OpenAI si trova al centro di una nuova polemica dopo che alcuni utenti di ChatGPT — anche abbonati al piano Pro — hanno segnalato la comparsa di suggerimenti di acquisto relativi a brand come Target e Peloton durante conversazioni apparentemente estranee a temi di shopping.
Consigli per collegare app o fare acquisti tramite ChatGPT hanno scatenato accuse — da parte degli utenti — di pubblicità occulta. OpenAI respinge la tesi, affermando che si trattava di “suggerimenti di app” e non di annunci pubblicitari. Tuttavia, l’episodio ha acceso un dibattito più ampio su fiducia, trasparenza e ruolo etico delle IA.
Cosa è successo
- Diverse segnalazioni online mostrano screenshot in cui, all’interno di una conversazione con ChatGPT, compare un suggerimento del tipo “Connect Peloton” o “Shop at Target”, non correlato al tema trattato.
- Un utente su X (ex Twitter) ha evidenziato il comportamento: “Showing me ADS TO SHOP AT TARGET”.
- La risposta di OpenAI — tramite responsabili di prodotto — è stata immediata: non si tratterebbe di pubblicità, bensì di un intento “sperimentale” legato a un’“app discovery feature” che suggerisce app integrate nella piattaforma. Nessun accordo commerciale o remunerazione diretta, secondo l’azienda.
- In un comunicato interno, un dirigente ha ammesso che “qualsiasi esperienza che assomiglia a pubblicità deve essere trattata con estrema cautela” e ha annunciato la disattivazione temporanea della funzione in attesa di revisioni.
Interpretazioni e implicazioni
Da un lato, l’episodio sottolinea la fragilità della distinzione tra suggerimento e pubblicità all’interno di un’interfaccia conversazionale come ChatGPT. Anche senza un compenso diretto, la mera comparsa di brand e link commerciali rischia di alterare la percezione di neutralità dell’assistente.
Dall’altro, la vicenda evidenzia un problema di trasparenza e fiducia: molti utenti ritengono inaccettabile che contenuti potenzialmente sponsorizzati—o percepiti tali—compaiano senza chiara indicazione. Qualora queste dinamiche venissero normalizzate, il rapporto tra utente e IA potrebbe evolvere da “supporto neutrale” a “veicolo di marketing mascherato”.
Pro e rischi futuri
- ✔️ Pro: se ben progettata, la funzione “app discovery” potrebbe offrire utilità — suggerendo servizi o strumenti effettivamente rilevanti all’utente.
- ⚠️ Rischi: erosione della fiducia; percezione di manipolazione occulta; indebolimento del principio di neutralità e imparzialità dell’IA.
Possibili scenari futuri
- una normalizzazione delle sponsorizzazioni dentro le conversazioni, con aumento della pubblicità “nascosta”.
- un doppio binario tra utenti paganti (privilegiati) e utenti gratis (esposti a pubblicità), con ripercussioni su equità e privacy.
- ricadute regolamentari: la necessità di classificare queste “suggerenze” come pubblicità a fini normativi.
🔄 Cronologia degli avvenimenti recenti
- 25 novembre 2025: l’azienda introduce la funzione “shopping research / app suggestions”. Sky TG
- 2 dicembre 2025: primi screenshot circolano con suggerimenti per Peloton e Target in conversazioni casuali. TechCrunch
- 3–4 dicembre 2025: esplode la protesta degli utenti; OpenAI chiarisce che non si tratta di pubblicità e disattiva temporaneamente la funzione. LinkedI
- 5 dicembre 2025: emergono riflessioni più ampie su trasparenza, etica e possibile ripristino della funzione con modifiche. Quotidiano Nazionale
🔎 Approfondimenti suggeriti
- Articolo di Futurism su come OpenAI risponda alle critiche → link originale Futurism
- Analisi su possibili scenari futuri di pubblicità in IA → link articolo su rischi etici Giovanni Villino
- Copertura giornalistica italiana dell’episodio e risposta di OpenAI → link su hdblog / everyeye Everyeye Tech
🔚 Conclusioni
L’episodio che ha coinvolto ChatGPT con suggerimenti legati a Target e Peloton segna un momento critico nel rapporto tra utenti e intelligenza artificiale. Finora, OpenAI ha escluso accordi commerciali diretti e definito le proposte come test di funzionalità. Tuttavia, la soglia tra “suggerimento utile” e “pubblicità occulta” si è dimostrata più sottile del previsto, generando sfiducia. Se l’IA dovesse diventare un mezzo di marketing mascherato, la sua credibilità informativa — e il legame fiduciario con l’utente — rischiano di vacillare. In prospettiva, la trasparenza e l’etica progettuale diventeranno elementi decisivi per la legittimità del suo uso su larga scala.







