolazione dell’identità, saturazione dei contenuti, dipendenza dalle piattaforme e sfruttamento economico dei creator. Le conseguenze future dipenderanno dalla capacità di integrare watermarking, moderazione, trasparenza e modelli di remunerazione equi. Senza queste garanzie, la democratizzazione creativa potrebbe trasformarsi in una nuova concentrazione di potere nelle mani delle grandi piattaforme.







