Il caso della scuola femminile Shajareh Tayyebeh di Minab, in Iran, colpita il 28 febbraio, apre una domanda cruciale: quanto pesa davvero l’intelligenza artificiale nelle decisioni militari statunitensi? Le informazioni disponibili indicano che Washington sta indagando sul raid, che Reuters collega a dati di targeting obsoleti, mentre restano senza risposta pubblica i dettagli sull’eventuale ruolo operativo di sistemi AI come Claude di Anthropic.
La vicenda ruota attorno a un punto essenziale: non esistono, allo stato attuale, prove pubbliche definitive che un sistema di intelligenza artificiale abbia selezionato direttamente la scuola come obiettivo. Esistono però elementi documentati che rendono la questione legittima e urgente. Reuters ha riferito che una preliminare indagine interna statunitense sta valutando se il bombardamento sia dipeso dall’uso di informazioni di targeting non aggiornate; la stessa agenzia ha inoltre documentato che l’edificio scolastico mostrava da anni segni evidenti e verificabili della sua funzione civile.
Parallelamente, il Wall Street Journal ha riportato che le operazioni contro l’Iran hanno visto l’impiego di Claude, il modello di Anthropic, come supporto nelle attività militari. Questo non equivale a dimostrare che l’AI abbia “deciso” il bersaglio della scuola, ma conferma che strumenti generativi o analitici sono entrati nel ciclo operativo della guerra contemporanea. Quando interpellato sul possibile uso dell’AI nella selezione del target, il CENTCOM non ha fornito chiarimenti pubblici.
Sul piano umanitario, le cifre restano drammatiche: Reuters e relatori ONU parlano di oltre 150 morti, in gran parte bambine tra i 7 e i 12 anni. Human Rights Watch ha chiesto un’indagine per possibile crimine di guerra, ricordando che colpire deliberatamente strutture scolastiche civili violerebbe il diritto internazionale umanitario.
Il punto politico e morale, dunque, non è solo se l’AI abbia scelto quel bersaglio. È capire se l’automazione stia riducendo il controllo umano sostanziale in decisioni di vita o di morte, creando zone grigie di responsabilità che né i governi né le aziende tecnologiche hanno ancora chiarito in modo convincente.
Approfondimento: cronologia essenziale
- 24 febbraio 2026: Reuters riferisce tensioni tra Pentagono e Anthropic sull’uso militare dei modelli AI.
- 28 febbraio 2026: primi attacchi Usa-Israele contro l’Iran; viene colpita la scuola di Minab.
- 1 marzo 2026: emergono report sull’uso di Claude nelle operazioni contro l’Iran.
- 4 marzo 2026: esperti ONU si dicono “profondamente turbati” per la morte di oltre 160 bambini; Reuters riporta la condanna ONU.
- 7 marzo 2026: Human Rights Watch chiede un’inchiesta per possibile crimine di guerra.
- 11-12 marzo 2026: Reuters pubblica nuove ricostruzioni sul possibile uso di dati obsoleti e sulla chiara identificabilità online della scuola come struttura civile.
Consigli di approfondimento
Reuters sull’indagine e i dati di targeting.
Human Rights Watch sul profilo giuridico dell’attacco.
Reuters e WSJ sul rapporto tra Pentagono e Anthropic.
Abstract: pro e rischi etico-sociali
L’uso dell’AI in ambito militare può accelerare analisi, correlazione di intelligence e tempi decisionali. Ma il rischio etico è enorme: opacità degli algoritmi, deresponsabilizzazione umana, errori amplificati da dati incompleti o vecchi, difficoltà di audit indipendente. Socialmente, casi come Minab possono erodere la fiducia pubblica, aumentare la richiesta di moratorie o nuove regole internazionali e spingere verso obblighi più stringenti di supervisione umana significativa, tracciabilità e responsabilità legale nelle catene di comando.







