L’automazione delle attività arriva su Gemini e segna un salto concreto nell’uso quotidiano dell’intelligenza artificiale. Google e Samsung introducono una funzione che consente agli smartphone di eseguire azioni reali nelle app – dal food delivery al ride sharing – con supervisione umana.
L’intelligenza artificiale passa dalla teoria all’azione. Con l’ultimo aggiornamento beta, Google introduce su Gemini una funzione di automazione che consente al sistema di interagire direttamente con le applicazioni dello smartphone. Il debutto avviene su dispositivi come il Galaxy S26 Ultra, segnando una nuova fase nell’evoluzione degli assistenti digitali.
Secondo quanto riportato da The Verge (12 marzo 2026), Gemini è ora in grado di eseguire operazioni complesse: prenotare un’auto tramite app di ride sharing, ordinare cibo o gestire attività quotidiane attraverso comandi vocali. Il sistema opera in una “finestra virtuale”, replicando le azioni dell’utente passo dopo passo.
Un elemento centrale è la supervisione umana: l’utente può osservare ogni fase, intervenire o interrompere il processo. Prima della conferma finale, l’AI richiede sempre una revisione, riducendo il rischio di errori o azioni indesiderate. Questo approccio risponde a una delle principali criticità dell’automazione: la perdita di controllo.
I test mostrano risultati promettenti ma non perfetti. Richieste semplici, come prenotare un Uber, vengono eseguite in modo fluido. Task più complessi – come ordinare un caffè personalizzato – richiedono ancora interventi manuali e tempi più lunghi.
L’innovazione si inserisce in un trend più ampio: la trasformazione degli assistenti AI in “agenti operativi”, capaci non solo di rispondere, ma di agire. Tuttavia, restano aperte questioni legate a privacy, sicurezza e affidabilità, soprattutto quando l’AI accede direttamente a servizi e dati personali.
Approfondimento: cronologia dell’evoluzione degli assistenti AI
- 2011 – Lancio di Siri (Apple): primo assistente vocale mainstream
- 2016 – Google Assistant introduce interazioni contestuali avanzate
- 2023 – Esplosione dei modelli generativi (OpenAI, Google, Anthropic)
- 2025 – Sviluppo degli agenti AI autonomi (MIT, Stanford, DeepMind)
- 2026 – Automazione diretta delle app con Gemini
Fonti:
- The Verge (2026)
- Stanford HAI – AI Index Report 2025: https://aiindex.stanford.edu
- Commissione Europea – AI Act: https://artificial-intelligence-act.eu
Consigli di approfondimento
- Stanford AI Index 2025: https://aiindex.stanford.edu
- OECD AI Policy Observatory: https://oecd.ai
- Commissione UE AI Act: https://artificial-intelligence-act.eu
Abstract: implicazioni etiche e sociali
L’automazione operativa di Gemini rappresenta un passo avanti significativo in termini di produttività e user experience. Tra i vantaggi emergono semplificazione delle attività quotidiane e maggiore accessibilità digitale. Tuttavia, i rischi includono dipendenza tecnologica, vulnerabilità della privacy e possibili errori decisionali automatizzati.
Nel medio periodo, l’evoluzione verso agenti sempre più autonomi potrebbe ridefinire il rapporto uomo-macchina, richiedendo nuovi standard di governance, trasparenza e responsabilità.







