Yoshua Bengio avverte che l’intelligenza artificiale, se concentrata nelle mani di governi autoritari o grandi potenze senza controlli, può diventare uno strumento di sorveglianza, manipolazione politica e dominio geopolitico. La risposta europea, secondo lo scienziato, passa da investimenti massicci ma coerenti con valori democratici, sicurezza e tutela dei diritti.
Yoshua Bengio, professore all’Università di Montréal e premio Turing, ha rilanciato a In mezz’ora su Rai3 un messaggio netto: l’intelligenza artificiale può rafforzare la democrazia solo se governata da istituzioni trasparenti, altrimenti può accelerarne l’erosione. Nell’intervista ripresa da ANSA, Bengio ha evocato il rischio di un’IA usata da governi potenti per “dominare la società”, controllare i cittadini, progettare nuove armi e influenzare l’opinione pubblica globale.
Il punto centrale non è fantascienza, ma potere. L’International AI Safety Report 2026, guidato da Bengio e sostenuto da un panel internazionale, segnala che i sistemi di IA generale stanno aumentando capacità, autonomia e rischi, mentre le pratiche di gestione includono ancora valutazioni, threat modelling e incident reporting non sempre sufficienti rispetto alla velocità dello sviluppo.
Bengio lega il pericolo tecnico alla dimensione politica: sistemi sempre più capaci potrebbero essere usati per disinformazione, cyberattacchi, sorveglianza di massa e pressione militare. Il rapporto internazionale del 2025 aveva già individuato rischi di uso malevolo, malfunzionamenti e impatti sistemici legati ai modelli general-purpose.
Per l’Europa, la scelta non è tra investire o rinunciare all’IA, ma tra dipendere da altri blocchi geopolitici o costruire una capacità autonoma fondata su diritti, sicurezza e responsabilità. La Commissione europea ha lanciato l’AI Continent Action Plan per rafforzare infrastrutture, dati, competenze e adozione industriale; tra gli obiettivi figurano gigafactory IA e il potenziamento della capacità dei data center europei.
La sfida è evitare che l’intelligenza diventi dominio. Se l’IA concentra potere senza controllo democratico, il rischio non è solo tecnologico: è istituzionale, sociale e geopolitico.
Breve approfondimento e cronologia
2025 — Pubblicato l’International AI Safety Report, coordinato da Bengio con oltre 100 esperti e il coinvolgimento di governi e organizzazioni internazionali.
2025 — La Commissione europea presenta l’AI Continent Action Plan per rafforzare infrastrutture, dati, competenze e competitività IA.
2026 — Il nuovo International AI Safety Report aggiorna i rischi legati a capacità avanzate, autonomia, comportamenti pericolosi e governance.
14 giugno 2026 — Bengio avverte su Rai3 che l’IA nelle mani di governi potenti può minacciare democrazia e controllo umano sul futuro.
Consigli di approfondimento: International AI Safety Report 2026; AI Continent Action Plan della Commissione europea; analisi OCSE e ONU sulla governance dell’intelligenza artificiale.
Abstract: pro, rischi e conseguenze future
L’IA può aumentare produttività, ricerca scientifica, sicurezza sanitaria e competitività europea. Tuttavia, se sviluppata senza garanzie tecniche e democratiche, può amplificare sorveglianza, propaganda, disuguaglianze e potere militare. La conseguenza futura più critica è una società in cui decisioni politiche, economiche e informative siano condizionate da sistemi opachi controllati da pochi attori pubblici o privati.







