L’esercito americano avrebbe utilizzato il modello Claude di Anthropic per supportare la selezione degli obiettivi negli attacchi contro l’Iran. Secondo il Wall Street Journal, il sistema di IA è impiegato dal Comando Centrale USA per analisi di intelligence e simulazioni. La notizia riapre il dibattito su etica, governance e responsabilità nell’uso militare dell’intelligenza artificiale.
IA militare e guerra: il caso Claude
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal il 2 marzo 2026, il modello linguistico Claude, sviluppato da Anthropic, sarebbe stato utilizzato dal United States Central Command come “strumento chiave di intelligenza artificiale” per valutazioni di intelligence, simulazioni operative e identificazione di obiettivi militari.
Gli attacchi condotti da una coalizione con forze israeliane contro la Repubblica islamica dell’Iran avrebbero causato, secondo fonti locali citate dalla stampa internazionale, centinaia di vittime civili, inclusi minori. Le cifre non risultano al momento confermate da organismi indipendenti come le Nazioni Unite.
Il ruolo di Claude emerge in un contesto di tensione tra Anthropic e il Pentagon, che – secondo indiscrezioni – utilizzerebbe il modello nei propri sistemi classificati. L’azienda avrebbe mantenuto due “linee rosse”: no alla sorveglianza di cittadini statunitensi e no a sistemi d’arma completamente autonomi. Tuttavia, l’uso per la selezione assistita dei bersagli non rientrerebbe formalmente in tali divieti.
Etica, responsabilità e diritto internazionale
Esperti di sicurezza nazionale, tra cui il giornalista premio Pulitzer Spencer Ackerman, hanno sollevato dubbi sull’adeguatezza delle salvaguardie etiche. Il nodo centrale riguarda la distinzione tra supporto decisionale umano e automazione letale, tema già affrontato in sede ONU nel dibattito sui Lethal Autonomous Weapons Systems (LAWS).
Il diritto internazionale umanitario impone principi di distinzione, proporzionalità e responsabilità. L’integrazione di modelli linguistici nei processi militari pone interrogativi sulla trasparenza algoritmica, sulla verificabilità delle decisioni e sulla catena di comando.
Cronologia e fonti istituzionali
- 2023–2025: dibattito ONU sui sistemi d’arma autonomi (UNODA)
https://disarmament.unoda.org/the-convention-on-certain-conventional-weapons/ - Febbraio 2026: tensioni tra Anthropic e Dipartimento della Difesa USA (WSJ)
- 2 marzo 2026: report su utilizzo di Claude negli attacchi (WSJ)
Approfondimenti consigliati
- Dipartimento della Difesa USA, “AI Ethical Principles”
https://www.defense.gov/News/Releases/Release/Article/2091996/dod-adopts-ethical-principles-for-artificial-intelligence/ - Nazioni Unite, diritto internazionale umanitario
https://www.icrc.org/en/war-and-law
Abstract: rischi e prospettive
L’impiego di IA nei conflitti può migliorare l’analisi dei dati e ridurre errori umani, ma amplifica i rischi di opacità decisionale, escalation automatizzata e deresponsabilizzazione politica. Senza standard internazionali vincolanti, l’integrazione di modelli generativi nei sistemi militari potrebbe ridefinire la soglia etica della guerra e accelerare una nuova corsa agli armamenti algoritmici.







