La nuova edizione del rapporto Generation Isolation 2025 fotografa una generazione sempre più connessa agli schermi ma meno alle persone. Tra smartphone, solitudine e chatbot di intelligenza artificiale, i giovani chiedono spazi reali di incontro e adulti di riferimento affidabili.
Il report Generation Isolation 2025, pubblicato da OnSide Youth Zones nel novembre 2025, analizza come oltre 5.000 giovani tra gli 11 e i 18 anni in Inghilterra trascorrono il tempo libero e costruiscono relazioni in un contesto sempre più digitale. I dati sono chiari: il 76% passa la maggior parte del tempo libero davanti a uno schermo, mentre il 48% resta prevalentemente nella propria stanza e il 16% trascorre il tempo libero da solo.
Lo smartphone è l’attività dominante per il 24% dei giovani, superando sport e attività sociali. Non sorprende quindi che il 34% dichiari livelli alti o molto alti di solitudine, secondo un indicatore ispirato alle metriche dell’Office for National Statistics. La dimensione online semplifica i contatti, ma non li rende necessariamente più solidi: il 49% afferma che la connessione più autentica nasce dal tempo condiviso dal vivo, mentre un altro 49% ha vissuto esperienze negative di amicizia online, come esclusioni o ghosting.
Un dato particolarmente rilevante riguarda l’intelligenza artificiale. Il 39% dei giovani si è rivolto a chatbot AI per consigli, compagnia o supporto emotivo, spesso perché più rapidi e accessibili degli adulti reali. Tuttavia, solo il 6% dichiara di fidarsi più dell’AI che di una persona, segnalando un divario tra uso pratico e fiducia relazionale.
In questo scenario emergono i centri giovanili come fattore protettivo. Sebbene l’88% non li frequenti, tra chi li utilizza il 92% riconosce un impatto positivo, e il 55% afferma di aver stretto nuove amicizie. I giovani indicano chiaramente le priorità: attività ricreative accessibili, spazi sicuri e occasioni di socialità offline.
Il messaggio del rapporto è netto: la vita digitale è ormai strutturale, ma non basta a sostenere il benessere. Senza investimenti in luoghi fisici, relazioni e adulti di riferimento, il rischio è una generazione sempre più connessa e sempre più sola.
Approfondimento – Cronologia essenziale
- 2022 – Prima edizione di Generation Isolation dopo la pandemia
https://www.onsideyouthzones.org - 2023–2024 – Conferma dell’aumento di isolamento e tempo online
- 2025 – Focus su AI, fiducia e qualità delle relazioni sociali
https://www.onsideyouthzones.org
https://www.yougov.co.uk
https://www.ons.gov.uk
Consigli di approfondimento
- Office for National Statistics – Solitudine e benessere giovanile
https://www.ons.gov.uk - UNICEF – Adolescenza e salute mentale nell’era digitale
https://www.unicef.org - OECD – Children, Digital Lives and Wellbeing
https://www.oecd.org
Abstract: pro e rischi etico-sociali
Pro: accesso rapido a supporto digitale, nuove forme di espressione e connessione, AI come strumento di aiuto immediato.
Rischi: dipendenza dagli schermi, isolamento sociale, delega emotiva all’AI, indebolimento della fiducia interpersonale.
Conseguenze future: senza correttivi sociali e spazi fisici inclusivi, l’interazione digitale potrebbe sostituire – e non integrare – le relazioni umane, ampliando solitudine e fragilità emotiva nelle nuove generazioni.







