Neuralink, l’azienda di Elon Musk specializzata in interfacce cervello-computer, annuncia l’avvio a ottobre 2025 di una sperimentazione clinica negli Stati Uniti per trasformare i pensieri in testo. L’obiettivo è offrire nuove possibilità di comunicazione a persone con disabilità del linguaggio e, in prospettiva, portare l’impianto anche a individui sani entro il 2030.
La Food and Drug Administration (FDA) ha concesso a Neuralink un’esenzione per dispositivi sperimentali, autorizzando la prova clinica. Al momento non esistono impianti approvati per leggere direttamente la parola dal cervello, ma diversi laboratori accademici hanno già dimostrato risultati promettenti in casi di ictus e SLA.
Secondo il presidente di Neuralink, DJ Seo, la tecnologia potrebbe permettere di dialogare con modelli di intelligenza artificiale “alla velocità del pensiero”, restituendo risposte tramite auricolari. Un passo che, se realizzato, aprirebbe scenari rivoluzionari, ma anche controversi, per la relazione tra esseri umani e macchine.
Oltre alla sperimentazione per il linguaggio, Neuralink lavora su applicazioni per trattare cecità e Parkinson, puntando a 20.000 impianti all’anno entro il 2031. Restano però in sospeso questioni etiche e di sicurezza, soprattutto in vista dell’uso su individui sani e della trasformazione in tecnologia di consumo.
Approfondimento e cronologia
- 2021-2022 – Primi test su animali con chip impiantati nel cervello di macachi e maiali (FDA).
- 2023 – Autorizzazione FDA per sperimentazioni cliniche su esseri umani con gravi disabilità motorie (NIH).
- 2025 – Avvio del trial sul linguaggio e obiettivo dichiarato di utilizzo su soggetti sani entro il 2030 (WHO report on neurotechnology).
Consigli di lettura:
- OMS, Ethics and Governance of Neurotechnology (2023)
- Nature, Brain-computer interfaces for speech restoration (2024)
Abstract
La nuova sperimentazione di Neuralink segna un passo avanti nelle interfacce cervello-computer: i vantaggi includono il ripristino della comunicazione per persone con gravi disabilità e nuove possibilità di interazione uomo-macchina. I rischiriguardano la sicurezza chirurgica, la protezione dei dati cerebrali e la deriva verso un uso commerciale precoce su individui sani. A livello etico e sociale, il futuro impatto potrebbe ridefinire il concetto stesso di privacy mentale e di interazione con l’intelligenza artificiale.







