La Modalità AI integra le capacità visive di Lens con Gemini per offrire una ricerca multimodale avanzata. Disponibile ora in Google Labs.
Google ha annunciato un’importante evoluzione della sua piattaforma di ricerca grazie all’introduzione della Modalità AI multimodale, attualmente disponibile per gli utenti statunitensi registrati a Google Labs e per gli abbonati a Google One AI Premium.
Lanciata il 7 aprile 2025, la nuova funzionalità permette agli utenti di “cercare ciò che vedono”, combinando testo e immagini in un’unica query. Basta scattare una foto o caricare un’immagine per ricevere risposte articolate e contestuali, arricchite da link e suggerimenti personalizzati.
Grazie all’integrazione con Gemini, il modello AI proprietario di Google, la Modalità AI è in grado di comprendere l’intera scena di un’immagine, interpretando materiali, forme, colori e relazioni spaziali tra gli oggetti. Questo approccio è reso possibile dalla tecnica di fan-out delle query, che genera interrogazioni multiple e dettagliate, offrendo una comprensione più profonda rispetto alla ricerca tradizionale.
Il vicepresidente del prodotto Robby Stein ha confermato che gli utenti utilizzano la Modalità AI soprattutto per domande aperte, comparazioni di prodotti e pianificazioni complesse. Le query sono in media il doppio più lunghe rispetto a quelle tradizionali, segno di un’interazione più naturale e approfondita.
L’iniziativa è ancora in fase sperimentale, ma promette di ridefinire l’esperienza di ricerca, ponendo nuove sfide sul fronte della trasparenza algoritmica e della sicurezza dei dati visivi.
Fonti:
- Google Blog: Introducing AI Mode
- Intervento di Robby Stein, VP Ricerca Google
- Documentazione ufficiale Gemini e Lens
Approfondimenti:
- Cos’è Gemini e come funziona
- Google Lens: guida pratica
📌 Abstract etico-sociale
Pro: Migliora l’accessibilità alla conoscenza, personalizza l’esperienza utente, favorisce ricerche più articolate.
Rischi: Espone a potenziali problemi di privacy visiva, bias algoritmici e uso improprio di immagini sensibili.
Futuro: La diffusione di queste tecnologie richiederà nuove normative su riconoscimento visivo, trasparenza delle fonti e accountability delle risposte generate.







