L’intelligenza artificiale rende più semplice e veloce sviluppare prodotti digitali, ma la possibilità di costruire quasi tutto non elimina la necessità di scegliere. Luigi Greco, fondatore e CEO di CONFLUX, richiama l’attenzione sul ruolo strategico del design: individuare ciò che serve davvero prima di affidare l’esecuzione al codice e agli agenti AI.
Nel dibattito sull’intelligenza artificiale, l’attenzione rischia di concentrarsi eccessivamente sugli strumenti. Coding, automazione e marketing spiegano come realizzare un prodotto, ma non necessariamente quale prodotto sia utile sviluppare.
È la riflessione proposta su LinkedIn da Luigi Greco, founder e CEO di CONFLUX, dopo la partecipazione a due eventi internazionali: il WMF-We Make Future di Bologna e Vibecon, organizzato da Replit a New York.
Il WMF 2026 si è svolto a BolognaFiere dal 24 al 26 giugno, riunendo iniziative dedicate a intelligenza artificiale, innovazione tecnologica e marketing digitale. Vibecon, invece, ha riunito nella sede newyorkese Canyon creativi, designer, sviluppatori e imprenditori interessati all’incontro tra AI, codice ed esperienza umana.
Secondo Greco, tra i due contesti emerge una differenza significativa. A Bologna avrebbe prevalso il “come fare”, con particolare attenzione al vibe coding e all’esecuzione. A New York, invece, il confronto sarebbe stato maggiormente orientato al design, alla creatività e alla domanda su cosa abbia realmente senso costruire con l’AI.
Il punto non è rallentare l’innovazione, ma darle una direzione. Quando gli agenti AI riducono tempi, costi e competenze tecniche necessarie, aumenta la responsabilità di progettisti e organizzazioni nel valutare bisogni, conseguenze e stakeholder.
Greco richiama così il principio espresso nel 1996 da Michael Porter: la strategia non coincide con l’efficienza operativa, ma implica scelte, differenziazione e rinunce.
Il design diventa quindi il passaggio tra strategia e sviluppo: traduce obiettivi, necessità e vincoli in esperienze comprensibili e utilizzabili. La velocità dell’AI produce valore soltanto quando la direzione scelta risponde a un’utilità verificabile.
Cronologia e approfondimento
1996 – Strategia e rinunce. Michael Porter pubblica sulla Harvard Business Review “What Is Strategy?”, distinguendo la strategia dalla sola efficienza esecutiva.
17-18 giugno 2026 – Vibecon a New York. Replit organizza un incontro dedicato all’intersezione tra creatività, design, tecnologia e intelligenza artificiale.
24-26 giugno 2026 – WMF a Bologna. L’evento ospita attività formative ed espositive dedicate ad AI, tecnologia, startup e marketing digitale.
Per approfondire
- Il contributo originale di Michael Porter sulla strategia.
- Il programma e l’impostazione creativa di Vibecon.
- Le attività del WMF dedicate all’intelligenza artificiale.
- Il lavoro di Luigi Greco sui sistemi di collaborazione tra persone e agenti AI.
Abstract: opportunità e rischi
L’AI può democratizzare lo sviluppo di servizi, ridurre i costi e rendere sperimentabili idee prima inaccessibili. Il rischio è però una proliferazione di prodotti privi di utilità, progettati senza considerare accessibilità, impatti sociali, sicurezza e bisogni reali. In futuro, il design dovrà assumere una funzione sempre più etica e strategica: non soltanto rendere utilizzabili le tecnologie, ma stabilire quando sia opportuno svilupparle, per chi e con quali conseguenze.







