Google Labs ha annunciato il lancio di Flow Sessions, un nuovo programma dedicato ai registi che intendono sperimentare con Flow, lo strumento di filmmaking basato su intelligenza artificiale. L’iniziativa prevede accesso illimitato alla piattaforma, mentorship e formazione AI per supportare cineasti e creativi nello sviluppo di nuovi progetti.
Contestualmente, Google Labs ha nominato Henry Daubrez, regista e creative director, come primo filmmaker in residence. Già partner nelle fasi iniziali di sviluppo di Flow — con cui ha realizzato il corto Electric Pink — Daubrez lavorerà a stretto contatto con il team per orientare l’evoluzione tecnologica della piattaforma.
Il nuovo incarico prevede anche la creazione di contenuti video dimostrativi delle potenzialità di Flow. Il primo progetto, The Enchanted Door, introduce un’esperienza narrativa interattiva in cui gli utenti possono scegliere lo sviluppo della storia dopo l’incontro con un portale misterioso.
Con Flow Sessions, Google Labs punta a favorire la contaminazione tra cinema e intelligenza artificiale, offrendo a registi emergenti e affermati strumenti e competenze per esplorare nuove forme di storytelling.
Approfondimento – Cronologia e contesto
- 2023 – Lancio dei primi prototipi di Flow come tool di AI per la produzione video.
- 2024 – Henry Daubrez sperimenta la tecnologia con il corto Electric Pink.
- 2025 – Avvio ufficiale del programma Flow Sessions e presentazione di The Enchanted Door.
📌 Fonti istituzionali: Google Labs (apre in nuova scheda) – Henry Daubrez Portfolio (apre in nuova scheda).
Consigli di approfondimento
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Abstract – Pro e rischi
L’ingresso di registi in residenza come Henry Daubrez e il programma Flow Sessions aprono prospettive innovative per il cinema: democratizzazione degli strumenti di produzione, nuove forme di interattività e riduzione delle barriere creative. Tuttavia, emergono rischi legati a diritti d’autore, sostituzione dei professionisti tradizionali e omologazione stilistica. A livello sociale, l’iniziativa potrebbe accelerare la diffusione di contenuti generati da IA, imponendo nuove riflessioni etiche sul futuro dell’audiovisivo.







