L’ex consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan accusa Donald Trump di aver smantellato la strategia statunitense sull’intelligenza artificiale, aprendo la strada a rischi geopolitici e a una nuova corsa globale agli armamenti tecnologici. Al centro dello scontro: i chip avanzati e il ruolo dell’industria privata nella politica estera americana.
Nel 2022, mentre ricopriva l’incarico di consigliere per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Biden, Jake Sullivan coordinò un’esercitazione strategica senza precedenti: simulare gli esiti di una corsa agli armamenti basata sull’intelligenza artificiale tra Stati Uniti e Cina. Lo scenario includeva guerre commerciali, conflitti armati e persino l’eventuale arrivo dell’AGI. Un’ipotesi, tuttavia, non fu considerata: che Washington decidesse volontariamente di allentare i controlli sulle esportazioni di tecnologie critiche.
In una recente intervista a The Verge, Sullivan – oggi docente alla Harvard Kennedy School – ha espresso forte preoccupazione per l’inversione di rotta attribuita a Donald Trump. L’ex presidente avrebbe infatti indebolito le restrizioni sull’export di chip avanzati, in particolare quelli prodotti da Nvidia, consentendone la vendita alla Cina. Una scelta che, secondo Sullivan, rischia di trasferire un vantaggio strategico a un rivale geopolitico diretto.
La linea dell’amministrazione Biden si fondava su un principio ereditato dalla Guerra Fredda: non esportare tecnologie di punta a potenziali avversari. I chip per l’intelligenza artificiale sono oggi considerati infrastrutture strategiche, essenziali tanto per l’innovazione civile quanto per applicazioni militari e di sorveglianza avanzata.
Sullivan non è contrario all’innovazione né allo sviluppo dell’IA, ma insiste su una governance statale forte. Lasciare che siano gli interessi di profitto delle Big Tech a orientare la politica estera, avverte, significa esporre gli equilibri globali a rischi sistemici, riducendo la capacità democratica di controllo su tecnologie ad alto impatto.
Approfondimento – Cronologia e contesto
- 2018–2020: prime restrizioni USA sull’export tecnologico verso la Cina (Dipartimento del Commercio USA)
- Ottobre 2022: l’amministrazione Biden introduce controlli estesi sui chip AI avanzati
- 2023–2024: la Cina accelera i programmi di autosufficienza sui semiconduttori
- 2025–2026: dibattito politico negli USA su deregulation e competitività industriale
Fonti:
- U.S. Department of Commerce – https://www.commerce.gov
- Casa Bianca – https://www.whitehouse.gov
- CSIS (Center for Strategic and International Studies) – https://www.csis.org
Consigli di approfondimento
- Brookings Institution, AI e sicurezza nazionale: https://www.brookings.edu
- OECD, AI e geopolitica: https://www.oecd.org
Abstract – Pro, rischi e conseguenze
Pro: maggiore competitività industriale, crescita economica, accelerazione dell’innovazione.
Rischi etici e sociali: perdita di controllo democratico, militarizzazione dell’IA, rafforzamento di regimi autoritari.
Conseguenze future: una governance debole potrebbe alimentare una corsa globale all’IA con impatti destabilizzanti sugli equilibri politici, sociali e sulla sicurezza internazionale.







