Una nuova funzione basata sull’intelligenza artificiale della piattaforma Grammarly ha scatenato una forte polemica nel mondo accademico. Lo strumento “Expert Review” permette agli utenti di far revisionare i propri manoscritti da versioni IA ispirate a studiosi reali, inclusi professori recentemente deceduti. La funzionalità, che promette feedback basati sulle opere di esperti del settore, è stata criticata da numerosi accademici per questioni etiche, copyright e consenso.
IA accademica e controversia etica
La piattaforma di scrittura assistita Grammarly ha introdotto negli ultimi mesi una nuova funzione denominata Expert Review, integrata nella propria suite di strumenti di intelligenza artificiale. Il sistema consente agli utenti di selezionare un “esperto” accademico per ottenere suggerimenti e revisioni automatiche di testi scientifici o saggi universitari.
Secondo la descrizione ufficiale dell’azienda, l’agente AI analizza il documento e propone modifiche “attingendo alle conoscenze di esperti del settore e a pubblicazioni autorevoli”. In pratica, l’algoritmo simula il punto di vista di studiosi specifici, generando commenti e riscritture del testo.
La controversia è esplosa quando la storica medievale Verena Krebs, docente presso la Ruhr-Universität Bochum, ha segnalato sui social uno screenshot dello strumento che includeva tra gli esperti disponibili lo storico britannico David Abulafia, deceduto nel gennaio 2026.
La scoperta ha provocato una reazione immediata tra studiosi e ricercatori, che hanno criticato l’uso dell’identità accademica di studiosi senza consenso.
Accuse di “negromanzia digitale”
Diversi accademici hanno definito la funzione eticamente problematica. La storica Vanessa Heggie dell’Università di Birmingham ha sostenuto che il sistema “crea copie digitali di professori reali basate sui loro lavori, sfruttandone nome e reputazione senza autorizzazione”.
Altri commentatori hanno parlato apertamente di “negromanzia digitale”, denunciando il rischio che modelli linguistici impersonino studiosi vivi o morti senza alcun controllo legale o etico.
La questione si inserisce nel più ampio dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nella ricerca e nella didattica universitaria. Università e istituzioni stanno già discutendo come regolare strumenti di scrittura automatica e agenti accademici, soprattutto quando utilizzano contenuti provenienti da opere protette da copyright.
Approfondimento – Cronologia del dibattito sull’IA accademica
- 2023–2024 – Diffusione di strumenti di scrittura basati su IA nelle università, tra cui assistenti per saggi e revisioni automatiche.
- 2024 – L’UNESCO pubblica linee guida sull’uso etico dell’IA nell’educazione.
https://www.unesco.org/en/artificial-intelligence/education - 2025 – Diverse università introducono politiche per l’uso responsabile dei modelli linguistici negli elaborati accademici.
- 2026 – Polemica sul sistema “Expert Review” di Grammarly che simula studiosi reali, incluso uno recentemente scomparso.
Fonti e riferimenti
- Futurism – articolo di Frank Landymore
- UNESCO – Ethics of Artificial Intelligence in Education
- Università e commenti accademici pubblicati su LinkedIn e Bluesky
Consigli di approfondimento
- UNESCO – Recommendation on the Ethics of Artificial Intelligence
https://www.unesco.org/en/artificial-intelligence/ethics - European Commission – Ethics Guidelines for Trustworthy AI
https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/library/ethics-guidelines-trustworthy-ai - Nature – Dibattito sull’uso dei LLM nella ricerca accademica
https://www.nature.com
Abstract: rischi e opportunità
L’uso dell’intelligenza artificiale per simulare esperti accademici potrebbe facilitare la revisione dei testi e democratizzare l’accesso al mentoring scientifico. Tuttavia, emergono questioni etiche rilevanti: utilizzo non autorizzato dell’identità di studiosi, possibile violazione del copyright delle opere accademiche e rischio di disinformazione sulla paternità delle revisioni.
Se strumenti di questo tipo diventeranno diffusi, università e governi potrebbero introdurre nuove normative su identità digitale, diritti post-mortem e trasparenza degli agenti IA, ridefinendo il rapporto tra conoscenza umana e sistemi generativi.







