Un data center di circa 6.430 metri quadrati, progettato accanto al Nashville Zoo, ha sollevato timori per rumore, illuminazione e possibili conseguenze sulle specie più vulnerabili. La società proponente respinge l’etichetta di “fabbrica di AI” e promette sistemi a basso impatto.
Il progetto contestato
Il Nashville Zoo, in Tennessee, si oppone alla costruzione di un data center DC BLOX previsto al 648 Grassmere Park, a poche decine di metri dalle aree zoologiche. Il progetto depositato presso la città riguarda un edificio di 69.220 piedi quadrati, circa 6.430 metri quadrati.
Secondo lo zoo, rumore continuo, vibrazioni e illuminazione artificiale potrebbero compromettere il benessere e la riproduzione di animali sensibili agli stimoli ambientali. Particolare preoccupazione riguarda i leopardi nebulosi: Nashville gestisce uno dei principali programmi statunitensi di conservazione della specie e nell’aprile 2026 ha annunciato il cinquantesimo esemplare nato nella struttura dal 1991.
Le conseguenze paventate non sono però ancora dimostrate da una valutazione ambientale definitiva. Si tratta di rischi indicati dai responsabili dello zoo, sui quali dovranno pronunciarsi autorità urbanistiche ed esperti indipendenti.
La replica di DC BLOX
DC BLOX sostiene che l’impianto non sarebbe una “AI factory”, ma un’infrastruttura destinata al traffico Internet regionale. L’azienda promette raffreddamento a circuito chiuso o senza acqua, schermatura delle luci, controllo del rumore e copertura dei costi elettrici e infrastrutturali.
La mobilitazione ha comunque assunto dimensione politica. Il sindaco Freddie O’Connell ha firmato il 15 giugno un ordine esecutivo per studiare gli effetti dei grandi data center e sostenere una moratoria temporanea. La Planning Commission ha rinviato al 25 giugno l’esame delle nuove regole urbanistiche.
Il caso mostra come l’espansione delle infrastrutture digitali richieda valutazioni preventive, trasparenza progettuale e distanze adeguate dai luoghi dedicati alla conservazione.
Cronologia
- Aprile 2026: lo zoo annuncia la cinquantesima nascita di un leopardo nebuloso.
- Giugno: emerge il progetto DC BLOX e parte la mobilitazione pubblica.
- 15 giugno: il sindaco firma l’Executive Order 59 sui data center.
- 25 giugno: previsto il nuovo esame della Planning Commission.
Approfondimenti: comunicazione ufficiale del Nashville Zoo; ordine esecutivo della città; studio United Nations University sull’impatto ambientale dell’AI.
Abstract etico: i data center sostengono servizi digitali, connettività ed economia locale. I rischi riguardano consumo di risorse, rumore, biodiversità e concentrazione degli oneri ambientali sulle comunità. Senza verifiche indipendenti, la loro espansione potrebbe alimentare conflitti sociali e sfiducia nelle istituzioni.







