Un’ondata di video generati con intelligenza artificiale sta invadendo Facebook e altre piattaforme social. Nei filmati compaiono presunti guaritori spirituali che affermano di curare malattie inesistenti o patologie gravi tramite preghiere e rituali. Il fenomeno solleva interrogativi sulla disinformazione sanitaria, sull’uso improprio dell’AI generativa e sulla responsabilità delle piattaforme digitali nel moderare contenuti potenzialmente pericolosi.
AI generativa e disinformazione sanitaria
Negli ultimi mesi diversi utenti hanno segnalato sui social media una proliferazione di video artificiali in cui falsi guaritori promettono cure miracolose. I contenuti mostrano persone apparentemente reali — spesso generate o manipolate con strumenti di intelligenza artificiale generativa — che raccontano storie di guarigioni straordinarie da malattie rare o addirittura inventate.
La qualità visiva, spesso caratterizzata da animazioni innaturali o dettagli imperfetti, suggerisce l’uso di tecnologie di generazione video e deepfake. Secondo studi pubblicati dal World Health Organization (WHO) e dal European Commission Joint Research Centre, la disinformazione sanitaria online rappresenta una delle principali sfide della comunicazione digitale contemporanea, soprattutto quando sfrutta strumenti AI per amplificare contenuti ingannevoli.
Il problema è aggravato dagli algoritmi delle piattaforme social, progettati per massimizzare il coinvolgimento degli utenti. Video sensazionalistici o emotivamente forti tendono a essere premiati dal sistema di raccomandazione, aumentando la loro diffusione.
Il rischio per utenti vulnerabili
La presenza di presunte “cure spirituali” o “miracoli digitali” può essere particolarmente pericolosa per persone vulnerabili, come pazienti con malattie croniche o disturbi psicologici. Diversi esperti di sanità pubblica avvertono che tali contenuti potrebbero spingere alcuni utenti ad abbandonare terapie mediche reali in favore di rimedi non scientifici.
Le principali piattaforme social, tra cui Meta — la società madre di Facebook — hanno introdotto politiche contro la disinformazione sanitaria. Tuttavia, la crescente accessibilità degli strumenti di AI generativa rende sempre più facile produrre contenuti falsi su larga scala.
Approfondimento e cronologia
2020 – Infodemia COVID-19
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce “infodemia” la diffusione massiva di informazioni false sulla salute online.
Fonte: https://www.who.int/health-topics/infodemic
2023-2025 – Esplosione dei contenuti AI generativi
La diffusione di modelli generativi per immagini e video aumenta la produzione di deepfake e contenuti sintetici sui social.
Fonte: https://digital-strategy.ec.europa.eu
2024 – Rapporto UE sulla disinformazione sanitaria online
La Commissione europea segnala la crescita di contenuti sanitari ingannevoli generati automaticamente.
Fonte: https://joint-research-centre.ec.europa.eu
Consigli di approfondimento
- OMS – Disinformazione sanitaria digitale
https://www.who.int - Commissione Europea – Digital Services Act e moderazione dei contenuti
https://digital-strategy.ec.europa.eu - UNESCO – AI e disinformazione
https://www.unesco.org
Abstract: opportunità e rischi
Pro
L’intelligenza artificiale generativa può migliorare la comunicazione sanitaria, facilitare la divulgazione scientifica e rendere accessibili informazioni mediche complesse.
Rischi etici e sociali
Se usata senza controlli, la stessa tecnologia può amplificare disinformazione, truffe digitali e manipolazione emotiva degli utenti. Nel lungo periodo potrebbe diventare sempre più difficile distinguere tra testimonianze reali e contenuti sintetici.
Possibili conseguenze future
Gli esperti suggeriscono una combinazione di regolamentazione, alfabetizzazione digitale e strumenti automatici di rilevamento dei deepfake per mitigare i rischi. La governance dell’AI, già al centro di normative come l’AI Act europeo, potrebbe diventare decisiva per proteggere i cittadini nell’ecosistema informativo digitale.







