Una maggioranza di adolescenti statunitensi utilizza l’intelligenza artificiale per svolgere i compiti scolastici. È quanto emerge da una nuova indagine del Pew Research Center, che fotografa un cambiamento strutturale nel rapporto tra studenti e apprendimento. I dati mostrano un’adozione diffusa dei chatbot, con differenze marcate per reddito e appartenenza etnica, sollevando interrogativi educativi ed etici.
Secondo il rapporto pubblicato nel 2026, il 57% degli adolescenti tra i 13 e i 17 anni dichiara di utilizzare chatbot per cercare informazioni, mentre il 54% afferma di usarli per “aiuto nei compiti”. Il 10% sostiene di impiegarli per “tutti o la maggior parte” dei compiti, mentre un ulteriore 44% li utilizza “in parte”. Solo il 45% afferma di non ricorrere all’IA per le attività scolastiche.
Quattro studenti su dieci tra coloro che usano l’IA dichiarano di impiegarla per ricerche o per risolvere problemi di matematica. Il 25% la considera “molto” o “estremamente utile”, mentre un altro 25% la definisce “abbastanza utile”.
Il dato più rilevante riguarda il divario socioeconomico: il 20% degli studenti provenienti da famiglie con reddito inferiore a 30.000 dollari annui utilizza l’IA per la maggior parte dei compiti, contro il 7% di chi vive in nuclei con oltre 75.000 dollari. Inoltre, adolescenti neri e ispanici risultano più propensi rispetto ai coetanei bianchi a delegare sistematicamente i compiti ai chatbot.
Il fenomeno si inserisce in un contesto di progressiva riduzione della quota federale di finanziamenti per l’istruzione K-12 negli ultimi decenni, come evidenziato da dati del U.S. Department of Education. Esperti di pedagogia e psicologia dell’apprendimento segnalano rischi cognitivi legati alla delega eccessiva, ma riconoscono anche il potenziale dell’IA come strumento di tutoraggio personalizzato, se regolato e integrato in modo trasparente.
Cronologia e contesto
- 2023–2024: diffusione globale dei chatbot generativi nelle scuole (fonte: UNESCO, Guidance for Generative AI in Education, 2023 – https://unesdoc.unesco.org/).
- 2025: linee guida del U.S. Department of Education sull’uso responsabile dell’IA in classe – https://www.ed.gov/.
- 2026: pubblicazione del sondaggio del Pew Research Center sull’uso dell’IA tra adolescenti – https://www.pewresearch.org/.
Approfondimenti consigliati
- OECD, AI in Education Policy Perspectives – https://www.oecd.org/education/.
- UNESCO, Raccomandazione sull’etica dell’IA (2021) – https://www.unesco.org/.
Abstract – Pro e rischi etico-sociali
L’uso dell’intelligenza artificiale nei compiti scolastici può favorire personalizzazione, accesso a risorse e supporto individualizzato. Tuttavia, l’automazione sistematica rischia di indebolire competenze critiche, autonomia cognitiva e integrità accademica, ampliando le disuguaglianze educative. Senza una governance chiara, la normalizzazione dell’IA potrebbe ridefinire il concetto stesso di merito e valutazione, con conseguenze strutturali sul sistema formativo e sul mercato del lavoro.







