Explosive Media, collettivo iraniano noto per video satirici generati con AI e ispirati all’estetica Lego, ha trasformato la propaganda digitale in intrattenimento virale. Le clip contro Donald Trump mostrano come meme, geopolitica e intelligenza artificiale stiano ridisegnando la guerra dell’informazione.
Explosive Media è diventato uno dei casi più discussi della nuova propaganda generativa. Secondo Wired, il gruppo ha pubblicato oltre una decina di video AI in stile Lego durante il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele, ottenendo milioni di visualizzazioni su piattaforme come X, TikTok, Instagram e Telegram. Le clip deridono Donald Trump, Benjamin Netanyahu e la narrativa occidentale sul conflitto, usando ironia, musica rap, riferimenti pop e linguaggio visivo immediatamente riconoscibile.
Il collettivo nega legami diretti con il regime iraniano e si presenta come un gruppo di giovani creator. Tuttavia, analisti citati da Wired e da altri media internazionali osservano che l’accesso alla rete globale in Iran, in un contesto di forti restrizioni, e l’allineamento dei messaggi alla propaganda ufficiale alimentano dubbi sulla reale indipendenza del gruppo.
La forza di Explosive Media non risiede soltanto nella tecnologia, ma nella conoscenza dei codici culturali occidentali. Moustafa Ayad, ricercatore dell’Institute for Strategic Dialogue, ha spiegato che questi video rendono il punto di vista iraniano più accessibile e puntano anche sulla disaffezione interna agli Stati Uniti. È propaganda non sempre fondata su false notizie, ma su selezione emotiva, satira aggressiva e semplificazione del conflitto.
Il caso apre un problema etico e politico: l’AI permette a gruppi statali o para-statali di produrre contenuti persuasivi, economici e replicabili. La guerra dell’informazione non passa più solo dai comunicati ufficiali, ma da video brevi, ironici e condivisibili. Il rischio è che tragedie reali vengano trasformate in intrattenimento, riducendo la capacità del pubblico di distinguere informazione, satira e manipolazione.
Fonti principali: Wired ha ricostruito nascita, contenuti e strategia di Explosive Media; Al Jazeera ha riportato la condanna iraniana dopo il ban YouTube; The Guardian ha analizzato il fenomeno come “slopaganda”; The New Yorker ha descritto la viralità dei video e la loro circolazione in ambienti politici diversi.
Breve approfondimento: cronologia essenziale
2024 — Secondo analisi citate da Wired, ambienti legati ai Guardiani della rivoluzione avevano già diffuso video di propaganda con estetica simile ai Lego.
2025 — Explosive Media nasce come canale di commento politico e poi passa a video animati generati con AI.
Febbraio-aprile 2026 — I video satirici contro Trump e Netanyahu diventano virali e vengono discussi da media internazionali.
Aprile 2026 — YouTube rimuove il canale; Teheran accusa la piattaforma di voler “sopprimere la verità”.
Consigli di approfondimento: Wired per la ricostruzione del gruppo; The Guardian per il concetto di slopaganda; Al Jazeera per la reazione iraniana al ban; The New Yorker per l’analisi culturale della viralità.
Abstract: pro, rischi etici e conseguenze sociali
Il caso Explosive Media mostra il potenziale comunicativo dell’AI generativa: contenuti rapidi, economici, comprensibili e capaci di raggiungere pubblici globali. Il lato critico è la trasformazione della guerra in spettacolo virale. Le conseguenze future potrebbero includere campagne di influenza sempre più automatizzate, erosione della fiducia nelle fonti giornalistiche, polarizzazione politica e maggiore difficoltà per gli utenti nel distinguere satira, propaganda e informazione verificata.







