Un nuovo caso riaccende il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nei media digitali. Un agente AI collegato agli strumenti di scrittura di Grammarly è stato accusato di imitare membri dello staff della testata tecnologica The Verge. L’episodio, criticato online e rilanciato su Bluesky, ha portato anche l’azienda Superhuman a modificare alcune funzionalità legate alla revisione automatica dei testi.
Un agente AI che “si finge” giornalista
La polemica nasce quando alcuni utenti hanno notato che l’assistente AI integrato negli strumenti di editing collegati a Grammarly generava commenti editoriali che sembravano provenire da membri dello staff della rivista tecnologica The Verge.
Su Bluesky, l’utente @lifewinning.com ha definito l’approccio con un termine ironico: “sciatto”, indicando un uso poco trasparente dell’intelligenza artificiale nella revisione dei contenuti editoriali.
Secondo quanto riportato dal giornalista Dominic Preston su The Verge, la funzionalità controversa riguardava sistemi di “expert review” o revisione esperta automatizzata. L’AI suggeriva modifiche e commenti che potevano sembrare attribuiti a persone reali, creando confusione tra utenti e autori.
Le reazioni e la modifica della funzione
Dopo le critiche, la società Superhuman, che integra strumenti di produttività e AI nelle email, ha annunciato un cambiamento: gli autori potranno richiedere la disattivazione della funzione di revisione automatica collegata a Grammarly.
La decisione arriva mentre cresce il dibattito sulla trasparenza degli agenti AI nei flussi editoriali. Sempre più redazioni e piattaforme digitali stanno introducendo assistenti automatici per editing, sintesi e suggerimenti stilistici, ma la mancanza di etichette chiare può generare problemi di fiducia.
Secondo esperti di etica dell’AI, quando un sistema automatico produce feedback simulando l’autorità di una persona o di una redazione, si rischia di creare un’ambiguità informativa che mina la credibilità del processo editoriale.
Approfondimento e cronologia
Negli ultimi anni l’uso dell’intelligenza artificiale negli strumenti di scrittura ha accelerato rapidamente.
- 2023–2024 – Grammarly introduce modelli generativi per la scrittura assistita e il rewriting.
https://www.grammarly.com/blog/ai-writing-assistant/ - 2024 – Crescono i dibattiti sull’uso di AI nelle redazioni e nella produzione di contenuti digitali.
Reuters Institute Digital News Report
https://www.digitalnewsreport.org - 2025 – Diverse piattaforme editoriali sperimentano agenti AI per editing automatico e fact-checking preliminare.
Tow Center for Digital Journalism
https://www.cjr.org/tow_center_reports - 2026 – La polemica sulla funzione di revisione automatica riporta al centro il tema della trasparenza degli strumenti AI nel giornalismo.
https://www.theverge.com
Consigli di approfondimento
- UNESCO – Guidance for the Governance of Digital Platforms
https://www.unesco.org - European Commission – AI Act
https://digital-strategy.ec.europa.eu - Reuters Institute – AI and Journalism Report
https://www.reutersinstitute.politics.ox.ac.uk
Abstract: opportunità e rischi etico-sociali
L’intelligenza artificiale negli strumenti di scrittura promette maggiore produttività, editing rapido e supporto linguistico per milioni di utenti. Tuttavia, la simulazione implicita di autorità umane – come editor o giornalisti – solleva questioni etiche legate a trasparenza, responsabilità e fiducia nel processo informativo.
Se non regolati con chiarezza, gli agenti AI potrebbero contribuire alla diffusione di contenuti ambiguamente attribuiti o manipolati. Al contrario, sistemi ben progettati e dichiarati esplicitamente potrebbero diventare strumenti utili per migliorare la qualità editoriale senza compromettere l’integrità del giornalismo.







