Il dibattito sull’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale si concentra sempre più sull’uso dell’acqua. Alcune affermazioni virali parlano di un consumo superiore a quello dell’intera umanità, ma i dati aggiornati raccontano una realtà più complessa. Questo articolo analizza numeri verificati, criticità ambientali e implicazioni etiche legate alla sostenibilità dei data center che alimentano l’IA.
L’intelligenza artificiale richiede infrastrutture computazionali energivore, ospitate in data center che consumano acqua soprattutto per il raffreddamento dei server e, indirettamente, per la produzione di elettricità. Studi accademici stimano che l’impronta idrica complessiva dell’IA — considerando sia l’uso diretto sia quello indiretto — potrebbe raggiungere tra 312,5 e 764,6 miliardi di litri nel 2025. Si tratta di volumi significativi, paragonabili al consumo globale di acqua in bottiglia, ma lontani dal totale dell’acqua utilizzata annualmente dall’umanità per agricoltura, industria e usi civili.
Secondo la USC Annenberg, i data center impiegano acqua attraverso sistemi di raffreddamento evaporativi o a circuito chiuso, mentre una quota rilevante del consumo è legata alle centrali elettriche che alimentano le infrastrutture digitali. Un report di Greenpeace prevede che l’uso globale di acqua nei data center possa passare da 175 miliardi di litri nel 2023 a 664 miliardi entro il 2030, accentuando la pressione sulle risorse idriche, soprattutto in aree già colpite da stress climatico.
Le stime, tuttavia, variano ampiamente. La Heinrich Böll Stiftung EU sottolinea come la scarsa trasparenza delle Big Tech renda difficile una valutazione precisa, mentre molte analisi — come evidenziato anche da The Verge — includono consumi indiretti spesso confusi con l’acqua effettivamente “consumata” nei data center. In termini globali, il consumo umano di acqua dolce si misura in migliaia di miliardi di metri cubi l’anno, rendendo fuorviante il confronto diretto con l’IA.
Approfondimento – Cronologia e contesto
- 2023: prime stime globali sull’acqua utilizzata dai data center (Greenpeace)
https://www.greenpeace.org - 2024–2025: studi accademici su IA e impronta idrica (USC Annenberg)
https://annenberg.usc.edu - 2025: richieste di standard ambientali UE per infrastrutture digitali
https://commission.europa.eu
Consigli di approfondimento
- Analisi su IA e sostenibilità energetica – The Guardian
https://www.theguardian.com - Impatti ambientali dei data center – Euronews
https://www.euronews.com
Abstract – Pro, rischi e implicazioni future
L’IA offre benefici economici e scientifici rilevanti, ma il suo impatto idrico solleva questioni etiche e sociali. Senza trasparenza e regolamentazione, il rischio è un aumento delle disuguaglianze ambientali nelle regioni più vulnerabili. Investimenti in raffreddamento efficiente, energie rinnovabili e standard condivisi potrebbero ridurre l’impatto, evitando che l’innovazione tecnologica si traduca in un nuovo fattore di pressione sulle risorse comuni.







