La corsa ai data center in orbita accelera, spinta dai limiti energetici terrestri e dall’esplosione dell’IA. Startup e Big Tech guardano allo spazio come soluzione radicale per alimentare la prossima generazione di calcolo.
La pressione esercitata dall’intelligenza artificiale sui sistemi energetici globali sta aprendo uno scenario finora considerato fantascientifico: portare i data center nello spazio. A rilanciare l’idea è Aetherflux, startup statunitense fondata da Baiju Bhatt, che prevede il lancio del primo satellite-datacenter all’inizio del 2027. Il progetto, chiamato “Galactic Brain”, punta a sfruttare energia solare continua in orbita, aggirando i vincoli di rete, spazio e approvvigionamento che frenano l’espansione dei data center sulla Terra.
Secondo Bhatt, la corsa verso sistemi di intelligenza artificiale sempre più avanzati è innanzitutto una corsa alla potenza di calcolo e quindi all’energia. In orbita, pannelli fotovoltaici possono operare 24 ore su 24 senza interruzioni, offrendo un vantaggio teorico decisivo rispetto alle infrastrutture terrestri, sempre più contestate per consumi idrici, emissioni e impatto sulle comunità locali.
Aetherflux non è sola. Google, Blue Origin e SpaceX stanno valutando soluzioni simili, mentre la ricerca sulla trasmissione dell’energia solare dallo spazio alla Terra — tramite laser o microonde — procede parallelamente. Tuttavia, i costi di lancio, la gestione termica, la sicurezza informatica e i detriti spaziali restano ostacoli rilevanti.
Dal punto di vista etico e ambientale, la delocalizzazione orbitale del calcolo solleva nuove domande: chi controllerà queste infrastrutture critiche? Come verranno regolamentate? E quali rischi sistemici comporta spostare “il cervello digitale” dell’umanità fuori dal pianeta?
Approfondimento – Cronologia essenziale
- 2018: primi studi su data center orbitali e solar power satellites (NASA, ESA).
- 2023–2024: crescita esponenziale dei consumi energetici dei data center IA (IEA).
- 2025: Big Tech avviano studi di fattibilità su infrastrutture di calcolo spaziali.
- 2027 (previsto): primo lancio dimostrativo di Aetherflux.
Fonti:
- International Energy Agency – https://www.iea.org
- NASA – Space Solar Power – https://www.nasa.gov
- European Space Agency – https://www.esa.int
Consigli di approfondimento
- Rapporto IEA su data center e IA
https://www.iea.org/reports/data-centres-and-data-transmission-networks - ESA: energia solare spaziale
https://www.esa.int/Enabling_Support/Space_Engineering_Technology/Space_based_solar_power
Abstract – Pro, rischi e implicazioni sociali
Pro: energia continua, riduzione della pressione su reti terrestri, supporto alla crescita dell’IA.
Rischi: costi elevati, militarizzazione dello spazio, governance opaca, nuove disuguaglianze tecnologiche.
Conseguenze future: possibile concentrazione del potere computazionale e necessità di una regolazione internazionale per garantire sicurezza, equità e controllo democratico.







