La City University di Hong Kong lancia un innovativo master in AI applicata al business per formare i leader di domani.
Nel contesto di un piano governativo da 1 miliardo di HKD per promuovere la ricerca in AI, la City University di Hong Kong ha annunciato il primo Master of Science in Artificial Intelligence in Business per l’anno accademico 2025-2026. Si tratta del primo programma del genere nella regione, pensato per preparare professionisti capaci di integrare l’AI nelle strategie aziendali.
Il corso, promosso dal Dipartimento di Sistemi Informativi, prevede un percorso da 30 crediti e sarà accessibile sia in modalità full-time che part-time, con una retta pari a 360.000 HKD. Le candidature, aperte fino al 31 maggio, sono limitate a 50 posti: secondo il responsabile del dipartimento, Alex Wang, al 5 marzo erano già centinaia le domande pervenute.
Il programma è guidato da Ma Jian, noto per aver sviluppato ScholarMate.com, il più grande social network accademico cinese, e per STIGPT, un LLM dedicato a scienza, tecnologia e innovazione. Queste iniziative si basano su un’infrastruttura di apprendimento federato e grafi di conoscenza, finanziata dal fondo pubblico One Plus.
L’obiettivo del master è rispondere all’evoluzione dei mercati e alla crescente necessità di figure professionali capaci di comprendere e guidare il cambiamento tecnologico. “Se oggi non comprendiamo l’AI, non potremo tenere il passo con la società”, ha dichiarato Ma.
Approfondimento: evoluzione dell’AI a Hong Kong
- 2023: lancio del fondo One Plus per l’integrazione tra ricerca e industria (fonte)
- 2024: sviluppo di STIGPT e finanziamenti per AI federata
- 2025: istituzione dell’Istituto di Ricerca sull’AI e lancio del primo master AI-Business
Consigli di approfondimento
- CityU MSc Artificial Intelligence in Business
- Rapporto OECD sull’AI nell’istruzione
- Hong Kong Innovation & Technology Bureau
Abstract – Pro e rischi etici e sociali
Pro: formazione mirata per competenze future, impulso all’innovazione aziendale, integrazione AI-research.
Rischi: accesso elitario (costo elevato), possibile divario digitale, necessità di regole etiche chiare per l’uso dell’AI in contesti decisionali aziendali. A lungo termine, la diffusione di questi programmi può creare nuove élite tecnocratiche e ridefinire l’accesso al potere economico.







