Una programmatrice statunitense ha ottenuto dal proprio datore di lavoro l’esenzione dall’uso dell’intelligenza artificiale. Il caso apre un nuovo confronto tra libertà religiosa, innovazione tecnologica e organizzazione aziendale.
Erin Maus, ingegnera informatica di 34 anni impiegata presso un’azienda tecnologica della Carolina del Nord, ha ottenuto un accomodamento religioso che le consente di non utilizzare strumenti di intelligenza artificiale nello svolgimento delle proprie mansioni.
Secondo quanto riferito da Business Insider e ripreso da Futurism, la lavoratrice, appartenente alla tradizione unitariana universalista, avrebbe presentato la richiesta nell’aprile 2026, collegando il rifiuto dell’AI a convinzioni religiose riguardanti dignità umana, impatto ambientale ed etica tecnologica. L’azienda avrebbe accolto la domanda a metà maggio.
Maus continua quindi a scrivere e revisionare manualmente il codice. La sua esperienza, tuttavia, non costituisce una sentenza né crea automaticamente un precedente valido per tutti i lavoratori: rappresenta una decisione interna adottata da un singolo datore di lavoro.
Negli Stati Uniti, il Titolo VII del Civil Rights Act impone alle aziende di valutare gli accomodamenti collegati a convinzioni religiose sinceramente professate. L’esenzione può essere negata quando comporta un onere sostanziale, valutato considerando dimensioni, costi e attività dell’impresa.
Il dibattito è stato rafforzato dall’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, dedicata alla tutela della persona nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Il documento invita a subordinare efficienza e innovazione alla dignità umana e al bene comune.
Il caso mostra che l’adozione obbligatoria dell’AI potrebbe trasformarsi in una questione di diritti e libertà di coscienza. Le imprese dovranno predisporre procedure trasparenti, valutazioni individuali e alternative tecniche, evitando sia imposizioni indiscriminate sia esenzioni prive di fondamento.
Cronologia
- 2021: l’EEOC chiarisce i criteri sulle discriminazioni religiose e sugli accomodamenti.
- 2023: la Corte Suprema, con Groff v. DeJoy, rafforza il criterio dell’onere sostanziale per il datore di lavoro.
- Aprile 2026: Maus presenta la richiesta.
- 15 maggio 2026: viene firmata Magnifica Humanitas.
- Metà maggio 2026: l’azienda concede l’esenzione.
- 8 giugno 2026: Futurism rende noto il caso.
Approfondimenti: linee guida dell’ e testo integrale dell’.
Abstract etico-sociale: l’esenzione tutela coscienza, pluralismo e autonomia professionale. I rischi riguardano richieste strumentali, disparità tra dipendenti e conflitti con le esigenze produttive. In futuro, l’AI potrebbe diventare oggetto di contrattazione aziendale e di nuove controversie sui diritti digitali.







