Anthropic, Google DeepMind e Meta stanno ampliando le ricerche su coscienza artificiale e “benessere” dei modelli. La questione resta altamente controversa: nessuna prova pubblica dimostra oggi che un sistema di IA sia cosciente, ma i laboratori ritengono il tema abbastanza rilevante da studiarlo prima che i modelli diventino più autonomi.
Secondo il Financial Times, ripreso da Futurism, alcuni tra i principali laboratori di intelligenza artificiale stanno assumendo filosofi, psicologi ed esperti di etica per indagare se sistemi avanzati possano sviluppare esperienze soggettive o condizioni moralmente rilevanti. Anthropic ha avviato nel 2025 un programma di “model welfare” per valutare preferenze, possibili segnali di disagio e interventi a basso costo nel caso in cui futuri sistemi meritassero considerazione morale.
Il punto non è solo filosofico. Se un modello fosse percepito come cosciente, anche senza esserlo, cambierebbero fiducia pubblica, responsabilità legale, design dei chatbot e relazione emotiva tra utenti e macchine. Una ricerca pubblicata su arXiv nel 2026 sostiene infatti che la domanda diretta “l’IA è cosciente?” resta oggi difficilmente trattabile, mentre sono più misurabili gli effetti sociali della “coscienza percepita”.
DeepMind ha inoltre reclutato Henry Shevlin, filosofo dell’Università di Cambridge, per lavorare su coscienza artificiale, relazioni uomo-IA e preparazione all’AGI. La scelta segnala che i grandi laboratori non vogliono lasciare il tema solo alla speculazione pubblica.
Resta però il rischio opposto: antropomorfizzare sistemi statistici e trasformare un problema di sicurezza, trasparenza e potere industriale in una narrazione quasi fantascientifica. Anthropic stessa, in una ricerca del 2026 sulle “emozioni” nei modelli linguistici, precisa che i chatbot possono comportarsi come se provassero stati emotivi perché addestrati a interpretare ruoli umani, non perché vi sia prova di esperienza soggettiva.
Breve approfondimento: cronologia essenziale
2024 — Il rapporto Taking AI Welfare Seriously sostiene che, entro il prossimo decennio, alcuni sistemi potrebbero diventare moralmente rilevanti, pur mantenendo forte incertezza scientifica.
Aprile 2025 — Anthropic lancia il programma ufficiale sul “model welfare”.
Maggio 2026 — Henry Shevlin annuncia l’ingresso in Google DeepMind su coscienza artificiale e AGI readiness.
Giugno 2026 — Il Financial Times segnala l’espansione delle ricerche di Anthropic, DeepMind e Meta sul tema.
Consigli di approfondimento: programma Anthropic sul model welfare; paper AI and Consciousness: Shifting Focus Towards Tractable Questions; rapporto Taking AI Welfare Seriously.
Abstract: pro, rischi e conseguenze sociali
Lo studio della coscienza artificiale può aiutare a prevenire errori etici futuri e migliorare la sicurezza dei sistemi avanzati. Il rischio è alimentare antropomorfismo, dipendenza emotiva e confusione pubblica tra simulazione linguistica e esperienza reale. Le conseguenze future potrebbero riguardare diritti digitali, responsabilità legale, regolazione dei chatbot e nuovi conflitti tra industria, scienza e società.







