Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite avverte: senza politiche mirate, l’intelligenza artificiale rischia di ampliare il divario tra Paesi ricchi e poveri, replicando dinamiche già viste durante la rivoluzione industriale.
Secondo il rapporto pubblicato il 2 dicembre 2025 dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), i benefici economici e sociali dell’intelligenza artificiale tenderanno a concentrarsi nelle economie avanzate, lasciando indietro vaste aree del mondo prive di infrastrutture digitali, competenze e accesso all’energia. Il documento paragona l’attuale fase storica alla “Grande Divergenza” dell’Ottocento, quando l’industrializzazione accelerò lo sviluppo di alcuni Paesi occidentali, accentuando le disuguaglianze globali.
Michael Muthukrishna, economista della London School of Economics e autore principale del rapporto, sottolinea che l’attenzione non dovrebbe essere rivolta solo a produttività e competitività, ma all’impatto dell’IA sulla vita umana. Il rischio maggiore riguarda le comunità già vulnerabili: anziani, sfollati per conflitti o disastri climatici, popolazioni senza accesso stabile a internet o all’elettricità, spesso “invisibili” nei dati utilizzati per addestrare i sistemi di IA.
Il rapporto evidenzia forti squilibri regionali. Paesi come Cina, Giappone, Corea del Sud e Singapore sono ben posizionati per sfruttare l’IA, mentre Stati fragili come Afghanistan, Myanmar e Maldive mancano delle risorse di base. Nell’area Asia-Pacifico, circa un quarto della popolazione non ha accesso alla rete, con il rischio di esclusione da istruzione, pagamenti digitali e servizi essenziali.
Pur riconoscendo il potenziale positivo dell’IA — dalla diagnostica medica rapida al supporto agricolo e alla gestione dei disastri — l’UNDP avverte su rischi etici, ambientali e sociali: consumo energetico dei data center, sorveglianza, deepfake, opacità algoritmica e rafforzamento dei pregiudizi. La raccomandazione finale è chiara: investire in infrastrutture, formazione, regolazione e tutela sociale per democratizzare l’accesso all’intelligenza artificiale.
Approfondimento – Cronologia e contesto
- 2023–2024: Crescita esponenziale dell’IA generativa e concentrazione degli investimenti nei Paesi ad alto reddito
- 2024: ONU avvia studi su IA e sviluppo sostenibile
- 2025: Pubblicazione del rapporto UNDP su IA e disuguaglianze globali
Fonti istituzionali
- UNDP: https://www.undp.org
- London School of Economics: https://www.lse.ac.uk
- Nazioni Unite – Digital Cooperation: https://www.un.org/en/content/digital-cooperation-roadmap
Consigli di approfondimento
- World Bank – Digital Development: https://www.worldbank.org/en/topic/digitaldevelopment
- OECD – AI and Inequality: https://www.oecd.org/artificial-intelligence
Abstract – Pro e rischi etici e sociali
Pro: aumento della produttività, miglior accesso ai servizi sanitari e agricoli, supporto alle decisioni pubbliche.
Rischi: ampliamento delle disuguaglianze, esclusione digitale, sorveglianza invasiva, impatto ambientale.
Conseguenze future: senza governance inclusiva, l’IA potrebbe cristallizzare nuove gerarchie globali; con politiche adeguate, può diventare leva di sviluppo equo e coesione sociale.







