L’accelerazione dell’intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente il mercato del lavoro tecnologico in India. Riduzione delle assunzioni, settimane lavorative estreme e incertezza occupazionale stanno alimentando una grave crisi di salute mentale tra i lavoratori del settore IT, con un aumento di casi di suicidio che preoccupa esperti e accademici.
Per decenni l’India è stata il pilastro della forza lavoro globale per l’industria tecnologica, dai call center allo sviluppo software avanzato. Nel 2026, tuttavia, questo modello mostra segni evidenti di cedimento. L’adozione rapida dell’intelligenza artificiale generativa e dei sistemi di automazione sta riducendo drasticamente la domanda di lavoro umano, in particolare nei ruoli entry-level e nei servizi IT tradizionali.
Secondo Rest of World, la combinazione tra orari di lavoro che arrivano fino a 90 ore settimanali e la paura di essere sostituiti dall’IA sta generando livelli di stress definiti “molto allarmanti” da diversi esperti. Jayanta Mukhopadhyay, professore senior all’Indian Institute of Technology Kharagpur, parla di una “grande incertezza riguardo al futuro professionale” che colpisce soprattutto i giovani lavoratori.
Il problema è aggravato dalla mancanza di dati ufficiali e sistematici sui suicidi nel settore tecnologico, che rende difficile una valutazione quantitativa precisa. Tuttavia, il contesto è chiaro: il più grande datore di lavoro privato indiano ha tagliato circa 20.000 posti di lavoro a fine 2025, segnale di una tendenza strutturale e non episodica.
Aditya Vashistha, professore associato alla Cornell University, sottolinea che i ruoli di consulenza e servizi IT subiranno un impatto “molto maggiore” rispetto alle aziende focalizzate sullo sviluppo di prodotto. Nel frattempo, università e istituti tecnici continuano a immettere sul mercato migliaia di laureati, creando un divario crescente tra offerta di competenze e domanda reale.
Secondo Saurabh Mukherjea, fondatore di Marcellus Investment Managers, “il numero di persone necessarie nei servizi IT nell’era dell’intelligenza artificiale sarà di ordini di grandezza inferiore rispetto a oggi” (CNBC). Una prospettiva che solleva interrogativi urgenti su politiche del lavoro, formazione e responsabilità sociale delle imprese tecnologiche.
Approfondimento – Cronologia essenziale
- 2023–2024: prime riduzioni significative delle assunzioni IT legate all’automazione (NASSCOM, Governo indiano).
- 2025: licenziamenti di massa nel settore tecnologico indiano (aziende private, dati CNBC).
- 2026: emergono allarmi sulla salute mentale dei lavoratori IT (Rest of World).
Fonti:
Consigli di approfondimento
- World Health Organization – Mental health at work: https://www.who.int
- International Labour Organization – AI and the future of work: https://www.ilo.org
Abstract – Pro, rischi ed effetti sociali
L’IA offre efficienza e riduzione dei costi, ma comporta rischi etici e sociali rilevanti: precarizzazione del lavoro, pressione psicologica e disuguaglianze occupazionali. Senza politiche di transizione, supporto psicologico e riqualificazione professionale, l’impatto umano potrebbe amplificarsi, con conseguenze durature sulla coesione sociale e sulla sostenibilità del modello economico digitale.







