l Regno Unito introduce nuovi reati contro l’uso dell’intelligenza artificiale per produrre o facilitare materiale di abuso sessuale su minori. La stretta colpisce generatori AI, manuali, amministratori di siti e reti online, mentre l’Europa prepara divieti e obblighi più ampi.
Il Regno Unito rafforza la risposta penale contro una delle derive più gravi dell’intelligenza artificiale generativa: la produzione di deepfake e contenuti sintetici legati allo sfruttamento sessuale dei minori. Con il Crime and Policing Act 2026, Londra introduce un nuovo reato per chi adatta, possiede, fornisce o offre strumenti AI ottimizzati per creare materiale di abuso sessuale su minori, con pena massima fino a cinque anni di carcere.
La norma aggiorna anche il reato relativo ai cosiddetti “manuali” criminali, includendo istruzioni riferite a immagini generate artificialmente. Inoltre, criminalizza attività online svolte con l’intenzione di facilitare abusi: manutenzione di siti, scrittura di codice, controllo o accesso a piattaforme usate per condividere materiale illecito.
Il tema riguarda anche lo streaming e le reti di distribuzione: le autorità britanniche indicano che l’abuso digitale non si limita più al possesso di file, ma comprende infrastrutture, forum, strumenti e servizi che permettono la circolazione o la produzione di contenuti dannosi. Il governo segnala che modelli AI possono essere addestrati su immagini reali, replicare l’identità di minori e aumentare la revittimizzazione.
Il fenomeno è in crescita. L’Internet Watch Foundation ha valutato nel 2025 8.029 immagini e video AI come contenuti realistici di abuso sessuale su minori; i video AI individuati sono stati 3.443, con un aumento del 26.385% rispetto al 2024.
Anche l’Europa si muove. Il Parlamento europeo segnala che l’AI Act vieterà la generazione di questo materiale dal 2 dicembre 2026, mentre il Consiglio d’Europa afferma che le convenzioni esistenti si applicano anche ai contenuti creati o alterati con AI.
Breve approfondimento e cronologia
2023: IWF individua i primi casi strutturati di materiale sintetico generato con AI su forum del dark web.
2025: Europol coordina un’operazione internazionale contro reti di distribuzione di contenuti AI legati ad abusi su minori.
2026: Regno Unito introduce nuovi reati su generatori AI, manuali e infrastrutture online; Consiglio d’Europa chiede agli Stati di aggiornare l’applicazione delle convenzioni.
Consigli di approfondimento
Per il quadro normativo europeo: Parlamento europeo e AI Act.
Per il profilo investigativo e internazionale: Europol.
Per i dati sul fenomeno: Internet Watch Foundation.
Abstract: pro, rischi e conseguenze etico-sociali
La criminalizzazione dei generatori AI e delle reti che facilitano abusi rafforza la tutela dei minori e riduce zone grigie tecnologiche. Il rischio è che le attività migrino verso piattaforme cifrate, dark web e modelli open source non controllati. La conseguenza futura sarà una pressione crescente su sviluppatori, piattaforme e Stati: servono prevenzione tecnica, tracciabilità, cooperazione internazionale e garanzie per evitare sorveglianza sproporzionata.







