Link fonte principale: CBS News — “AI is fabricating citations in biomedical studies, researchers find”
Tipo di documento: articolo giornalistico. La fonte scientifica originale è una research letter pubblicata su The Lancet: “Fabricated citations: an audit across 2·5 million biomedical papers”.
Un audit guidato dalla Columbia University ha individuato migliaia di citazioni inesistenti in articoli biomedici peer-reviewed. Il caso, rilanciato da CBS News, riapre il dibattito sull’uso non verificato dell’intelligenza artificiale nella scrittura scientifica e sui rischi per linee guida cliniche, revisione tra pari e fiducia pubblica.
Un nuovo allarme arriva dalla letteratura medica: l’intelligenza artificiale generativa starebbe contribuendo alla diffusione di riferimenti scientifici inventati. Secondo CBS News, che ha intervistato Maxim Topaz, associate professor alla Columbia School of Nursing e autore principale dello studio, le citazioni false possono entrare nel circuito delle revisioni sistematiche e delle linee guida cliniche, influenzando indirettamente le decisioni terapeutiche.
La ricerca, pubblicata su The Lancet il 7 maggio 2026, ha analizzato 2,5 milioni di articoli biomedici open access pubblicati tra il 1° gennaio 2023 e il 18 febbraio 2026 in PubMed Central. Il sistema di verifica automatizzato ha esaminato 97,1 milioni di riferimenti, individuando 4.046 citazioni false in 2.810 articoli.
Il dato più preoccupante è la crescita: secondo Columbia Nursing, il tasso è aumentato di oltre dodici volte dal 2023, con un’accelerazione netta dalla metà del 2024. All’inizio del 2026, la frequenza stimata era arrivata a circa 57 citazioni false ogni 10.000 articoli.
Il problema non riguarda solo l’errore bibliografico. STAT segnala che, nel 2023, un articolo su 2.828 conteneva almeno un riferimento fabbricato; nel 2025 il rapporto era salito a uno su 458 e nelle prime settimane del 2026 a uno su 277.
Gli autori chiedono controlli obbligatori sui riferimenti al momento della sottomissione, screening retroattivi, metadati più chiari nei database scientifici e categorie dedicate per tracciare le citazioni false. Al momento dell’audit, il 98,4% degli articoli coinvolti non aveva ricevuto azioni editoriali.
Breve approfondimento: cronologia dei fatti
2023 — Le citazioni false risultano ancora relativamente rare, ma già misurabili negli articoli biomedici indicizzati.
Metà 2024 — Columbia Nursing osserva un’accelerazione del fenomeno, in coincidenza con l’uso crescente degli strumenti di scrittura basati su IA.
7 maggio 2026 — The Lancet pubblica la research letter sull’audit di 2,5 milioni di articoli.
13 maggio 2026 — CBS News porta il caso al grande pubblico, sottolineando i possibili effetti sulle decisioni cliniche.
Consigli di approfondimento: Columbia School of Nursing per i dati dello studio; STAT per il contesto sul sistema editoriale; Retraction Watch per il monitoraggio dell’integrità scientifica.
Abstract: pro, rischi e conseguenze sociali
L’IA può accelerare revisione, editing e organizzazione bibliografica, ma solo se integrata con verifiche umane e strumenti di controllo affidabili. Il rischio etico è la normalizzazione di una ricerca “veloce” ma fragile, dove citazioni plausibili sostituiscono fonti reali. Le conseguenze future potrebbero includere perdita di fiducia nella scienza, linee guida cliniche contaminate e maggiore pressione sui publisher per adottare audit automatici e responsabilità editoriale più stringente.







