La Cina ha pubblicato le Misure provvisorie per la gestione dei servizi di interazione antropomorfa basati su AI: non una “legge” parlamentare, ma un regolamento amministrativo vincolante, emanato il 10 aprile 2026 da cinque autorità, tra cui la Cyberspace Administration of China. Entrerà in vigore il 15 luglio 2026.
Il provvedimento riguarda servizi che simulano personalità, stili comunicativi e interazioni emotive umane. L’obiettivo dichiarato è bilanciare innovazione, sicurezza pubblica e tutela dei diritti. Secondo l’articolo 10, i fornitori dovranno garantire responsabilità di sicurezza lungo l’intero ciclo di vita del servizio: sviluppo, gestione, aggiornamento e cessazione.
Il punto più sensibile riguarda i minori. Le nuove regole vietano contenuti capaci di indurre comportamenti pericolosi, emozioni estreme o abitudini dannose per la salute fisica e mentale. UNICEF ha definito il testo un passo rilevante per la protezione dei bambini dai rischi legati all’AI.
La norma impone anche avvisi chiari: gli utenti devono sapere di interagire con un sistema artificiale, non con una persona. In caso di segnali di dipendenza o uso eccessivo, i provider devono intervenire con notifiche visibili; dopo due ore di uso continuativo è previsto un richiamo alla durata dell’interazione.
Il modello cinese può diventare un precedente globale, ma solleva anche interrogativi: protezione psicologica e controllo statale si intrecciano. Il rischio è che la tutela dei vulnerabili venga accompagnata da una governance digitale molto centralizzata.
Cronologia e fonti
- 27 dicembre 2025: pubblicata la bozza per consultazione pubblica.
- 10 aprile 2026: testo definitivo pubblicato.
- 15 luglio 2026: entrata in vigore prevista.







